Verso un’altra stagione senza pontine promosse

ANCHE questa stagione di Eccellenza vedrà, molto probabilmente, squadre del nostro comprensorio non vincere la massima categoria regionale. A sei tornate dalla fine, infatti, nonostante la matematica tenga ancora in corsa sia la Vigor Cisterna che il Formia1905, le due compagini pontine hanno già alzato bandiera bianca per la vittoria finale. In questa stagione il 

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ANCHE questa stagione di Eccellenza vedrà, molto probabilmente, squadre del nostro comprensorio non vincere la massima categoria regionale. A sei tornate dalla fine, infatti, nonostante la matematica tenga ancora in corsa sia la Vigor Cisterna che il Formia1905, le due compagini pontine hanno già alzato bandiera bianca per la vittoria finale. In questa stagione il primo posto sarà una questione tutta romana tra il San Cesareo, che guida la graduatoria, davanti ad un lanciato Frascati. Un vero peccato perché alla fine del girone di andata le squadre pontine avevano fatto la voce grossa in classifica tenendo dietro tutte le altre pretendenti al titolo. Alla fine prima il Formia1905 con il suo mese nero fatto di sconfitte e proteste della tifoseria organizzata e poi la Vigor Cisterna (con il neo delle troppe sconfitte esterne nel nuovo anno) hanno salutato con anticipo il discorso sulla conquista al prossimo campionato di serie D. Ora per le due compagini biancocelesti c’è comunque l’obbligo di provare a vincere le ultime gare con l’obiettivo di arrivare più in alto possibile, e vedere poi la sera del 13 maggio dove si saranno piazzate. La grande forza delle due primatiste non deve essere, però, una scusante per le due formazioni pontine attrezzate al salto di categoria con giocatori di livello superiore. Per questo si avverte nell’aria la sensazione che comunque andrà a finire, per le due compagini sarà stato quasi un fallimento. Il Cisterna è partita ad inizio anno senza obiettivi d’alta classifica ma il titolo di campione d’inverno e la massiccia campagna di rafforzamento aveva obbligato i biancocelesti a doversi esporre nel dichiarare che la lotta al titolo era anche affare loro. Diversamente a Formia l’obiettivo fin da subito dichiarato, visti i movimenti estivi in entrata, era la conquista del girone cosa che ha alzato in modo esponenziale la pressione intorno alla squadra. Tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 c’è stato fatale il periodo fatale alla truppa di Palladino che ha perso contatto con la battistrada dovendo raccogliere anche le veementi proteste del tifo organizzato.

PODGORA E TERRACINA – Diametralmente opposta invece la stagione di un Podgora quanto mai in forma come in questo scorcio di stagione. I borghigiani dopo un buon inizio, erano caduti in un vortice di risultati negativi che li avevano fatti risucchiare nelle sabbie mobili dei playout. A dicembre la squadra poi è stata stravolta con l’innesto di ben dieci giocatori nuovi seguiti più tardi anche dal cambio di guida tecnica con Montarani al timone al posto del dimissionario Paloni. La cura del tecnico romano però non ha avuto gli effetti sperati con il trainer ex Fidene e Vigor Cisterna che dopo soli quattro turni rimetteva in mano il suo mandato alla dirigenza borghigiana. Richiamato Paloni, le nubi sul Buongiorno si addensavano in modo da far capire che l’obiettivo del Podgora era quello di chiudere la stagione nel modo più dignitoso possibile ed invece, il Paloni bis ha portato una nuova ventata positiva che ha prodotto cinque risultati utili con due vittorie interne e tre pareggi esterni, due dei quali in campi ostici come Valmontone e Frascati, facendo tornare la speranza di raggiungere una storica salvezza. Infine il Terracina, che sta per passare senza conseguenze negative il suo ennesimo anno fatto di incertezze e obiettivi dichiarati e poi ritratti. Dopo la partenza poco felice il cambio di guardia con il tecnico della juniores Germano ha fatto risalire la china della classifica portando i tigrotti in acque meno mosse ma non ancora effettivamente calme. I tirrenici viaggiano con quattro punti di vantaggio sulla zona pericolosa con la coscienza di chi sa che sulle sei partite restanti basterà non perderne la metà per considerarsi salvi con due turni di anticipo.

Gabriele Mancini

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