Sonnino cambia rotta. Ecco la cura D’Andrea

IL cambio di passo fatto registrare in questa parte finale del girone di andata ha riportato serenità e soprattutto tanta fiducia in casa Sonnino. Dopo un primo mese e mezzo piuttosto difficile, in cui ha dovuto ricostruire tanto dal punto di vista atletico quanto da quello mentale una squadra frastornata da un inizio di campionato 

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IL cambio di passo fatto registrare in questa parte finale del girone di andata ha riportato serenità e soprattutto tanta fiducia in casa Sonnino. Dopo un primo mese e mezzo piuttosto difficile, in cui ha dovuto ricostruire tanto dal punto di vista atletico quanto da quello mentale una squadra frastornata da un inizio di campionato completamente diverso dalle aspettative della vigilia, culminato nelle dimissioni di Cesare Baroni, Pino D’Andrea sta finalmente cominciando a raccogliere i primi frutti del suo lavoro: nelle ultime quattro uscite, infatti, il suo Sonnino ha inanellato altrettanti successi passando dall’undicesimo al settimo posto e rilanciandosi a ridosso della zona Coppa Lazio. «I ragazzi avevano bisogno di tempo per assimilare la mia idea di calcio, quindi all’inizio non potevano certo fare di più – spiega il tecnico gialloblu –. D’altronde, nel calcio la bacchetta magica non ce l’ha nessuno e quando si subentra in corsa certe cose bisogna metterle in conto, soprattutto se, come è accaduto in questo caso, la rosa non era pronta per rispondere ai miei dettami e il mercato invernale ancora parecchio lontano. Al sottoscritto piace fare un tipo di calcio che richiede una preparazione specifica sia sul piano atletico sia su quello tattico per cui ci abbiamo messo un po’, anche per alcune scelte rivelatesi errate, prima di trovare la giusta quadratura, pagando quel che c’era da pagare in termini di punti e precipitando nei bassifondi della classifica».

Il picco all’ingiù è stato toccato con la sconfitta di Lido dei Pini: poi cos’è cambiato? «E’ successo che il gruppo si è compattato e i ragazzi hanno tirato fuori tutte le potenzialità che fino a quel momento non avevano ancora espresso. Adesso, devo dire che stiamo procedendo di buon passo ma guai a cullarsi sugli allori: non abbiamo fatto ancora niente e da domenica cominciano i veri esami di maturità».

E’ vero che il dato che più di ogni altro le piace di questa striscia di vittorie è lo zero nella casella dei gol subiti? «Assolutamente sì. Ma oltreché per il fatto di non prendere gol da trecentosessanta minuti, direi che siamo piuttosto contenti di essere diventati la seconda miglior difesa del campionato dietro quella dell’Hermada. A dire il vero, anche nel periodo peggiore non prendevamo tanti gol, più che altro era l’inconsistenza offensiva che non ci permetteva di reggere la pressione delle squadre avversarie per tutti i novanta minuti e quindi non appena passavamo in svantaggio, di fatto, compromettevamo la gara».

Domenica siete attesi dalla trasferta di Latina Scalo: si può dire che è una partita decisiva per il vostro futuro? «Lo è come ogni gara del girone di ritorno. Per capire se questo filotto di vittorie può davvero portarci da qualche parte dobbiamo giocare ogni singolo incontro del girone di ritorno come una finale perché abbiamo esaurito i margini d’errore da un bel pezzo. Sappiamo che ci ritroveremo davanti una squadra, molto ben organizzata, con ottime individualità e un ottimo allenatore che prepara benissimo le partite, per cui dovremo essere praticamente perfetti».

Simone D’Arpino

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