Campionati, si slitta al 20 maggio: la stagione infinita

Alro slittamento, con buona pace di tutti coloro si aspettavano un ulteriore turno infrasettimanale. Che poi, a dirla tutta, era proprio la soluzione promessa da Melchiorre Zarelli, presidente del Comitato Regionale del Lazio, dopo la sospensione dei campionati dello scorso week-end: «Il calendario non avrà slittamenti, perché adesso con le classifiche non si può più 

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Alro slittamento, con buona pace di tutti coloro si aspettavano un ulteriore turno infrasettimanale. Che poi, a dirla tutta, era proprio la soluzione promessa da Melchiorre Zarelli, presidente del Comitato Regionale del Lazio, dopo la sospensione dei campionati dello scorso week-end: «Il calendario non avrà slittamenti, perché adesso con le classifiche non si può più scherzare e poi non si può andare oltre le date previste per il termine dei campionati – aveva detto Zarelli ad inizio settimana proprio al nostro giornale –. Per quanto riguarda la data che fisseremo per recuperare la giornata, questo verrà deciso strada facendo, ma posso assicurare che il nostro obiettivo è quello di chiudere con la regular season il 13 maggio come previsto». E invece la decisione è andata nella direzione completamente opposta. D’altronde, perché meravigliarsi. Forse ci si è resi conto che, in fondo, con le classifiche si può ancora scherzare oppure che era talmente difficile individuare un giorno feriale in cui fissare un altro turno che alla fine non si è potuto far altro che optare per lo slittamento, quando invece si è sempre saputo che mercoledì 2 maggio era l’unico giorno buono per consentire alla stagione regolare di finire domenica 13 maggio. La data è sempre stata lì, sotto gli occhi di tutti, ma forse non proprio a tutti gradita: per carità, ogni club ha tutto il diritto di non dare la propria disponibilità a giocare in una determinata data, ma allora che senso ha prima garantire che i termini rimarranno quelli fissati e tre giorni più tardi smentirsi clamorosamente? Non sarebbe stato meglio riconoscere immediatamente la possibilità di uno slittamento e che, un volta ascoltate le società, sarebbe stata presa la decisione più opportuna?

UNA STAGIONE INFINITA – E poi, la scorsa estate non si era deciso di far giocare playoff e playout di Eccellenza e Promozione in gara unica proprio per accorciare la durata della stagione e consentire alle società di ridurre i costi? Evidentemente, anche quelle, sono state soltanto parole e si è pensato bene di far finire i campionati – che inizialmente si sarebbero dovuti concludere il 6 maggio – domenica 20 maggio e di fissare la finale dei playoff di Promozione addirittura domenica 17 giungo. Esatto, proprio così: la stagione 2011/12 terminerà ufficialmente oltre la metà di giugno, vale a dire un mese e mezzo prima che le squadre si ritrovino per preparare la prossima. Nel pomeriggio di ieri, infatti, il Comitato Regionale ha ufficializzato il nuovo calendario di questo finale di stagione, diramando anche le date di playout, playoff, semifinali e finale della Coppa Italia di Promozione. Partiamo proprio da qui. La semifinale di ritorno tra Sermoneta e Bracciano – così come quella tra Centro Italia e Anguillara – resta fissata per mercoledì 9 maggio. L’atto conclusivo, invece, slitta da domenica 20 a sabato 26, visto e considerato che, come detto, domenica 20 Eccellenza e Promozione saranno impegnate nel trentaquattresimo turno, mentre Prima e Seconda Categoria nel trentesimo. Domenica 27 invece si giocheranno i playout dei primi due campionati regionali. Il 3 giugno scatterà la fase nazionale dei playoff d’Eccellenza e i playoff di Promozione con gli scontri in gara unica – da giocare in casa della meglio piazzata – tra le seconde e le terze classificate di ciascun raggruppamento. Le quattro vincenti, sette giorni più tardi, si affronteranno nelle due semifinali – secondo l’accoppiamento deciso ad inizio stagione –, da cui usciranno i nomi delle due finaliste che, in pieno Europeo, domenica 17 scriveranno finalmente la parola fine su una delle stagioni sportive più lunghe che si ricordino.

Simone D’Arpino

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