Il condottiero placido ma dall’animo vincente

E’ a pieno titolo il vero artefice di questa incredibile scalata dell’Aprilia. Il deus ex machina che ha tirato le redini di una squadra prelevata al sestultimo posto della classifica a -13 punti dalla capolista Monterotondo e trasformata nella macchina perfetta che è stata in grado di effettuare una rimonta senza precedenti. Ezio Castellucci, mister 

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E’ a pieno titolo il vero artefice di questa incredibile scalata dell’Aprilia. Il deus ex machina che ha tirato le redini di una squadra prelevata al sestultimo posto della classifica a -13 punti dalla capolista Monterotondo e trasformata nella macchina perfetta che è stata in grado di effettuare una rimonta senza precedenti. Ezio Castellucci, mister ciociaro, non è più una novita. Per due anni consecutivi, infatti, porta a casa il titolo di serie D (nella scorsa stagione l’aveva fatto con il Neapolis) e adesso si gode le luci della ribalta come uno degli allenatori più prolifici della categoria.

IL CONDOTTIERO PLACIDO – Di poche parole. Calmo, pacato e mai sopra le righe ha rilevato

all’ottava giornata dalle mani di Sergio Pirozzi un giocattolo sulla carta imbattibile, ma che ancora non aveva trovato qualcuno che riuscisse a capire il libretto delle istruzioni. Castellucci ci è riuscito, partendo innanzitutto dal gruppo, sgretolato al suo interno e forse privo ancora di motivazioni. Compattata la base, con un lavoro certosino sulla psiche e sulla capacità di far comprendere ai giocatori le loro potenzialità, è poi passato a lavorare su tutto il resto. Nella cura Castellucci, infatti, c’è anche molto altro. Dal punto di vista tecnico-tattico, il coach ciociaro ha dato subito la giusta quadratura alla squadra, impostandola con un compatto 4-4-2 teso a valorizzare le straordinarie doti di Siclari (dopo che Pirozzi lo aveva lasciato spesso ai box) sulla fascia, e il grande affiatamento di Foderaro e Branicki lì davanti. Per completare l’opera, alle spalle del tridente delle meraviglie, Castellucci ha saputo plasmare una squadra che è perfetta sintesi tra tecnica e potenza. Una squadra votata all’attacco e al gioco palla a terra capace di avvolgere l’avversario con una fitta trama di passaggi per poi colpirlo senza pietà. A lui, poi, vanno i meriti per alcune scoperte tattiche che alla fine si sono rivelate imprescindibili. Come quella di Bianchi, riadattato in posizione di terzino, e Pietrucci spostato sulla linea dei difensori. Insomma, se l’Aprilia oggi può far festa è anche e soprattutto merito suo. Di Ezio Castellucci, il condottiero placido, ma dall’animo vincente.

Gianpiero Terenzi

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