Federico – Circe, sarà divorzio?

AL TERZO tentativo ha trovato la chiave giusta per costruire una Nuova Circe in grado di vincere il girone «D» del campionato di Promozione 2011/12, ma adesso Bruno Federico potrebbe considerare concluso il suo ciclo in rossoblu e approdare su altri lidi. Non è un segreto, infatti, che il diesse sanfeliciano sia corteggiatissimo dal presidente 

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AL TERZO tentativo ha trovato la chiave giusta per costruire una Nuova Circe in grado di vincere il girone «D» del campionato di Promozione 2011/12, ma adesso Bruno Federico potrebbe considerare concluso il suo ciclo in rossoblu e approdare su altri lidi. Non è un segreto, infatti, che il diesse sanfeliciano sia corteggiatissimo dal presidente Antonio Aprile per far fare al suo Sermoneta il definitivo salto di qualità, senza dimenticare poi il contatto che a fine marzo c’era stato col San Michele. Ogni sua decisione, però, come ammette lo stesso Federico, sarà rimandata al momento in cui sarà più chiaro il futuro della Nuova Circe. «Mi sembra il minimo – spiega il direttore sportivo -. Semmai la sopravvivenza della società dovesse essere assicurata, penso proprio che non mi muoverò da San Felice. In caso contrario, vedremo. Certo, il tempo per sistemare la situazione c’è tutto ma bisogna che tutti quanti, a San Felice, capiscano una volta per tutte che l’Eccellenza è una categoria che non ti consente di commettere altri errori, oltre a quelli che si commettono di solito. La copertura economica deve essere totale perchè se si prende un impegno bisogna poi onorarlo fino in fondo senza alcuna esitazione e senza correre il rischio di farsi sommergere dalle difficoltà. Quando c’è anche la minima possibilità di poter attraversare periodi difficili sarebbe più opportuno desistere completamente. Il mio consiglio, sinceramente, è stato e continua ad essere questo. Poi, oltre a quello economico, ci sarebbero anche altri fattori, come quello relativo al campo perchè, a differenza di quanto fatto quest’anno, dovremo sin da subito mettere in conto di non allenarci al Ballarin da novembre a marzo».

Ma quanto c’è di vero nelle voci, abbastanza insistenti per la verità, che paventano un suo passaggio a Sermoneta?
«C’è di vero che venerdì scorso mi sono incontrato col presidente Aprile per fare una prima chiacchierata».
E di cosa avete parlato ce lo può dire?
«Per il momento ci siamo limitati a discutere delle prospettive societarie sia in caso di ripescaggio in Eccellenza sia in caso di permanenza in Promozione. Ecco, posso dire che sono stato informato del fatto che, al di là di tutto, sarà certamente confermato l’intero staff di quest’anno, da Franco Morano al preparatore atletico Franco Gnessi passando per l’allenatore, Roberto Giovannelli»
Non pensa che in caso di passaggio in gialloblu, la sua figura andrebbe a sovrapporsi a quella di Franco Morano, che quest’anno si è occupato della costruzione della squadra?
«Beh, diciamo di sì. In questo caso, però, credo che Franco diventerebbe il direttore generale, mentre a me spetterebbe la gestione dell’area tecnica. D’altronde, il mio ruolo, perchè abbia un senso, deve avere una certa autonomia altrimenti è quasi inutile ingaggiarmi».
Quando è chiamato a costruire una squadra, qual è il punto da cui parte Bruno Federico?
«In generale, è fondamentale che siano chiare sin da subito ed in maniera inequivocabile le ambizioni della società: da quelle, infatti, dipende il budget da stanziare. Nello specifico, invece, centra anche il discorso relativo alla categoria perchè quello che serve per fare un campionato di vertice in Promozione potrebbe non essere sufficiente per salvarsi in Eccellenza. Senza trascurare il fatto che ci sarebbe da ridiscutere tutto il discorso relativo al personale tecnico riconfermato dal presidente perchè non sono certo il tipo che se c’è qualcosa che non lo convince, se lo fa andare bene per forza».
E con questo vuol dire che farebbe lo stesso il nome di Gianni Marzella per la panchina?
«Per quanto mi riguarda, il nome di Gianni Marzella io lo farei a prescindere perchè si tratta di una persona affidabile e preparata: basta pensare che la Nuova Circe quest’anno è stata l’unica squadra che non si è avvalsa del preparatore atletico. Io sono sempre stato un tipo che un pò per carattere un pò per presunzione è portato a pensare di poter capire più degli altri e che quindi entra spesso in contrasto con gli allenatori, ma con Marzella questo non è mai successo. Andiamo d’amore e d’accordo e so per certo che valorizzerebbe al cento per cento i giocatori che porterei».
L’errore più grande che si potrebbe commettere in questi casi?
«Farsi prendere dalla fretta. Ovviamente, di questo, non abbiamo ancora parlato col Sermoneta perchè sarebbe stato a dir poco prematuro, ma posso garantire che facendo le cose senza il giusto tempo, il rischio di toppare è elevatissimo. A San Felice lo abbiamo ampiamente dimostrato mettendo in pratica un progetto triennale, in cui abbiamo sempre migliorato quello fatto nella stagione precedente».
Simone D’Arpino

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