Le motivazioni di Zarelli

VINCE ancora il maltempo. Per il secondo weekend consecutivo il Comitato Regionale Lazio ha imposto lo stop a tutti i campionati dilettantistici. Ci si ferma dall’Eccellenza alla Seconda categoria, passando per calcio a undici femminile, calcio a 5 di serie C1 e C2 e tutte le categorie giovanili regionali. Una scelta indotta dal precipitare della 

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VINCE ancora il maltempo. Per il secondo weekend consecutivo il Comitato Regionale Lazio ha imposto lo stop a tutti i campionati dilettantistici. Ci si ferma dall’Eccellenza alla Seconda categoria, passando per calcio a undici femminile, calcio a 5 di serie C1 e C2 e tutte le categorie giovanili regionali. Una scelta indotta dal precipitare della situazione metereologica in tutta la penisola ed in particolare in alcune province del Lazio dove la nuova ondata di gelo, neve e ghiaccio è andata ad aggravare una condizione già resa precaria dai postumi lasciati dalle precipitazioni dello scorso fine settimana che hanno messo in ginocchio l’intero centro Italia. Una realtà dei fatti disastrosa che ha quindi indotto al rinvio il presidente del Comitato Regionale Lazio Melchiorre Zarelli con cui abbiamo scambiato alcune battute nel tentativo di inquadrare meglio la situazione generale.

Un’ondata di freddo mai vista in Italia che non ha lasciato margini di decisione in merito allo stop dei campionati.
«Non potevamo fare diversamente. Il rischio in alcune zone del Lazio era altissimo sia per la viabilità che per le condizioni dei campi di gioco che avrebbero messo in serio pericolo pubblico e giocatori. Non ricordo una cosa del genere dal lontano ‘56; un’ondata di gelo e neve mai vista che purtroppo non ci ha lasciato davvero altra scelta».

Secondo stop consecutivo, quali i motivi principali che hanno indotto al rinvio?
«Sicuramente le condizioni metereologiche che si stanno scatenando in queste ore, a cui vanno aggiunte le già disastrose situazioni lasciate in eredità dalla scorsa settimana. A Frosinone, addirittura, il Prefetto ha richiesto lo stop ai campionati. A Viterbo e sul litorale romano non va certo meglio. Proprio in queste ore, infatti, sta facendo tantissima neve. Insomma, non potevamo rischiare la vita delle persone per una partita di calcio».

Non si è mai pensato di considerare l’eventualità del blocco passando in rassegna campionato per campionato?
«No, mai. Abbiamo pensato sin dall’inizio che o si giocava tutti o nessuno. L’unica isola felice, in tutto questo, era la provincia di Latina anche se da quelle partinelle zone collinari e montuose sarebbe stato comunque difficoltoso poter raggiungere i campi di gioco. Altra valutazione da fare è quella che alcune squadre di Latina, in Eccellenza e Promozione, stanno giocando per la vittoria del campionato. Impensabile quindi fare delle eccezioni».

Questione recuperi. La scelta di posticipare la fine dei campionati di due settimane oltre il limite posto precedentemente il 13 maggio, ha fatto storcere il naso a parecchi. In questo modo, infatti, si andrebbe a finire, tra playoff e playout ed eventuali spareggi, addirittura alle prime settimane di giugno innalzando così i costi di gestione. Qual’è la sua posizione in merito?
«Siamo consapevoli di questo ma per ora, quella di posticipare la fine dei campionati, è la scelta più saggia. Giocare questo mercoledì, infatti, sarebbe stato impossibile. La nostra intenzione è quella di aspettare lo sviluppo delle condizioni meteo delle prossime settimane. Se succederà, come speriamo, di riprendere l’attività come da calendario il 19 febbraio, e se non ci saranno ulteriori intoppi, abbiamo già indicato due date infrasettimanali per ristabilire il precedente termine dell’attività fissato al 13 di maggio. Una data è mercoledì 25 aprile, l’altra un mercoledì nelle settimane precedenti la pausa pasquale. Insomma, un giorno festivo, per non penalizzare nessuno, e uno feriale in cui chiederemo alle società un piccolo sacrificio in modo da tornare in carreggiata con il calendario».

Gianpiero Terenzi

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