Quante volte ti sei nascosto o semplicemente giustificato dietro a delle scuse inutili e magari a volte anche troppo palesi? Una fra tutte “Non ho tempo”. Spesso ci nascondiamo dietro alibi che la nostra mente crea per fare in modo che la ragione sia sempre dalla nostra parte. Cerchiamo alibi per difenderci da errori commessi, perché non vogliamo ammettere a noi stessi che non stiamo dando il massimo. O, peggio, per addossare le colpe ad altri. Creiamo alibi, semplicemente, per illuderci di avere ragione. Lavorando con molti atleti, è evidente che in alcuni di essi aleggia sempre più spesso la nuvola dell’alibi. La scusa sempre pronta a giustificare un errore, una distrazione o una mancanza di concentrazione. Tutto questo perché l’atleta si crea, razionalmente o irrazionalmente, una sorta di corazza che tende a proteggerlo da qualsiasi attacco esterno. Ma in questo modo non fa altro che crearsi una mancanza di stimolo che lo frena nel suo continuo processo di miglioramento.

–       “E’ stato lui a passarmi il pallone troppo dietro, io non c’entro nulla…”

–       “Mi ha distratto Marco, mi stava parlando…”

–       “Se avessi avuto quel pallone sul piede giusto, avrei certamente segnato…

COME COMBATTERE UN ALIBI Crearsi un alibi è sicuramente la strada più confortevole per ognuno di noi, e molti di noi ne sono consapevoli. Fin quando, però, non entra in gioco il Mental Coach. L’atleta ci si affida perchè il Mental Coach ha gli strumenti e le risorse giuste per far emergere le sue vere potenzialità, poiché è convinto che l’allenatore non lo consideri completamente integrato negli schemi della squadra. Cerca di spiegarlo a gran voce che ce l’ha messa tutta per convincerlo del contrario, ma non riesce a raggiungere l’obiettivo. Ed ecco, allora, che scatta la convinzione  che lui ha ragione e il suo allenatore torto. Convinzione, però, celata dietro ad un alibi. E’ sui nostri errori, che costruiamo il nostro successo e così lavorare con un Coach diventa una risorsa importante, una risorsa fondamentale per far emergere quelle risposte, e soprattutto quegli atteggiamenti utili all’atleta a fare la differenza con gli altri atleti. Durante la sessione, mediante tecniche ed esercizi pratici, l’atleta si renderà conto che probabilmente durante l’allenamento il suo comportamento non è dei più esemplari (atteggiamento poco costruttivo), o che magari ultimamente si è allenato distrattamente e poco (bassa motivazione) o più semplicemente non è in linea (fisica) con il resto della squadra.

I LIMITI DA SUPERARE creava in lui uno stato di limite mentale, una protezione delle sue azioni che non gli permetteva di capire che in realtà il suo essere messo ai margini delle scelte dell’allenatore, erano dettate da altri fattori. Il suo focus era la volontà a giocare sempre e vincere, e non la volontà di prepararsi a giocare sempre e vincere. Abbatti il muro dell’alibi che non ti fa vedere nessun’altra opportunità di crescita e costruisci una forte mentalità positiva, mettiti sempre in gioco e allena la tua mente con tecniche di crescita motivazionale, solo così avrai la volontà di preparati a vincere. Ti lascio 4 piccole ma potenti domande che se fatte quotidianamente inizia a darti già la giusta direzione verso il successo.

  1. Quali scuse ho trovato oggi che mi hanno impedito di ottenere il risultato desiderato?
  2. Cosa devo fare domani perché possa ottenere il risultato che desidero?
  3. Cosa ho imparato oggi?
  4. Perchè faccio (rimando o trovo scuse) quello che faccio?

 

 

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