R11- San Michele, sfida da ex

Il calcio è così: puoi giocare un’annata unica ed irripetibile con un club, dando l’anima e divertendoti in simbiosi con i compagni; l’ironia della sorte, un anno più tardi, può metterti di fronte proprio l’ambiente in cui hai lasciato parte di te stesso, per una sfida che vale il salto di qualità definitivo di una 

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Il calcio è così: puoi giocare un’annata unica ed irripetibile con un club, dando l’anima e divertendoti in simbiosi con i compagni; l’ironia della sorte, un anno più tardi, può metterti di fronte proprio l’ambiente in cui hai lasciato parte di te stesso, per una sfida che vale il salto di qualità definitivo di una carriera individuale e collettiva. Questo è R11 LATINA/SAN MICHELE: un intero gruppo, capitanato da coach Roberto Giovannelli, cresciuto, maturato & formatosi all’ombra del Pantanaccio, ora pronto a difendere con i denti una leadership lunga e laboriosa proprio nel teatro di mille avventure passate. Con noi ha scambiato una piacevole conversazione una delle colonne dell’R11 (prima) e del San Michele (oggi), il centrocampista EMILIANO COLETTA…

Una gara piena di sapori e ricordi…

« All’R11 ho trascorso un anno speciale. Eravamo una squadra composta da molti ragazzi e quindi poco esperta, ma, nonostante ciò, abbiamo effettuato una grandissima stagione chiudendo il campionato al sesto posto (qualificazione alla Coppa Lazio, ndr). Si era formato un gruppo molto forte e l’assenza di un’eccessiva pressione ambientale ci ha permesso di esprimerci nel migliore dei modi. Tornare al ‘Comunale’ di via Pantanaccio sarà un emozione unica ».
L’esperienza dell’R11 è ora approdata a San Michele: il tuo ambientamento…
« Se sono approdato in una società blasonata come il San Michele, il merito è della società R11 e di coach Roberto Giovannelli: mi hanno dato la possibilità di dimostrare il mio valore. L’ambientamento in gialloverde è stato ottimo visto che la maggior parte dei calciatori li conoscevo già. Ho comunque trovato un gruppo molto solido, formato da persone disponibili e disposte a sacrificarsi per il bene degli altri. Se siamo primi a quattro giornate dal termine, un ruolo fondamentale è stato sicuramente quello svolto dal gruppo ».

Un piccolo confronto tra le due realtà saggiate…

« Le due realtà sono diametralmente opposte. All’R11 l’obiettivo era la salvezza e, di fatto, la mentalità era quella di una ‘provinciale’. Il San Michele, invece, può essere considerata una ‘grande’, dato che l’obiettivo è la vittoria finale: le pressioni e le attese sono maggiori, quindi è più difficile far bene. Tuttavia sul campo stiamo rispondendo alla grande ».

Molti vi considerano la squadra più regolare in assoluto: le vostre caratteristiche peculiari in poche parole…

«La nostra forza è, innanzitutto, rappresentata dall’atteggiamento fase difensiva: siamo una squadra molto compatta, che subisce poche reti. In più abbiamo anche grande qualità nel settore offensivo, formato da Santoni (capocannoniere dello scorso campionato), Palmacci (tecnicamente mostruoso) e Proia (vera sorpresa del campionato con 8 reti). Un merito va sicuramente a coach Giovannelli ed al club, che hanno fatto un lavoro eccellente costruendo una squadra perfetta per la categoria. Un grazie speciale va anche a Pellicciotta (preparatore atletico) e a Rotolo (preparatore dei portieri) ».
Considerando l’ormai chiaro obiettivo prefissato, ciò può diventare una rampa di lancio per il futuro?
«La vittoria del campionato o la conquista del secondo posto porterebbero il nostro undici borghigiano nel campionato di Promozione (traguardo storico ed inedito). Il sodalizio è organizzato e sa ciò che vuole: sono convinto che le basi per fare bene anche in una categoria superiore ci sono. Non vogliamo fermarci qui».

Le due avversarie, SERMONETA & SAMAGOR, dal tuo punto di vista…

«Il Sermoneta è, senza ombra di dubbio, la squadra più forte sulla carta: calciatori come De Simone, Cacciapuoti, Petrussa, Vecchio e Coia (per citarne alcuni) non hanno niente a che vedere con questo campionato. La SaMaGor è un team simile al nostro: racchiudono la loro forza nella fase difensiva ed, in più, hanno gente di qualità come Lecce (capocannoniere stagionale), Luceri (vincente vero) e Valente (gran talento). Infine, l’Hermada, sconfitto a Nettuno, possiamo ritenerla praticamente fuori ».

Il calcio pontino sta risorgendo dopo anni di oblio…

« Il calcio pontino, trascinato dal ritorno del Latina nel football che conta, sta attraversando un momento di risalita: i progetti sono buoni e la massiccia presenza di compagini locali nel campionato di Promozione confermano la mia tesi ».

Ago Madonna

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