Aprilia in festa, le impressioni a caldo dei protagonisti

UNA festa attesa per ben cinque anni. Dal 7 maggio 2006 la città di Aprilia attendeva una gioia del genere. Al triplice fischio si aprono i cancelli del «Quinto Ricci» ed il popolo biancoazzurro può entrare in campo e far festa insieme ai protagonisti di questa cavalcata che porta alla serie C2. Un tripudio continuato 

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UNA festa attesa per ben cinque anni. Dal 7 maggio 2006 la città di Aprilia attendeva una gioia del genere. Al triplice fischio si aprono i cancelli del «Quinto Ricci» ed il popolo biancoazzurro può entrare in campo e far festa insieme ai protagonisti di questa cavalcata che porta alla serie C2. Un tripudio continuato poi per le strade ed il centro di Aprilia. In piazza Roma persino la statua di San Michele è stata vestita coi colori della festa. Corteo che si è prolungato po per via dei Lauri e via delle Margherite a cui hanno partecipato anche alcuni giocatori.

IL PATRON LAZZARINI – Visibilmente commosso, a fine gara, il patron Umberto Lazzarini: «Abbiamo portato alla città il calcio che si merita. Un grazie ai giocatori e al mister che ha saputo dare alla squadra le giuste motivazioni. Adesso vogliamo solo festeggiare insieme ai nostri tifosi. Solo dopo ci metteremo intorno a un tavolo per discutere del futuro.

BRANICKI – Dai giocatori un coro unanime nel riconoscere in Castellucci il vero artefice di questa scalata: «Non so se il mister ha una bacchetta magica – spiega il bomber Piotr

Branicki – Fatto sta che da quando è arrivato lui abbiamo cominciato a volare e a essere consapevoli dei nostri mezzi. Quando ho sbagliato il gol nel primo tempo? Ho pensato subito a mister Liquidato del Fondi che mi diceva sempre: ‘Guarda questo: sbaglia i gol sulla linea e poi segna da 50 metri’»

GALLUZZO – Capitan Galluzzo partecipa alla festa: «Una gioia davvero particolare per me che, quando sono arrivato l’anno scorso a gennaio, in molti avevano dato come un giocatore finito. Grazie a Castellucci ci siamo trasformati e scoperto tutte le nostre doti nascoste. L’abbraccio della città, adesso, è la cosa che ci vogliamo godere fino all’ultima goccia».

FODERARO – Tra un autografo e l’altro, lascia una battuta anche Foderaro. L’attaccante calabrese, a segno ieri, spiega il segreto dell’affiatamento con Branicki che fruttato 30 gol in due: «Sto più tempo con Pietro che con la mia ragazza, ecco spiegato il nostro segreto. Con Peppa (Siclari n.d.r.) abbiamo formato un tridente da sogno. Speriamo di continuare tutti insieme».

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