L’Aprilia è pronto per il grande salto

Allarme rientrato. L’Aprilia ha diementicato immediatamente la sconfitta di Vitervo che aveva fatto traballare anche il primato in classifica e in un colpo solo torna a vincere e avvicina, adesso sì, quel sogno chiamato Lega Pro Seconda Divisione. Al traguardo mancano centottanta minuti. Due finali contro Cynthia (fuori casa) e Zagarolo, per chiudere, possibilmente in 

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Allarme rientrato. L’Aprilia ha diementicato immediatamente la sconfitta di Vitervo che aveva fatto traballare anche il primato in classifica e in un colpo solo torna a vincere e avvicina, adesso sì, quel sogno chiamato Lega Pro Seconda Divisione. Al traguardo mancano centottanta minuti. Due finali contro Cynthia (fuori casa) e Zagarolo, per chiudere, possibilmente in bellezza, davanti all’affezionato pubblico biancoazzurro, ma il vantaggio, tornato domenica a tre punti di distanza dal Bacoli (con un grazie particolare, ironia della sorte, proprio alla Viterbese) sembra stavolta davvero rassicurante.

SICLARI, UN COLPO SCACCIA FANTASMI – La punizione bomba di Peppe Siclari, al quindicesimo centro stagionale che lo rendono il capocannoniere della squadra, ha così spazzato via i fantasmi di un ritorno del Bacoli della vecchia volpe Carannante e riportato il sorriso all’interno dell’entourage di Ezio Castellucci. Contro i sardi la tensione in campo e fuori è stata palpabile per lunghi tratti della tenzone. Più passavano i minuti e più l’Aprilia che faticava a trovare la via del gol, sentiva la pressione salire. Qualche errore di troppo sottoporta, con i sardi sempre pronti a punzecchiare in contropiede non hanno certo reso le cose più semplici, proprio mentre da Bacoli arrivavano notizie confortanti di una Viterbese addirittura in vantaggio per 3-1.

CI SIAMO QUASI – Poi il siluro liberatorio che si insacca sotto l’incrocio dei pali e l’Aprilia torna a respirare. Castellucci, in un solo colpo, trova anche la difesa solida che non incassa gol grazie al ritorno di capitan Galluzzo, stoicamente in campo nonostante il fastidio all’inguine. Buone notizie, anzi ottime, anche dal centrocampo, dove Gentile si è tornato ad impossessarsi della cabina di regia con il solito piglio da lottatoremisto ad una grande visione di gioco da vero play maker che lo rendono un vero lusso per la categoria. A fianco a lui tanti giovani virgulti di belle speranze che macinano chilometri e spezzano il gioco avversario. Prima Salese, poi nel secondo tempo anche Rossini e Fratangeli che hanno risposto alla chiamata entrando subito a testa alta nel match.

TUTTO FUNZIONA A MERAVIGLIA – A fare il resto ci hanno pensato i magnifici tre lì davanti. Un tridente avanzato che è una miscela esplosiva pronta a far detonare qualsiasi difesa avversaria. I centimetri e lo strapotere fisico di Branicki, l’agilità e la tecnica di Foderaro, la velocità devastante e il tiro di Siclari hanno reso il reparto avanzato biancoazzurro una macchina da gol micidiale. Tutti buoni auspici, dunque, perchè l’Aprilia possa conservare quel margine di tre punti che pare oro per la cavalcata che porta alla Lega Pro. Una parola, questa, che ad Aprilia inevitabilmente evoca ancora fantasmi e tabù del passato memori di ciò che accadde in quella nefasta ultima giornata di campionato. Per pronunciarla, quindi, bisogna attendere ancora un pochino, altri 180 minuti per la precisione, ovvero due partite di passione, di speranza che, lo speriamo vivamente, possano terminare con un’altrettanto grande festa biancoazzurra.

Gianpiero Terenzi

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