D’Andrea torna in sella: “Sono pronto”

Domenica prossima, in casa della Virtus Nettuno, Pino D’Andrea farà il suo esordio sulla panchina del Sonnino. L’ex allenatore di SS.Pietro e Paolo, Atletico Sabotino e Nettuno ha raggiunto l’accordo col club del presidente Iannotta nella tarda serata di domenica, subito dopo che i vertici gialloblu avevano accettato le dimissioni presentate da Cesare Baroni. Dopo 

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Domenica prossima, in casa della Virtus Nettuno, Pino D’Andrea farà il suo esordio sulla panchina del Sonnino. L’ex allenatore di SS.Pietro e Paolo, Atletico Sabotino e Nettuno ha raggiunto l’accordo col club del presidente Iannotta nella tarda serata di domenica, subito dopo che i vertici gialloblu avevano accettato le dimissioni presentate da Cesare Baroni. Dopo una campagna acquisti faraonica nessuno a Sonnino si sarebbe mai aspettato di essere eliminato al primo turno della Coppa Lazio dal modesto Real Torrice oppure di ritrovarsi con appena due punti in tre giornate. Baroni, però, a dire il vero paga anche, e forse soprattutto, colpe non sue, dagli errori commessi da Corso in Coppa all’indecisione di Paparello sul primo gol del Montello, passando per la grande mole di gioco prodotta in quasi tutte le partite ma mai sfruttata a dovere, un po’ per sfortuna, un po’ per imprecisione.

LE RESPONSABILITA’ – D’Andrea, naturalmente, spera di evitare certi incidenti di percorso per invertire la rotta e lanciarsi all’inseguimento delle battistrada. Inseguimento che il tecnico giudica lo stimolo più grande di questa nuova avventura: «Al sottoscritto certe responsabilità piace affrontarle a testa bassa e col massimo dell’impegno – spiega senza troppi giri di parole – altrimenti non avrei accettato il progetto della società. Semmai l’unica controindicazione potrebbe essere quella di dover fare una conoscenza approfondita di tutti gli elementi della rosa nel giro di poco perché la classifica è deficitaria e non possiamo aspettare troppo tempo».

Che idea si è fatto del campionato di Prima Categoria? «Che si tratta di un campionato durissimo, dal grande livello perché ogni anno scendono tanti giocatori dalla Promozione, chiusi dai giovani di Lega. Sappiamo che ogni partita sarà una battaglia, anche in casa delle ultime in classifica perché non ci sono le classiche squadre materasso».
Sulla squadra, invece, che ci può dire? «L’unico giocatore che già conosco di persona è Ivan Sampaolo per averlo allenato una settimana lo scorso anno a Nettuno. Gli altri sono comunque tutti ragazzi che conosco per averli affrontati o per averli visti giocare».
Quale ritiene possa essere la ricetta per risollevare le sorti del Sonnino? «Quella che conosco meglio: l’impegno settimanale di staff tecnico e squadra. Io dovrò cercare di tirare fuori il meglio da ognuno, ma se non remeremo tutti nella stessa direzione ogni sforzo sarà vano».
Ha parlato di mercato con la società in vista di dicembre? «Per ora voglio capire da vicino che tipo di materiale ho a disposizione. Poi se ci sarà da fare dei cambiamenti a dicembre, la società mi ha dato ampie garanzie».
La chiosa finale del tecnico è per il pubblico di Sonnino: «La gente deve stare vicina alla squadra che porta in giro il nome del paese. Ovviamente molto dipenderà dal nostro impegno e da questo punto di vista tutto il paese ha la mia parola che la squadra uscirà dal campo soltanto dopo aver dato tutto quello che aveva».

Simone D’Arpino

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