Aprilia, Vivarini scatenato. Novità dal Quinto Ricci

La beffa maturata due minuti oltre il 90’ per l’Aprilia è un boccone difficile da digerire. Moscati al 47’ della ripresa, infatti, ha vanificato tutti gli sforzi e la bella prestazione di una squadra, l’Aprilia, che ancora una volta porta a casa i complimenti al cospetto di una big come il Perugia , ma, come 

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La beffa maturata due minuti oltre il 90’ per l’Aprilia è un boccone difficile da digerire. Moscati al 47’ della ripresa, infatti, ha vanificato tutti gli sforzi e la bella prestazione di una squadra, l’Aprilia, che ancora una volta porta a casa i complimenti al cospetto di una big come il Perugia , ma, come successo a Pagani, non raccoglie nessun punto andando incontro alla seconda sconfitta consecutiva che fa scivolare i biancoazzurri al quindicesimo posto in classifica, in piena zona rossa per non retrocedere. «Bisogna essere freddi in queste situazioni e stare calmi – questo il primo commento a caldo di mister Vincenzo Vivarini – . Per prima cosa voglio fare i complimenti alla mia squadra che ha tra ieri e Pagani ha offerto due grandi prestazioni. Anzi colgo l’occasione per dire che a Pagani sono stati dei signori a livello societario, perché hanno ammesso pubblicamente di aver incontrato la migliore squadra vista finora: ciò mi riempie di soddisfazione anche se non serve a darci punti. Ora dobbiamo soltanto cominciare ad avere la consapevolezza di essere la migliore squadra del girone a livello di organizzazione, di voglia da parte dei ragazzi e di qualità. Nella gara contro il Perugia abbiamo offerto una prova maiuscola: abbiamo avuto molte occasioni da gol, costruite e non regalate dagli avversari, abbiamo preso un palo e un rigore netto non ci è stato concesso. Loro hanno avuto solo 6-7 punizioni dal limite letteralmente regalate».

QUESTIONE ARBITRI – Proprio sulla questione arbitri Vivarini dedica il suo pensiero: «Io chiedo alla Lega solamente di stare un attimo attenta su certe situazioni. È chiaro che Perugia e Paganese sono piazze importanti, però l’Aprilia è una società altrettanto degna di rispetto, che ha speso tanto e che perciò vuole e deve essere trattata allo stesso modo delle altre. L’ultima cosa che preme dire è che, una squadra blasonata come il Perugia, non può avere alle proprie spalle una dirigenza e degli accompagnatori come quelli che si sono visti a Fondi. Sono rimasto allibito per il comportamento che alcuni tesserati del Perugia si sono comportati, pensando soprattutto che questo è un club che ha fatto la serie A. Almeno avessero il buon senso di ammettere l’andamento di una partita che per larga parte è stata letteralmente dominata dall’Aprilia. Noi, comunque, dobbiamo ancora migliorare soprattutto nella fase conclusiva, ma come ho detto dell’operato in generale non posso che essere soddisfatto».

QUINTO RICCI – Intanto resta preoccupante l’andamento altalenante in casa, dove sono arrivati 4 degli 8 punti conquistati sinora dall’Aprilia. Al Purificato di Fondi solo una vittoria e un pareggio per una situazione, quella di giocare lontano da casa, che sta influendo, e come, sull’operato dei biancoazzurri. E intanto dell’esordio al Quinto Ricci da tutti annunciato entro metà ottobre, non se ne sa ancora nulla. Società e amministrazione, infatti, ancora non hanno comunicato una data precisa per poter festeggiare il ritorno a casa delle rondinelle. A tal proposito proprio nella mattinata di ieri il sindaco D’Alessio, insieme a diversi componenti della giunta comunale, ha incontrato i vertici societari dell’FC Aprilia proprio nell’impianto di via Bardi per effettuare un sopralluogo riguardo lo stato di avanzamento dei lavori. Discrete notizie sono arrivate per quanto riguarda l’adeguamento dei nuovi spogliatoi e del tunnel che porta al campo, i cui lavori possono dirsi conclusi. Quanto al manto erboso, dopo il delicato lavoro di installazione degli impianti di irrigazione e di semina, è imminente il germoglio del prato anche se non si parla, nel comunicato emesso dal comune, di alcuna data precisa per l’inaugurazione del nuovo «Quinto Ricci».

Gianpiero Terenzi

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