La Circe si gode il titolo

I giorni che seguono vittoria di un campionato è sempre il più bello, il primo di una lunga serie di momenti in cui si comincia a realizzare davvero l’impresa compiuta. E il giorno dopo la vittoria del girone «D» del campionato di Promozione, in casa Nuova Circe non poteva che essere il presidente Fabrizio Vittori 

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I giorni che seguono vittoria di un campionato è sempre il più bello, il primo di una lunga serie di momenti in cui si comincia a realizzare davvero l’impresa compiuta. E il giorno dopo la vittoria del girone «D» del campionato di Promozione, in casa Nuova Circe non poteva che essere il presidente Fabrizio Vittori a prendere la parola per tutti: «Quella provata ieri (domenica, ndr) è stata una gioia immensa, arrivata dopo anni di tentativi e sacrifici sia personali sia economici perché, è giusto riconoscerlo, non sono stati affatto pochi gli investimenti fatti in queste stagioni per portare la Nuova Circe e il paese di San Felice dove siamo arrivati adesso. Siamo riusciti a coronare un sogno inseguito a lungo con caparbietà, determinazione e testardaggine da parte di tutti, da me fino al custode del campo. Penso che sul nostro successo nessuno possa eccepire nulla visto che siamo stati in testa al campionato per più giornate di ogni altra squadra, chiuderemo il torneo con la miglior difesa e molto probabilmente anche col miglior attacco, senza dimenticare che nessuno potrà vincere venti gare come abbiamo fatto noi finora».

A chi si sente di dare la palma del migliore di questa stagione?
«Senza dubbio a mister Marzella. Penso che quello fatto dall’allenatore quest’anno sia stato qualcosa di straordinario. In estate si è assunto la responsabilità di curare anche la preparazione atletica della squadra senza tralasciare il minimo particolare e adeguandosi di volta in volta sia agli impegni extra-calcistici dei nostri giocatori sia alle condizioni del nostro campo di gioco. Vorrei ricordare, infatti, che abbiamo vinto questo campionato facendo soltanto due allenamenti veri e propri a settimana, più la rifinitura del venerdì e nonostante tutto abbiamo sempre tenuto un’ottima condizione fisica. La palma del migliore va dunque a Gianni, mentre un discorso a parte va fatto per Bruno Federico».

Lo faccia pure.
«Penso che gli va detto un enorme Bravo, proprio con la B maiuscola. Rispettando il budget fissato ad inizio stagione è riuscito ad allestire una squadra assolutamente competitiva e all’altezza dell’obiettivo che ci eravamo prefissati. Bruno ha sempre fatto sentire la sua presenza alla squadra, curandola con grande senso di responsabilità. Se qualcosa non andava, gli è sempre bastato uno sguardo per intendersi perfettamente tanto col tecnico quanto coi giocatori, che sono sempre rigati dritti sotto la sua supervisione».

Beh, si vuole forse scordare dei ragazzi? «Assolutamente no – sorride ironico il massimo dirigente rossoblu –. Scherzi a parte, in queste trentuno partite sono stati semplicemente fantastici, rendendo, in alcuni casi, anche al di sopra delle loro possibilità. Sin dal primo giorno di preparazione si sono messi a disposizione del tecnico, dimostrando una compattezza e uno spirito di sacrificio fuori dal comune e di cui vado orgoglioso».

E adesso per il futuro cosa dobbiamo attenderci?
«Adesso festeggiamo, poi si vedrà. L’Eccellenza è una categoria completamente diversa dalla Promozione, richiede un’esposizione economica non indifferente per cui a fine campionato faremo tutte le valutazioni più opportune».
Quindi, c’è un po’ di incertezza?
«Diciamo che l’unica certezza, al momento, è che la condizione necessaria affinché prosegua la presidenza Vittori è la permanenza in società di Bruno Federico e in panchina di Gianni Marzella».
La chiosa finale del presidente Vittori è poi per gli altri membri dell’entourage sanfeliciano: «Un ringraziamento va poi anche a tutti gli altri che hanno partecipato a questa straordinaria avventura, come Marzio Cavalieri, che ha curato i rapporti con la stampa, Mario Capponi, autentico tutto fare della società, Felice e Luciano Di Prospero, Tonino Cacciotti, i vicepresidenti Raimondo Petrucci e Eustorgio Di Cosimo, senza dimenticare Rita Petrucci e Carlo Curzola».

Simone D’Arpino

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