Scossone Sabaudia. Polidoro se ne va e arriva D’Andrea

GIUSEPPE Polidoro non è più l’allenatore del Sabaudia. La notizia è emersa soltanto nella tarda mattina di ieri, ma in realtà risale a circa quarantotto ore prima visto che il tecnico aveva già rimesso il suo incarico nelle mani del presidente Amedeo Trulli subito dopo la sconfitta, ininfluente ai fini della qualificazione, rimediata a Castro 

Leggi tutto

GIUSEPPE Polidoro non è più l’allenatore del Sabaudia. La notizia è emersa soltanto nella tarda mattina di ieri, ma in realtà risale a circa quarantotto ore prima visto che il tecnico aveva già rimesso il suo incarico nelle mani del presidente Amedeo Trulli subito dopo la sconfitta, ininfluente ai fini della qualificazione, rimediata a Castro dei Volsci nel match di ritorno del primo turno di Coppa Lazio. Si tratta infatti di dimissioni e non di esonero per l’allenatore che, in tandem con Giuseppe Trulli, aveva condotto al trionfo la compagine gialloblu nell’ultimo campionato di Seconda Categoria. Sempre in tandem, peraltro, sono arrivate le dimissioni dello stesso Giuseppe Trulli. Insomma, visto che il primo risultato della stagione, la qualificazione al secondo turno della coppa, era stato bene o male raggiunto, non c’è dubbio che la decisione di Polidoro è stata figlia anche (o soprattutto) di motivazioni di carattere non puramente tecnico.
Preso atto dell’irrevocabile decisione del mister, la società non ha potuto far altro che accettare le dimissioni e mettersi alla ricerca del suo sostituto. Il direttore sportivo Massimo De Angelis ha immediatamente contattato Pino D’Andrea. Il tecnico ha raggiunto l’accordo con la società gialloblu nella tarda serata di lunedì e ieri pomeriggio ha diretto il suo primo allenamento: «Innanzitutto vorrei ringraziare a nome di tutta la società sia Polidoro sia Trulli per lo straordinario lavoro portato avanti in questi due anni e culminato con un ritorno in Prima atteso diciotto anni – spiega lo stesso diesse –. Ho lavorato poco tempo con loro, ma è stato sufficiente per rendermi conto che sono persone serie, disponibili e molto corrette. Per quanto riguarda D’Andrea, invece, penso che non ci sia molto da dire: si tratta di un allenatore che conosco benissimo e con cui spero di ripetere i risultati ottenuti nella stagione passata. A mio avviso, da matricola, sarebbe già un grande traguardo centrare la qualificazione alla Coppa Lazio del prossimo anno. Non dimentichiamoci, infatti, che negli ultimi anni – conclude De Angelis –, due delle tre promosse dalla Seconda sono sistematicamente retrocesse alla fine del campionato successivo, quindi bisognerà prestare la massima attenzione».

D’ANDREA – Dopo averlo già fatto a Nettuno e a Sonnino, Pino D’Andrea si ritrova ancora una volta a prendere una squadra in corsa: «Ormai ci sono abituato – esordisce scherzosamente il tecnico –, ma al tempo stesso c’è sempre grande rammarico perché in questo modo non riesco mai a preparare la squadra per farla presentare ai blocchi di partenza pronta a scattare sulla base della mia idea di calcio». A Sonnino, infatti, le sono servite sei partite prima di trovare la cosiddetta quadratura del cerchio: a Sabaudia quanto crede che ci vorrà? «Sinceramente non ne ho idea. La squadra ha fatto benissimo l’anno scorso, ma è anche vero che la sua fisionomia è cambiata parecchio nel corso dell’estate per cui ci vorrà già del tempo per inserire i nuovi e creare la giusta amalgama all’interno del gruppo». Con la società avete fissato un obiettivo minimo da raggiungere? «Beh, la Coppa Lazio è certamente un traguardo che farebbe piacere, oltre che al sottoscritto, anche al presidente Trulli. In rosa abbiamo diversi giocatori importanti che dovrebbero aiutarci a non pagare troppo l’impatto con la nuova categoria ma poi, come sempre, sarà il campo a parlare. Già domenica – conclude D’Andrea – siamo attesi da un impegno mica da poco, visto che ci troveremo di fronte una formazione, il Calcio Sezze, che sul mercato ha preso le pedine giuste per provare a migliorare la sesta posizione dell’ultimo campionato. Avversario peggiore non ci poteva essere, quindi penso che, almeno in questa prima gara, non stravolgerò più di tanto l’assetto e gli equilibri della squadra per non correre il rischio di fare confusione e ottenere un risultato opposto a quello auspicato»

Simone D’Arpino

Lascia un commento