Hermada, il giorno dopo è festa grande

L’HERMADA si gode il secondo posto, raggiunto matematicamente con due turni di anticipo, e il conseguente salto in Promozione, che avverrà con il già certo ripescaggio della prossima estate. I sessantatre punti conquistati finora dalla compagine guidata da Pino Tosti, infatti, rappresentano il secondo miglior punteggio – dietro a quello di Santopadre e Semprevisa, appaiate 

Leggi tutto

L’HERMADA si gode il secondo posto, raggiunto matematicamente con due turni di anticipo, e il conseguente salto in Promozione, che avverrà con il già certo ripescaggio della prossima estate. I sessantatre punti conquistati finora dalla compagine guidata da Pino Tosti, infatti, rappresentano il secondo miglior punteggio – dietro a quello di Santopadre e Semprevisa, appaiate al primo posto del raggruppamento «H» – tra quelli delle otto squadre che, almeno per il momento, si trovano sul secondo gradino del podio del proprio girone. «Siamo perfettamente consapevoli di quella che è la situazione negli altri gironi – spiega il direttore sportivo dell’Hermada, Paolo Marchiori –, per questo ieri (domenica, ndr) abbiamo festeggiato il ritorno in Promozione dopo diciotto anni di assenza. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario, soprattutto per le condizioni in cui siamo partiti. Non ci dimentichiamo, infatti, che la squadra era letteralmente sul punto di sparire dopo l’addio estivo sia di Dario Lauretti sia del Presidente Ciampa. Invece, proprio quando tutto sembrava perduto, c’è stato l’avvento del nuovo presidente, Ginesio Senesi, il quale si è subito adoperato per rimettere in piedi un gruppo dirigenziale in grado di portare avanti senza difficoltà una stagione dura, impegnativa e lunga come quella di Prima Categoria. Allora ci siamo messi a lavoro con un gruppo dirigenziale completamente rinnovato, ad eccezione di un paio di elementi che facevano parte della vecchia società e il cui contributo è stato preziosissimo».
Qual è stata la vostra prima mossa?
«Costruire la squadra intorno allo zoccolo duro della stagione precedente. Intorno a dei ragazzi che tanto bene avevano fatto l’anno prima, abbiamo infatti inserito tutte quelle che pedine che ritenevamo necessarie per centrare l’obiettivo che ci eravamo prefissati, cioè migliorare il quarto posto del 2010/11».
Quale ritiene sia stato il segreto di questa esaltante cavalcata?
«Senza ombra di dubbio il gruppo. La compattezza e l’unità mostrata in tutti i momenti della stagione, soprattutto in quelli più difficili, in cui bisogna riconoscere che l’esperienza di gente come Stefano Senesi, Paolo Palmacci, Fabrizio Forzellin e Francesco Carbone è stata fondamentale, hanno evitato che gli ingranaggi si inceppassero. Poi, naturalmente, per compiere un’impresa del genere ci vuole anche molta fortunata: la squadra è stata certamente molto brava ad esprimersi sempre al meglio delle sue possibilità, ma bisogna anche ammettere che quest’anno ci ha sempre girato tutto nel verso giusto».
C’è stato un momento particolare della stagione in cui avete capito di potercela fare?
«Certo la vittoria in casa del Cedial Lido dei Pini è stato un segnale molto incoraggiante, ma sinceramente penso che il fatto di ritrovarsi nelle prime posizioni alla fine del girone di andata ci abbia tolto gli ultimi residui dubbi e fatto convincere una volta per tutte che avremmo potuto giocare alla pari con chiunque».
State già pensando al futuro?
«Il futuro è la Promozione. Tra qualche giorno cominceremo a pensare al prossimo anno, mettendoci ovviamente alla ricerca di giovani di Lega in grado di farci disputare un campionato dignitoso che speriamo si concluda con la salvezza».
In panchina ci sarà ancora Pino Tosti?
«Assolutamente sì. L’allenatore non si tocca e avrà la sua chance anche in Promozione».
La chiosa finale di Marchiori è per il presidente Senesi: «Ginesio quest’anno non è stato soltanto un presidente ma un vero e proprio factotum della società: innanzitutto a lui, per tutti gli sforzi e i sacrifici fatti, e poi alla gente di Borgo Hermada, va il più sincero ringraziamento sia mio sia della squadra».

Simone D’Arpino

Lascia un commento