Terracina, Meineri: “Non bisogna mai abbassare la guardia”

I 27 punti in classifica raccolti nelle prime 13 giornate sono un bottino importante per il Terracina che si appresta a vivere un’altra settimana cruciale. Domenica i tigrotti saranno di scena sul campo del Monterotondo: una sfida che potrebbe eliminare la terza in classifica dalla lotta per il primato. «Non bisogna mai abbassare la concentrazione 

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I 27 punti in classifica raccolti nelle prime 13 giornate sono un bottino importante per il Terracina che si appresta a vivere un’altra settimana cruciale. Domenica i tigrotti saranno di scena sul campo del Monterotondo: una sfida che potrebbe eliminare la terza in classifica dalla lotta per il primato. «Non bisogna mai abbassare la concentrazione in tutte le gare dal prim al novantesimo. La partita col Rocca di Papa Nemi deve esserci da esempio – chiarisce il presidente Luca Meineri – Oltre ai valori tecnici ci sono tante componenti che fanno la differenza, e tra queste c’è sicuramente l’abnegazione».
I tre punti di vantaggio sulla seconda rispecchiano i veri valori tra il Terracina e il resto del gruppo? «E’ ancora presto per dare un giudizio definitivo. Gli indirizzi sono evidenti verso febbraio-marzo, quando dopo la chiusura del mercato tutte le squadre si sono riassettate. Basti pensare che nella passata stagione, il 4 dicembre la Pro Cisterna aveva 31 punti e La lupa Frascati era ferma a 22. A fine campionato per tanti motivi si sono invertiti i ruoli». Siete pronti a intervenire sul mercato? «La nostra squadra ha bisogno di mantenere il modulo che sta attuando e i rinforzi devono essere visti in funzione del 3-5-2». Gli addetti ai lavori parlano della carenza di una prima punta? «Sono due domeniche che la squadra fa tre gol a partita: all’inizio eravamo sterili, oggi abbiamo il nostro equilibrio. E poi in panchina abbiamo attaccanti come Di Florio e Bottiglia, giocatori che vengono apprezzati dalla società e dai nostri tifosi». A proposito dei tifosi aumentano di domenica in domenica. Contro il Rocca di Papa è comparso uno striscione che non vedeva di buon occhio un’emittente privata. «Fa piacere che i sostenitori accorrano sempre più numerosi: sono una forza in più per i giocatori. Sula questione dello striscione, dispiace che il Terracina non venga ripreso dalle telecamere, soprattutto in un momento in cui è primo in classifica e un’emittente televisiva potrebbe aumentare la partecipazione dei sostenitori che non sono allo stadio. La partecipazione è fondamentale da parte di tutti affinché il Terracina possa avere una squadra in campionati che più gli competano». Pensava dopo un anno e mezzo di gestione condivisa con Attilio Saturno di trovarsi in questa situazione. «Eravamo consapevoli che la scelta dell’allenatore fosse felice: sta dando dimostrazione di gestire con la massima riservatezza il gruppo. Voglio ricordare che all’inizio dell’avventura c’eravamo posti un obiettivo ambizioso, ovvero in tre anni approdare in Serie D». Spesso si dice che i presidenti di una società debbano essere dispari e in un numero non superiore a due. Come procede la convivenza con Attilio Saturno. «Benissimo. La nostra convivenza fa parte di un cammino che prosegue negli anni: tra noi c’è la buona abitudine di confrontarsi e di mettere in pratica le idee. Due teste pensano meglio di una». Domenica c’è lo scontro diretto col Monterotondo. «E’ una partita importante come quella disputata a Morolo. Sono una squadra che può ambire a traguardi ambiziosi: entreremo in campo col rispetto degli avversari ma consapevoli dei nostri mezzi e del fatto che sarà necessario metterci ancora più grinta».

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