Girone D – Due assenti ingiustificate

PER il momento all’appello mancano loro due: San Michele e Pontinia. Entrambe in piena zona playout e con un bottino inferiore a quello che era lecito aspettarsi ad inizio stagione, gialloverdi ed amaranto sono le due pontine più in difficoltà nel girone «D». Il San Michele si era presentato ai blocchi di partenza del suo primo 

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PER il momento all’appello mancano loro due: San Michele e Pontinia. Entrambe in piena zona playout e con un bottino inferiore a quello che era lecito aspettarsi ad inizio stagione, gialloverdi ed amaranto sono le due pontine più in difficoltà nel girone «D». Il San Michele si era presentato ai blocchi di partenza del suo primo storico campionato di Promozione con un organico che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto occupare in pianta stabile i quartieri alti della classifica e che invece, dopo essere cambiato abbastanza durante il mercato di riparazione, si ritrova al sestultimo posto a quota 19. Le difficoltà incontrate durante la gestione Bocchino non sembrano essere state superate dalla cura di Stefano Rossi, che finora non è riuscito a far cambiare passo ad una squadra che continua a viaggiare alla non certo esaltante media di un punto a partita.

PONTINIA, INCUBO PLAYOUT – Una lunghezza più indietro c’è il Pontinia. La scorsa estate, a più riprese, la dirigenza amaranto aveva dichiarato che nelle corde della squadra consegnata nelle mani di Fabrizio Cencia c’era un campionato di medio-alta classifica e invece, al termine del girone di andata, nonostante gli addii di Marinelli, Dongu e Lecce e gli arrivi di Angrisani e Bassani, si ritrova in quintultima posizione. Il problema principale degli amaranto è il gol: con quindici centri in diciassette gare, infatti, il Pontinia vanta il terzo peggior attacco del raggruppamento e sei volte su diciassette ha chiuso il match senza andare a segno. E’ su questo, quindi, che in casa amaranto si deve lavorare per uscire il prima possibile dal pantano e per evitare di ritrovarsi ancora una volta a fine stagione a disputare i play-out, sperando poi, nel caso in cui vadano male, in un ripescaggio – come accaduto la scorsa estate e in quella del 2008 –. Completamente diverse, invece, le situazioni di Bassiano, Pro Calcio Lenola e Città di Minturno-Marina. Partite tutte e tre con l’obiettivo di conservare la categoria gli undici di Stefano Campolo, Dario Lauretti e Gennaro Pernice sono perfettamente in linea con la loro tabella di marcia. Anzi, diciamo pure che se avessero fatto un po’ più d’attenzione, ora staremmo facendo ben altre considerazioni. Il Bassiano, ad esempio, nonostante abbia chiuso l’anno col ko di Pignataro, non può che essere soddisfatto dei suoi 25 punti – che poi sarebbero 26, dato che è partito da -1 –. Stesso discorso vale per il Città di Minturno-Marina, che Pernice sta conducendo ancora una volta alla salvezza sfruttando al meglio le qualità del giovane organico a sua disposizione.

BENE LA PRO CALCIO – In casa Pro Calcio Lenola, invece, si stanno tutti letteralmente mangiando le mani per come è finito il 2011. Ad eccezione del pareggio per 1-1 ottenuto col Sermoneta nel recupero del 28 dicembre, c’è grande rammarico per le due sconfitte rimediate contro Arce e Tecchiena che, di fatto, hanno tarpato le ali ai biancoazzurri, i quali, se avessero fatto almeno quattro punti su sei, si sarebbero prepotentemente inseriti nella lotta per il podio. Dopo l’importantissima vittoria interna contro la capolista Nuova Circe, la formazione di Lauretti ha pagato un netto calo di tensione e lasciato per strada altri punti preziosi ancora una volta contro squadre che vantano una classifica peggiore. Alla ripresa del campionato, quindi, il tecnico dovrà subito toccare le corde giuste dei suoi ragazzi per evitare di compromettere il buon lavoro fatto finora.

Simone D’Arpino

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