Riprende dopo qualche stagione la rubrica tanto cara al sottoscritto dell’ “Avvocato nel Pallone” e, periodicamente, tratteremo non solo i temi collegati all’ambito calcistico ma faremo una valutazione generale della Giustizia Sportiva Italiana anche a seguito delle recenti riforme applicate. Iniziamo, però, dall’andare a dare qualche spunto soprattutto in merito alle diverse fattispecie di tesseramento previste dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio.

LA NORMATIVA FEDERALE L’Art. 38 delle NOIF qualifica la figura del c.d. “tecnico” ovvero di quel soggetto federale che, iscritto a seguito di un apposito corso all’Albo o elenco o ruolo tenuto dal Settore Tecnico, può tesserarsi con una società per la quale intende prestare la propria attività sportiva. Richiamando anche il Regolamento del Settore Tecnico, l’Art. 19 indica proprio quali sono i compiti dei tecnici:

– Tutelare e valorizzare il potenziale tecnico-atletico della società per la quale sono tesserati
– Curare la formazione tecnica e le condizioni fisiche dei calciatori
– Promuovere la conoscenza delle norme regolamentari, tecniche e sanitarie; 4. Disciplinare la condotta morale e sportiva dei propri calciatori.

OBBLIGHI Oltretutto, gli allenatori hanno anche determinati obblighi di comportamento che devono essere rispettanti in quanto, essendo considerati come “soggetti giuridici” facenti parte dell’Ordinamento federale, sono sottoposti alla giurisdizione della Giustizia Sportiva della FIGC. Questo ad esclusione dei casi previsti dagli artt. 36 comma 2, 38 comma 3, 40 e 41 del Regolamento del Settore Tecnico per le cui violazioni organismo competente è la Commissione Disciplinare del Settore Tecnico. La normativa di riferimento, comunque, prevede l’obbligo per le società partecipanti al Campionato Nazionale Serie D, ai Campionati Nazionali di Serie A e B del Calcio Femminile e del Calcio a Cinque, ai Campionati di Eccellenza, di Promozione, di I e II categoria, di affidare la prima squadra ad un allenatore abilitato dal Settore Tecnico, il quale, peraltro, dovrà essere presente in panchina nelle gare ufficiali, salvo casi di forza maggiore. Si ricorda che la nomina del tecnico deve essere effettiva e lo stesso non potrà figurare essendo, all’inverso, un mero “prestanome” di altro soggetto non abilitato. Questa violazione, infatti, comporta l’immediata denuncia alla Procura Federale ed una sanzione anche verso la società che ha concesso tale condotta illecita. Anche per il Settore Giovanile è indispensabile l’abilitazione e dalla stagione sportiva 2017/2018 sono entrate in vigore nuove riforme che hanno previsto l’obbligatorietà come di seguito: Scuole calcio d’élite: un tecnico responsabile di area ed un tecnico per ogni squadra entrambi abilitati; Scuole Calcio: un tecnico responsabile di area ed un tecnico per ogni categoria, abilitati; Centri calcistici di base: un tecnico responsabile di area ed un tecnico, abilitati; Allievi Provinciali: un tecnico abilitato per ogni squadra; Giovanissimi provinciali: un tecnico abilitato per ogni squadra. Una importante novità che garantisce maggior risalto alla stessa figura dell’allenatore il quale deve essere aaolutamente qualificato.

ESONERO In caso di eventuale esonero, la società sportiva dovrà effettuare una comunicazione scritta sia all’allenatore che al Settore Tecnico della FIGC nella quale indicherà che, da una specifica data, il tecnico non dovrà più prestare attività per la stessa (Le dimissioni o l’esonero degli allenatori devono essere comunicate alla controparte a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento). Fermo restando che l’allenatore rimane vincolato al proprio tesseramento per l’intera stagione sportiva, anche in caso di esonero.

RIMBORSI Gli allenatori dilettanti devono svolgere la propria attività a titolo gratuito in ragione del fatto che non è prevista alcuna tipologia di rapporto di lavoro tra tecnico e società né a carattere autonomo né subordinato. Le parti, comunque, possono sottoscrivere un apposito accordo economico comprensivo di un premio di tesseramento annuale ed un rimborso spese chilometrico (che deve essere quantificato) da corrispondere entro i limiti e secondo le modalità stabilite dalla Lega in accordo con l’Associazione Italiana Allenatori Calcio. Tali accordi dovranno indicare un importo lordo annuale che dovrà essere corrisposto dalla società anche in caso di esonero dell’allenatore (non nel caso di eventuali dimissione di quest’ultimo). L’importo può essere suddiviso in rate (massimo in dieci scadenze per stagione sportiva) e dovrà avere obbligatoriamente forma scritta. L’allenatore, a sua volta, ha l’obbligo di depositare presso gli enti competenti il medesimo accordo economico entro 20 giorni dalla data di sottoscrizione del tesseramento, questo anche in caso di gratuità della conduzione tecnica sottoscritta da entrambe le parti. Il deposito della suddetta documentazione dovrà essere effettuato comunque entro e non oltre il termine di giorni 15 dalla firma della stessa. Facendo parte dell’Ordinamento federale, in caso di mancato pagamento anche di una sola rata dell’accordo in essere, l’allenatore potrà presentare apposita vertenza al Collegio Arbitrale presso la LND, organismo competente a dirimere le controversie a carattere economico tra le parti interessate (Allenatore e società). Questo entro e non oltre il 30 giugno della stagione sportiva successiva alla stipula dell’accordo economico.

Per consulenze: Avv. Matteo Sperduti – Studio Legale Zullo & Partners – Email: matteosperduti@libero.it – Cell. 3385459992

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