Aprilia e i suoi record

Ormai sono finiti gli aggettivi per descrivere la cavalcata dell’Aprilia. Le rondinelle, dopo la settima vittoria (domenica 3-0 al Teramo) in otto partite di campionato, hanno fatto il vuoto dietro di sè, lasciando le inseguitrici a cinque punti di distanza. Senza dilungarsi in sin troppo facili proclami, per descrivere la cavalcata di capitan Croce e 

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Ormai sono finiti gli aggettivi per descrivere la cavalcata dell’Aprilia. Le rondinelle, dopo la settima vittoria (domenica 3-0 al Teramo) in otto partite di campionato, hanno fatto il vuoto dietro di sè, lasciando le inseguitrici a cinque punti di distanza. Senza dilungarsi in sin troppo facili proclami, per descrivere la cavalcata di capitan Croce e compagni basta dire che dopo otto gare i biancoazzurri risultano essere la miglior squadra dell’intero professionismo italiano in termini di punti e, soprattutto, di rendimento, Juventus e Sassuolo comprese. Venti i gol fatti, quattro quelli subiti. Una rete messa a segno in più dei bianconeri, primatisti in serie A, ben 5 e una in meno subita rispetto a quanto aveva fatto il Sassuolo nella serie cadetta dopo otto giornate di campionato. Il bottino diventa ancora più pingue, poi, se si contano anche i risultati di Coppa Italia, in cui le rondinelle hanno saputo superare ben tre formazioni di Prima Divisione tra cui le capolista Latina e Frosinone (2-0) ed il Gubbio mercoledì scorso (1-2). Insomma, il cammino dei ragazzi di mister Vivarini sembra destinato a bruciare qualsiasi record, grazie anche ad una continuità di rendimento sul campo garantita da una rosa capace di trovare nuova linfa anche e soprattutto dalla panchina (lo dimostrano i gol di Marfisi e Gomes nel 3-0 rifilato al Teramo).

VIVIAMO ALLA GIORNATA – Alzi la mano chi si sarebbe aspettato di trovare l’Aprilia in questa più che rosea situazione di campionato prima dell’inizio: «Sinceramente neanche io – ammette il diggì biancoazzurro Ermanno Rosina – Non me l’aspettavo semplicemente perchè quest’anno avevamo improntato il nostro progetto su un campionato tranquillo, puntando tutto sui giovani. Per ora i risultati ci stanno dando ragione ma non dimentichiamoci mai di vivere alla giornata e di pensare che adesso è tutto bello ma che potrebbero arrivare anche periodi meno splendenti di questo. Ora però godiamoci questo splendido momento che ognuno di noi aveva soltanto potuto sognare. Stiamo andando oltre ogni aspettativa, merito credo di un fantastico lavoro di tutto il gruppo». Proprio la questione a quale fattore attribuire il merito di questo exploit, Rosina ha le idee chiare: «Il merito è certamente di tutti. Dei ragazzi, innanzitutto, che hanno saputo fare gruppo e soprattutto capire cosa chiedesse a loro il tecnico. Anche chi non scende in campo è sempre pronto a dare una mano e mettersi a disposizione della squadra in ogni momento in cui viene chiamato in causa. Bravo Vivarini, che con un gruppo completamente nuovo ha saputo dare un’identità, uno spirito di unione e soprattutto un gioco che, per ora, è certamente il migliore della categoria. Merito, però, anche ad una società che mette tutti nelle condizioni ideali per lavorare e fare bene consentendo ai ragazzi di stare tranquilli non facendogli mancare davvero nulla».

ROSINA E I SUOI GIOVANI – Quello che stupisce è in particolare è stata la capacità di saper trovare i migliori giovani della categoria. Un gruppo di forze fresche scelte con grande cura e capacità di valutazione: «Frutto del lavoro svolto in estate – continua Rosina – Tutti insieme abbiamo valutato situazione dopo situazione, cercando tutti quei giovani che aveva adocchiato già nella scorsa stagione. Cane, ad esempio, siamo riusciti a strapparlo al corteggiamento di tanti club professionistici dopo averlo visto all’opera con il Lamezia». Tra i tanti ragazzi dal sicuro futuro, sta prendendo sempre più piede il nome di Diakitè. Il colored difensore centrale domenica ha messo a segno il secondo gol consecutivo, a coronamento di una prestazione come al solito sopra le righe. Ventidue anni e un fisico invidiabile, accompagnato con una qualità tecnica che è cresciuta esponenzialmente rispetto alla scorsa stagione. Lecito aspettarsi un futuro in una categoria superiore? «Inutile negare che Diakitè è sorvegliato speciale di tanti club di categoria superiore. Noi ce lo teniamo stretto e ci godiamo la sua consacrazione. Accanto a Sembroni, pur giovane (classe ‘88 n.d.r.) ha saputo trovare quella sicurezza e quella qualità che forse gli mancava l’anno scorso. Ma non sarà l’unico, secondo me, che è pronto a compiere il grande salto. Sono certo che ci sarà qualche altro exploit. Mi riferisco a qualche giocatore che, però, per ora non voglio nominare per scaramanzia».

Gianpiero Terenzi

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