Sanderra: “Manca un solo passo”

LA parola d’ordine negli spogliatoi del «Francioni» è prudenza. Tutti, da Stefano Sanderra al portiere Martinuzzi, passando per Pasquale Maietta, gettano acqua sul fuoco. Nonostante al di fuori dello stadio impazzi la festa dei supporters nerazzurri che ormai sentono in tasca una storica promozione in Prima Divisione. Ma Sanderra è uomo pragmatico e il suo 

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LA parola d’ordine negli spogliatoi del «Francioni» è prudenza. Tutti, da Stefano Sanderra al portiere Martinuzzi, passando per Pasquale Maietta, gettano acqua sul fuoco.

Nonostante al di fuori dello stadio impazzi la festa dei supporters nerazzurri che ormai sentono in tasca una storica promozione in Prima Divisione. Ma Sanderra è uomo pragmatico e il suo primo pensiero è per quella prima mezzora della gara col Brindisi che proprio non gli è piaciuta: «Abbiamo faticato molto in avvio, per tante ragioni. Un pò per l’importanza della posta in palio e un pò perchè probabilmente i ragazzi hanno festeggiato troppo dopo la vittoria con il Neapolis. Poi però abbiamo preso in mano il pallino del gioco e nella ripresa non c’è stata piu’ partita. Sapevo che loro non avrebbero potuto tenere quel ritmo per novanta minuti e quindi ero abbastanza sicuro che prima o poi l’avremmo sbloccata».
Importante l’avanzamento di Mancosu al fianco di Polani nei secondi quarantacinque minuti: «Ho visto che avevamo poco sfogo al centro – prosegue Sanderra – E ho pensato che potessero esserci utili due punte molto vicine con Tortolano piu’ accentrato dietro di loro». La contemporanea sconfitta del Trapani ad Avellino ha virtualmente consegnato il campionato al Latina, ma il mister nerazzurro non vuole ancora sentire parlare di titolo: «Manca ancora l’ultimo passo e non voglio trovarmi all’ultima giornata nella situazione di dover fare punti contro un’Aversa che probabilmente verra’ qui con un solo risultato a disposizione. Quindi, a Lamezia si va per vincere».
Sanderra spiega anche perchè dopo la partita è tornato subito negli spogliatoi, non raccogliendo l’invito dei tifosi a festeggiare con loro: «Per carattere non mi piace esultare prima del raggiungimento di un obiettivo. Se e quando e vinceremo il campionato sarò il primo a festeggiare con questi splendidi tifosi». Sulla stessa lunghezza d’onda, Fernando Martinuzzi, per l’ennesima volta spettatore non pagante al «Francioni»: «E’ giusto festeggiare quando si vince, ma non dobbiamo pensare che sia fatta. Manca un piccolo sforzo. La nostra forza è la difesa ma il merito è di tutti, compresi gli attaccanti che sono i primi a darci una mano».
Chiusura con l’allenatore del Brindisi, Rastelli: «Siamo venuti qui con l’intento di resistere piu’ tempo possibile. Abbiamo retto bene per la prima mezzora, poi era inevitabile cedere il passo ad un Latina che sta vincendo il campionato con merito. Dispiace solamente aver capitolato su due calci da fermo».

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