Lo ‘scandalo’ del Bartolani

UNA finale che di sicuro entrerà nella storia del calcio laziale. L’ultimo atto della massima competizione regionale ha riservato uno spettacolo che in molti avrebbero voluto non vedere. Ieri pomeriggio allo stadio Domenico Bartolani di Cisterna di Latina si sono consumati gli ultimi novanta minuti della Coppa Italia di Eccellenza tra il Colleferro e l’Atletico 

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UNA finale che di sicuro entrerà nella storia del calcio laziale. L’ultimo atto della massima competizione regionale ha riservato uno spettacolo che in molti avrebbero voluto non vedere. Ieri pomeriggio allo stadio Domenico Bartolani di Cisterna di Latina si sono consumati gli ultimi novanta minuti della Coppa Italia di Eccellenza tra il Colleferro e l’Atletico Boville. Una gara già di per se scossa dalla prematura scomparsa del dirigente ciociaro Carnevale e resa ancor più amara da un arbitraggio, quello del signor Cattaneo di Civitavecchia e della sua terna a dir poco imbarazzante. In un Bartolani gremito in ogni ordine di posto (una rarità di questi tempi) le due formazioni hanno dato vita ad un primo tempo soporifero dove i due schieramenti hanno palesato tutta quella paura di chi gioca una finale. Ma nella ripresa dopo sette minuti, la partita cambia clamorosamente volto per mano della terna arbitrale: Fiorelli lanciato a rete viene affossato da Abu Salem al limite dell’area di rigore, il signor Cattaneo prima grazia il difensore rossonero sventolandogli un cartellino giallo quando il regolamento prevede il rosso diretto (chiara occasione da rete) e subito dopo espelle Iozzi e Testa del Boville poiché chiedevano invano di far rispettare la distanza alla barriera. In un minuto la partita cambia e di conseguenza sale la tensione. La partita continua, tra le proteste generali e l’Atletico Boville in nove contro undici sfiora per ben due volte il colpaccio. Si va ai supplementari che si aprono con la rete del Colleferro di Salvagni in sospetto offside. I ciociari non si scompongono continuando a giocare e, quattro minuto dopo, acciuffano il pareggio con un tiro velleitario di Cerroni deviato nella sua porta da Figlioli, una gioia però che dura un’istante visto che il fischietto Cattaneo annulla per fuorigioco. Un errore macroscopico dell’assistente Rinaldi che tira su la bandierina credendo che la deviazione fosse del ciociaro Grossi (nettamente in posizione regolare e lontano dalla sfera) anziché di Figlioli. Da qui in poi succede di tutto. Le forze dell’ordine sugli spalti tengono a bada le due tifoserie mentre in campo i giocatori fanno capannello intorno alla terna che non torna sui propri passi, confermando la decisone presa. A quel punto il tecnico del Boville, Fraioli entra in campo facendo cenno ai suoi giocatori di abbandonare il campo. La tensione è palpabile ma il tutto rientra dopo due minuti. Un finale scontato e rinviato di pochi minuti. Dopo il raddoppio del Colleferro con Tornatore, infatti, Salvagni a metà campo reagisce in modo violento a Santopadre con i due che vengono espulsi insieme a Pagnani, intervenuto per sedare la rissa. A cinque minuti dal termine i giocatori del Boville all’unisono abbandonano il campo con l’arbitro Cattaneo che fischia la fine, facendo iniziare i festeggiamenti dei rossoneri, una festa dal gusto amaro. Si consuma così una delle pagine più nere sia della classe arbitrale che del comitato del Lazio.

Gabriele Mancini

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