Sermoneta, con i tifosi è rottura totale

Se in campo continua la sua marcia di avvicinamento al primo storico campionato di Promozione infilando un risultato positivo dietro l’altro, fuori la situazione è tutt’altro che rosea per il nuovo Sermoneta allestito dal direttore generale Franco Morano e guidato in panchina da Roberto Giovannelli. La frangia organizzata del tifo gialloblu, la Brigata Veleno, ha 

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Se in campo continua la sua marcia di avvicinamento al primo storico campionato di Promozione infilando un risultato positivo dietro l’altro, fuori la situazione è tutt’altro che rosea per il nuovo Sermoneta allestito dal direttore generale Franco Morano e guidato in panchina da Roberto Giovannelli. La frangia organizzata del tifo gialloblu, la Brigata Veleno, ha infatti voluto manifestare tutto il suo dissenso nei confronti della nuova politica societaria con questa lettera che riceviamo e pubblichiamo:
«Promossi e abbandonati! L’8 maggio 2011 (quando col pesantissimo 5–0 rifilato al Tor San Lorenzo è arrivata con novanta minuti d’anticipo la certezza matematica almeno del secondo posto e quindi del salto in Promozione di pari passo col San Michele, ndr) è una data che rimarrà impressa nei cuori e nella mente di tutti (o quasi) i sermonetani. Per tutti quelli che ogni maledetta domenica, sia con la pioggia sia con la neve, andavano a sostenere quei colori, che senza ombra di dubbio molti giocatori dell’attuale rosa non sentono propri, è stato un campionato ricco di emozioni, di gioie e anche di qualche giorno buio, ma alla fine del quale, tutti insieme, abbiamo raggiunto quel traguardo storico chiamato Promozione.
Con la nuova stagione ormai alle porte, la squadra non è più la stessa, la dirigenza ha cambiato volto sotto ogni punto di vista e l’allenatore, il nostro grande Marco Campagna, al quale vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, è stato sostituito. Oltre a lui, già più volte sul punto dell’esonero nel corso del girone di ritorno, anche ben sedici giocatori di quel gruppo che, contro tutto e tutti, ha portato il Sermoneta nel calcio che conta, non fanno più parte dei nuovi programmi della società. Se poi ci aggiungiamo gli addii di dirigenti e di alcuni qualificati istruttori del settore giovanile, allora è pienamente smentito il detto “…squadra che vince non si cambia…”: per la nuova dirigenza evidentemente funziona al contrario e cioè “…squadra che vince va smantellata!”. Non è certo una critica al presidente Aprile, che per noi sarà sempre il presidente che ci ha portato in Promozione e al quale saremo per sempre grati, ma alcune (forse troppe) scelte non possiamo proprio condividerle. Noi che eravamo il dodicesimo uomo in campo, noi che venivamo spesso elogiati ed applauditi da dirigenti e tifosi avversari per la nostra correttezza, noi che siamo stati derisi e presi in giro al termine dello spareggio del «Francioni» da chi oggi siede su una panchina tanto gloriosa quanto ambita, adesso siamo stati messi da parte per non aver condiviso alcune scelte fatte dal presidente o da chi per lui. Anzi, addirittura stando a quanto dice qualcuno in società, non siamo più indispensabili per le sorti della squadra che rappresenta il nostro paese: di questo ne prendiamo atto, ma nonostante tutto continueremo a sostenere i nostri meravigliosi colori difendendo sempre e comunque lo storico blasone del Sermoneta perché, a quanto pare, soltanto noi tifosi ne andiamo fieri e non certo qualche volto nuovo sbucato dal nulla, come il nuovo diggì o il nuovo allenatore, che in passato ha sempre sparato a zero su società e tifosi».

Brigata Veleno Sermoneta

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