SS. Pietro e Paolo, il patron Naddeo sul caso Capuccilli

Tre giorni dopo che è stata scritta la parola fine sull’affare più controverso e discutibile del mercato 2011, vale a dire l’ingaggio da parte del SS.Pietro e Paolo di Pietro Capuccilli, poi increbilmente rimasto alla Vis Sezze Setina nonostante la presentazione ufficiale (e le foto prima di apporre la firma sul nuovo contratto), prende la 

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Tre giorni dopo che è stata scritta la parola fine sull’affare più controverso e discutibile del mercato 2011, vale a dire l’ingaggio da parte del SS.Pietro e Paolo di Pietro Capuccilli, poi increbilmente rimasto alla Vis Sezze Setina nonostante la presentazione ufficiale (e le foto prima di apporre la firma sul nuovo contratto), prende la parola il presidente biancorosso Gaetano Naddeo per esprimere la posizione ufficiale del club di via Londra. «La vicenda è molto semplice: noi siamo una vera e propria famiglia e Pietro Capuccilli aveva manifestato l’intenzione di entrarne a far parte accentando la nostra proposta – spiega chiaramente il numero uno del SS.Pietro e Paolo –. Poi, purtroppo, come ormai noto a tutti non se ne è fatto più nulla per una serie di motivi che col calcio centrano ben poco. E’ evidente, infatti, che oltre all’ingaggio abbiano pesato sulla sua scelta fattori extracalcistici, direi esistenziali e ambientali, che lo hanno convinto a ritornare sui suoi passi a prescindere dalla figuraccia mediatica cui sapeva di andare incontro. Per noi, comunque, non c’è nessunissimo problema perché il SS.Pietro e Paolo è soltanto una società di calcio dilettantistico che non campa certo con gli introiti derivanti dal pallone e che volendo rimanere tale non ha subito alcun danno dalla decisione del calciatore.

NON STIGMATIZZIAMO CAPUCCILLI – Anzi – prosegue il massimo dirigente biancorosso –, non si può assolutamente negare che molti di noi, al posto di Capuccilli, si sarebbero comportati nella stessa identica maniera, quindi dal punto di vista umano direi che il suo comportamento è anche legittimo mentre penso ci sia poco da commentare sotto il profilo prettamente calcistico. Non c’è dubbio, infatti, che ci sia molta amarezza per non essere riusciti a mettere la maglia del SS.Pietro e Paolo addosso ad un giocatore di grandissima caratura tecnica che non può certo essere messa in discussione dopo questo episodio, come d’altronde rimane perfettamente immutata la stima che nutriamo nei confronti della Vis Sezze Setina. E mi dispiace aver sentito anche qualche voce che sosteneva che tutto l’accaduto fosse soltanto un piano architettato proprio da Capuccilli per forzare la mano alla sua società di appartenenza: io ad una simile versione non credo perché va bene che ognuno è liberissimo di comportarsi come vuole, ma non penso che si possa arrivare a tanto». Il presidente Naddeo, inoltre, ammette che la presentazione organizzata in sede venti giorni per mostrare alla stampa il fiore all’occhiello della campagna acquisti è stata un errore: «Sicuramente abbiamo peccato di inesperienza, ma è giusto così: come ho già detto siamo una società di dilettanti che non doveva presentare il giocatore senza la firma, ma per noi le parola date o le strette di mano valgono più di qualsiasi firma o clausola. Se c’è qualcuno che vuole scimmiottare il professionismo lo faccia pure, ma noi siamo fatti così, non abbiamo bisogno di firme o clausole per cui può anche accadere che ci fregheranno ancora».

Simone D’Arpino

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