Ciampa torna a Hermada, nessun dubbio

C’ERA il rischio che assumesse i contorni della classica telenovela estiva di mercato, per questo il diretto interessato ha preferito prendere la parola in prima persona e spazzare via dal campo qualsiasi dubbio. I soggetti di quello che poteva essere e invece non sarà il tormentone dell’estate 2012 sono Giovanni Ciampa e la sua vecchia-nuova 

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C’ERA il rischio che assumesse i contorni della classica telenovela estiva di mercato, per questo il diretto interessato ha preferito prendere la parola in prima persona e spazzare via dal campo qualsiasi dubbio. I soggetti di quello che poteva essere e invece non sarà il tormentone dell’estate 2012 sono Giovanni Ciampa e la sua vecchia-nuova società, vale a dire l’Hermada, di cui Ciampa è ritornato ufficialmente a far parte da qualche giorno, senza tuttavia, come lui stesso spiega, assumere cariche istituzionali operative. Ma andiamo con ordine. Subito dopo la matematica conquista del secondo posto nell’ultimo campionato di Seconda Categoria, il direttore sportivo rossoblu, Paolo Marchiori, aveva garantito che il club avrebbe certamente usufruito del ripescaggio in Promozione. Poi, però, era stato addirittura il presidente Ginesio Senesi a paventare l’ipotesi di una rinuncia vista la difficoltà a reperire le risorse necessarie per assumersi ed onorare fino in fondo un impegno come la Promozione. Ma lo scorso 21 giugno, proprio Marchiori, nel corso dell’ultima puntata stagionale della trasmissione «Voglia di Calcio» su SL48, ha annunciato sia che questo pericolo era stato scongiurato sia che Giovanni Ciampa era ritornato a far parte del gruppo che detiene la proprietà dell’Hermada. Sembrava tutto a posto e, invece, nei giorni passati, forse non a caso in concomitanza con la notizia della sicura permanenza sulla panchina della Pro Calcio Lenola di Dario Lauretti, cui si sa che lo stesso Ciampa è strettamente legato, sono tornate a rincorrersi le voci di un nuova brusca frenata nella vicenda.

LA SMENTITTA DI CIAMPA – Voci che stavolta sono state prontamente smentite dal diretto interessato: «Confermo che sono tornato a fare parte di questa grande famiglia – ha spiegato Ciampa –. La chiamo così perché prima che una società di calcio dilettantistico l’Hermada è, nel vero senso della parola, un gruppo di amici in cui tutti, indipendentemente dalla quota di partecipazione, hanno la medesima voce in capitolo. Personalmente sono convinto che la Promozione sia la giusta categoria per una squadra come la nostra, visto e considerato che ormai Prima ed Eccellenza sono diventate due categorie proibitive: la Prima perché in base alle regole vigenti tutti i vecchi volponi del calcio vanno a giocare lì a dei costi pazzeschi e l’Eccellenza, invece, perché è proibitiva per definizione. Il nostro obiettivo sarà ovviamente la salvezza che proveremo a raggiungere togliendoci il maggior numero di soddisfazioni possibili. D’altronde, in questo momento di difficoltà generali, non si può certo aspirare a qualcosa di più: il tempo delle vacche grasse è finito e con esso anche il calcio degli ultimi anni, in cui sono stati raggiunti dei livelli che, ancorché sostenibili, erano al di là di ogni logica». La chiosa finale di Ciampa è sul mercato che attende l’Hermada: «Innanzitutto diciamo che ripartiremo dal nostro allenatore, dato che è impensabile mandare via un tecnico che lo scorso anno ha brillantemente condotto la squadra al secondo posto e quindi al salto di categoria. Con lui quindi faremo tutte le scelte più giuste, ma per il momento stiamo parlando con una punta, un vero finalizzatore d’area di rigore, e un regista. Se poi ci sarà modo e spazio penseremo anche ad un difensore, ma la vera priorità sono i giovani di Lega».

Simone D’Arpino

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