Caso Pesce, tutti prosciolti

TUTTI prosciolti perché tutti i documenti sono autentici: Fabrizio Vittori e la sua Nuova Circe, Pasquale De Maio, Domenico Capitani e l’Aprilia, coinvolta per responsabilità diretta ed oggettiva dopo aver rilevato nell’estate del 2009 il titolo di Serie D conquistato sul campo dall’FC.Latina, di cui appunto De Maio nella stagione 2008/09 è stato responsabile del 

Leggi tutto

TUTTI prosciolti perché tutti i documenti sono autentici: Fabrizio Vittori e la sua Nuova Circe, Pasquale De Maio, Domenico Capitani e l’Aprilia, coinvolta per responsabilità diretta ed oggettiva dopo aver rilevato nell’estate del 2009 il titolo di Serie D conquistato sul campo dall’FC.Latina, di cui appunto De Maio nella stagione 2008/09 è stato responsabile del settore giovanile, tutti inizialmente deferiti dalla Procura Federale nell’ambito dell’inchiesta sul premio preparazione per l’esordio in Serie A di Simone Pesce, avvenuto quell’anno con la maglia dell’Ascoli, possono tirare un sospiro di sollievo. Nel tardo pomeriggio di giovedì, infatti, la Commissione Disciplinare Nazionale ha stabilito che la responsabilità dei deferiti non sussiste e ha quindi chiuso un filone d’inchiesta di rilevanza nazionale, comunemente chiamato come «Premiopoli», e che, è bene precisarlo, non coinvolgeva solo Pesce – condannato a pagare un’ammenda di 10mila euro – ma anche altri calciatori – che invece se la sono cavata con una giornata di squalifica – e altre società.

L’ANALISI DELL’AVVOCATO SPERDUTI – Insomma, «…alla fine la verità è venuta a galla» è il coro unanime dei diretti interessati, comprensibilmente soddisfatti per l’epilogo di una vicenda avviata dalla Procura Federale dopo che erano state riscontrate delle irregolarità nelle certificazioni usate durante l’iter. «Dirigenti e società sono state deferiti perché all’epoca dei fatti, cioè la stagione sportiva 2008/09, sono state utilizzate delle documentazioni, a parere della Procura Federale, non regolari perché non fatte davanti ad un pubblico ufficiale – spiega l’avvocato Matteo Sperduti –. In realtà ieri (giovedì, ndr) io e gli altri legali abbiamo dimostrato che ogni certificazione era stata fatta a norma. Per quanto riguarda me e miei assistiti, ossia la Nuova Circe e Fabrizio Vittori, siamo riusciti a provare la nostra buona fede grazie ad un atto rilasciato dall’Ufficio Anagrafe del Comune di Sabaudia, che accertava l’autenticità, contestata dal Procuratore Federale, della firma apposta da Simone Pesce sulla certificazione usata dalla società per la riscossione del premio». Alle parole dell’avvocato Sperduti, fanno eco quelle del massimo dirigente sanfeliciano: «La verità viene sempre fuori – esordisce Vittori – Personalmente, sono sempre stato sereno perché consapevole di aver fatto tutto il necessario con la massima trasparenza possibile. Adesso che è stata scritta la parola fine su questa incresciosa vicenda, posso dire di aver quasi del tutto smaltito la rabbia provata al momento dell’arrivo del deferimento perché, sinceramente, siamo tutti caduti dalle nuvole. Quello che invece non riesco ancora a digerire è l’aver appreso la notizia dai giornali, perché gli organi federali hanno pensato bene di pubblicare prima il comunicato sul sito e poi notificarlo ai diretti interessati». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Pasquale De Maio: «Sicuramente, alla fine di tutto questo procedimento, quello che più mi dispiace è il coinvolgimento di un ragazzo come Simone Pesce, che conosco da tanto tempo e con cui si è venuto a creare uno spiacevole equivoco. Poi, naturalmente, è chiaro che sono felice che tutto si sia risolto per il meglio e di questo vorrei ringraziare l’avvocato Ettore Bossoli per il lavoro certosino che ha svolto, riuscendo a smontare tutti i capi di accusa per me, per l’F.C.Latina nella persona di Domenico Capitani e per l’Aprilia – in realtà Pesce ha militato nelle giovanili del Macir Cisterna, il cui titolo, negli anni, è stato rilevato dall’FC.Latina e poi dall’Aprilia –. D’altronde non poteva essere altrimenti perché tutti i documenti che abbiamo utilizzato per avviare e portare a termine l’iter per l’incasso del premio sono stati regolarmente fatti davanti ad un pubblico ufficiale. La sentenza di ieri (giovedì, ndr) – conclude De Maio – dimostra, quindi, che all’epoca dei fatti, il sottoscritto, in qualità di responsabile del settore giovanile dell’FC.Latina, non ha commesso errori e svolto in maniera corretta il suo lavoro».

Simone D’Arpino

Lascia un commento