Bella Farnia, una tranquillità ritrovata

I fatti di cronaca del post-gara, con l’aggressione subita dai tesserati De Bellis e Paniccia (i due giocatori fortunatamente stanno meglio) hanno fatto scivolare in secondo piano la terza vittoria consecutiva del Bella Farnia di mister Roberto Menichelli. Con il successoottenuto all’«Oscar Zonzin» contro il Montello, infatti, per i biancoverdi è arrivato il nono punto 

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I fatti di cronaca del post-gara, con l’aggressione subita dai tesserati De Bellis e Paniccia (i due giocatori fortunatamente stanno meglio) hanno fatto scivolare in secondo piano la terza vittoria consecutiva del Bella Farnia di mister Roberto Menichelli. Con il successoottenuto all’«Oscar Zonzin» contro il Montello, infatti, per i biancoverdi è arrivato il nono punto nella quattro partite con l’ex mister in seconda alle redini della squadra. Il ritorno nella parte sinistra della classifica (esattamente il nono posto) adesso può far dormire sonni tranquilli per quanto riguarda la salvezza. Una svolta inaspettata, dunque, in una stagione che ad un certo punto aveva preso davvero una brutta piega: «Direi proprio di sì. Ma siamo stati bravi a fare quadrato e rimboccarci le maniche per venirne fuori – ha spiegato mister Menichelli – Il merito di questo cambiamento improvviso è certamente da far risalire ad una ritrovata tranquillità del gruppo. Un plauso a questi ragazzi, quindi, che hanno compreso il momento difficile e da uomini, prima, che da grandi calciatori, poi, si sono messi subito a lavoro con serietà per invertire la rotta. Appena mi è stata affidata la panchina, non ho fatto altro che guardarmi in faccia con i ragazzi e spiegare che continuare a mostrare le proprie doti sul campo sarebbe stato un vantaggio per tutti, ma soprattutto per loro. Il resto è venuto da sè. La ritrovata armonia, infatti, ha solo consentito a questa squadra di far vedere tutte le proprie doti. Non ci dimentichiamo che il Bella Farnia era partito con una rosa di altissimo livello. L’obiettivo? Divertirci, metterci in mostra e giocarcela con tutti fino alla fine senza regalare nulla a nessuno».

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