Le capacità condizionali

Le sedute del Prof

Tra le tante rubriche riparte anche un altro storico spazio che ha caratterizzato i primi anni di Zonapontina.com. Insieme al preparatore atletico del Montenero Andrea Pellicciotta infatti andremo a scoprire tutti i dettagli degli allenamenti di uno sport così popolare come il calcio. Il primo passaggio sarà quello dedicato ai principi dell’allenamento e la presentazione delle capacità condizionali. 

 

PRINCIPI DELL’ALLENAMENTO Le capacità condizionali sono quelle capacità fondamentali per lo sviluppo fisico, armonico e completo di un calciatore. Questi requisiti devono essere allenati correttamente fin dalla tenera età, considerando sempre le varie “fasi sensibili” e le corrette metodologie di allenamento al fine di proporre un giusto lavoro al momento giusto. Le capacità condizionali vengono comunemente riconosciute nella resistenza. Weineck ha sempre detto che la resistenza  è  la capacità psico-fisica di opporsi all’affaticamento durante lunghi sforzi e le capacità di recuperare velocemente. La resistenza fisica comprende anche la capacità del calciatore di resistere più a lungo allo stimolo di diminuire l’ intensità dello sforzo o di  interromperlo. Sintetizzando si può definire come la qualità che permette di minimizzare gli effetti dell’ affaticamento dell’ organismo e di tutti i suoi sotto-insiemi. La resistenza si può dividere in varie forme: generale, specifica, aerobica, anaerobica e forza

I TIPI DI RESISTENZA La resistenza generale è importante per l’aumento delle capacità della prestazione fisica ed anche nell’ottimizzare la capacità di recupero. Con una buona resistenza generale si può diminuire il rischio di infortuni ma anche degli errori tattici e tecnici senza pensare ad una salute più stabile e l’incremento della capacità psichica. La resistenza specifica porta ad una buona tollerabilità alle corsie intermittenti e specifiche del calcio. Aiuta a migliorare la capacità di sostenere il gioco ad alta velocità e ottimizza la capacità di sopportazione di alti ritmi durante una gara e causa un condizionamento specifico della muscolatura. La resistenza aerobica è caratterizzata dalla disponibilità a resistere nel tempo ad uno sforzo di media o alta intensità senza anticipare sintomi di affaticamento. Con il suo lavoro va a colpire il metabolismo dei grassi e secondo Liesen si migliora l’ eliminazione nel muscolo delle sostanze provocanti l’ affaticamento (lattato, ammoniaca, acc.) e  la capacità di non impiegare nel rifornimento energetico i carboidrati, fondamentali per il gioco-sport. La resistenza anaerobica invece è  un tipo di resistenza specifica per il calcio e gli altri sport situazionali che comporta l’ utilizzazione esclusiva dei depositi di glicogeno presenti nell’organismo. Ciò permette di sviluppare una resistenza alla velocità che causa una supercompensazione molto marcata. Si può ulteriormente suddividere in due tipi: la resistenza anaerobica alattacida che è un tipo di resistenza che si sviluppa molto intensamente in un tempo brevissimo, fino ad un massimo di 6/7”. (Questa sua brevità comporta quindi la non presenza di lattato superiore alla media) e la resistenza anaerobica lattacida che si sviluppa in tempi di lavoro più lunghi tra i 40/60”, ma sempre ad alta intensità. Questa sua caratteristica comporta quindi la presenza di lattato superiore alla media. Ultima resistenza è quella di forza che è legata alle forme principali dello sforzo motorio e si può considerare come il vertice, o il punto di arrivo, delle varie espressioni di forza.

 Per qualsiasi chiarimento o consulenza – Prof. Andrea Pellicciotta 3476853642 – pellicciottaandrea@hotmail.com

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