Giallombardo si presenta

E’ lui, senza ombra di dubbio, il protagonista della settimana in casa Us Latina Calcio. Andrea Giallombardo è da quarantotto ore un nuovo tesserato del club nerazzurro. Un altro calciatore di spessore, o top-player (come amano definirlo gli esperti) che va a ricoprire un ruolo, forse l’unico, in cui Pecchia non si sentiva ancora totalmente 

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E’ lui, senza ombra di dubbio, il protagonista della settimana in casa Us Latina Calcio. Andrea Giallombardo è da quarantotto ore un nuovo tesserato del club nerazzurro. Un altro calciatore di spessore, o top-player (come amano definirlo gli esperti) che va a ricoprire un ruolo, forse l’unico, in cui Pecchia non si sentiva ancora totalmente al sicuro. Terzino sinistro di impostazione classica, perfetto per una difesa a quattro chiamata a sorreggere un reparto avanzato che prevede tre punte. Tanta copertura, quindi, ma senza disdegnare qualche «sgroppata» in fase di proposizione. Così recita la scheda tecnica del difensore scuola Roma con tantissimo professionismo ad alti livelli alle spalle.

«Dalle poche immagini che ho visto del Latina, ma soprattutto dai primi colloqui che ho avuto con i tecnici – ha commentato lo stesso Giallombardo – posso dire che il 4-3-3, ma in generale la difesa a quattro, è lo schieramento che certamente si adatta meglio alle mie caratteristiche».

Nei primi due giorni a Latina Giallombardo ha trovato, cosa inedita per il luogo, molta pioggia e tanto freddo pungente. Ma nel futuro con i colori nerazzurri il 32enne romano vede soltanto tanta luce:

«Penso proprio che ci siano i presupposti per essere protagonisti. Sono venuto qui per vincere e portare questa squadra per la prima volta in serie B. Ho voglia, ancora tanta voglia di sentirmi importante e di giocare per qualcosa di importante, cosa che non era, purtroppo, ad Ascoli».

Curriculum alla mano, l’esperienza di quest’ anno con l’Ascoli rappresenta per Giallombardo forse la meno felice delle ultime stagioni, o addirittura dell’intera sua carriera. Un’inizio di stagione difficile con poco spazio (solo 4 presenze) nonostante le ottime credenziali. Qual’è stato il problema alla base di queste scelte tecniche?

«Certamente dei problemi di rapporto con la società. In estate ero stato richiesto da molti club di serie B, tra cui in particolare ricordo Vicenza e Novara. Ma la società si è sempre opposta al mio trasferimento e non ha mai accettato le varie proposte di scambio. Il tutto si è ripercosso poi sulle scelte del mister, con il quale avevo comunque un ottimo rapporto».

E alla domanda se il ritorno in Lega Pro dopo ben dieci anni di onorarta carriera tra «A» e «B» possa essere vissuto come un passo indietro in una carriera di tutto rispetto, Giallombardo non ha davvero dubbi.

«Assolutamente non la penso così, altrimenti non avrei accettato questa soluzione. Mi ripeto: preferisco essere protagonista in una piazza emergente e desiderosa di approdare nel grande calcio come il Latina, che restare ai margini e giocare senza reali obiettivi. Ho voglia di sentirmi utile alla causa e sono pronto a dare tutto per questi colori perché c’è la seria possibilità di poter vincere il campionato».

Primi approcci con società e squadra, che ambiente hai trovato?

«Devo dire che per ora posso ritenermi molto contento. Un’ambiente serio, professionale. Una società giovane ma allo stesso tempo esperta ma soprattutto ambiziosa. Un club che ha gettato le basi per un progetto lungimirante. Stesso discorso per la squadra: un gruppo affiatato che lavora in armonia, ma sempre con grande professionalità. Conosco, perché ci ho giocato insieme, Danilevicius, con cui ho condiviso l’esperienza di Livorno, Bruscagin, con cui ho giocato a Grosseto e anche Tulli ai tempi delle giovanili della Roma».

Per quanto riguarda mister Pecchia?

«Non l’avevo mai conosciuto. Certo, la sua fama da giocatore lo precede, ma non avevo mai condiviso un’esperienza con lui a livello di allenatore, ma da quel poco che ho potuto sentire e vedere credo che si tratti di un tecnico molto preparato e competente».

Hai mai visto giocare il Latina in questa stagione?

«Purtroppo soltanto una volta, proprio sabato scorso contro la Nocerina. Non ho praticamente mai seguito la Lega Pro, ma così come non seguo altri campionati, compresa ad esempio la serie A. Amo concentrarmi su quello in cui sono impegnato».

Che impressione hai tratto della squadra, pur vedendo soltanto novanta minuti?

«Contro un avversario davvero di livello, ho visto una squadra che ha giocato con il piglio della capolista. Per lunghi tratti, soprattutto dopo lo svantaggio, il Latina ha saputo mettere sotto gli avversari a livello di gioco e di occasioni. Ho visto una squadra che ama giocare palla a terra e che propone un calcio sicuramente degno di altre categoria».

Com’è Giallombardo fuori dal campo?

«Tranquillo. Un normale ragazzo di trentadue anni che ama svagarsi e stare con la famiglia e in particolare mia moglie che mi ha seguito qui a Latina».

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