Calcio Sezze, una sfida che vale doppio

La vita ci riserva sempre più di una sorpresa, più di un’occasione da cogliere, la possibilità di rendere quei piccoli attimi della nostra comune esistenza ancor più piacevole grazie ai dei dettagli minimi, a delle piccole grandi imprese. Qual è la finalità di un’associazione di persone? Quale il fine di una piccola società di uomini 

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La vita ci riserva sempre più di una sorpresa, più di un’occasione da cogliere, la possibilità di rendere quei piccoli attimi della nostra comune esistenza ancor più piacevole grazie ai dei dettagli minimi, a delle piccole grandi imprese. Qual è la finalità di un’associazione di persone? Quale il fine di una piccola società di uomini dedita alla creazione di un ambiente sportivo sano e formativo? L’idea di unione, quel grande desiderio di condivisione che accompagna i suoi autori e fondatori: la Polisportiva Calcio Sezze ha reso ciò che di più astratto non esista in solida realtà. In concomitanza con la delicata sfida di Seconda Categoria, che vede opposta la sua compagine all’Agora, abbiamo preso un drink con il patron rossoblu Roberto Rossi…

Aspettative per il confronto di domenica?

« Mi aspetto una grande prestazione della squadra: del resto i ragazzi hanno sempre ben figurato specialmente tra le mura amiche, anche se, in questa occasione, verranno schierati alcuni elementi della Juniores viste le squalifiche e le indisponibilità. Siamo in emergenza ».

Marzo è da sempre il mese caldo di una stagione calcistica: una gara che può aprire o chiudere alcune porte?

« Arrivare a marzo a giocarci il terzo posto era un autentico sogno. Quando ad agosto ci hanno ripescato (permettendoci per la prima volta di iscrivere una nostra prima squadra al torneo), abbiamo dovuto sostenere una bella impresa per approntare una squadra che potesse disputare un campionato discreto. Oggi, se si pensa agli errori iniziali, c’è senz’altro un po’ di rammarico: forse si poteva fare qualcosa in più, qualcosa di diverso, tuttavia non ho rimpianti. Io sto vivendo davvero un sogno: porte che si aprono o si chiudono? Le chiavi le hanno i giocatori ed il mister; e loro sono intenzionati ad aprirle ».

Entrambe le compagini presentano una gara in meno rispetto al trend del torneo: fattore che incoraggia o aggiunge apprensione?

« Chi lo sa: a me ciò non disturba affatto poiché, se avessimo disputato quella gara rinviata ben 2 volte (a Montenero, ndr), adesso avrei le idee più chiare. Cero, giocare una gara è una cosa; rigiocare una gara rinviata (adesso che al podio ci si crede davvero) appartiene a tutta un’altra prospettiva. Ci danno per ‘grandi’, competitivi e tutti contro di noi cercano la prestazione da ricordare, ma non ci montiamo la testa: un vecchio saggio disse “Se sei felice non gridare troppo: la tristezza ha il sonno leggero” ».

Il vostro club è uno dei fiori all’occhiello dell’intero panorama provinciale: progetti a breve?

« Sì, il club è in continua crescita. Parlare di progetti a breve non è esatto perché, appunto, i progetti vanno studiati, programmati ed eseguiti nel migliore dei modi. Due stagioni fa non avevamo alcun titolo regionale (né Juniores e naturalmente neanch di Prima Squadra), mentre adesso presentiamo ben tre titoli di caratura regionale, con una selezione Juniores che sta tentando l’accesso al medesimo per chiudere un cerchio. C’è, poi, una prima squadra che lotta addirittura per la Prima Categoria. Beh, a me non sembra vero: forse stiamo vivendo un bell’incantesimo, frutto del lavoro e della dedizione di tutti i componenti della società che si impegano 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno. Io credo che, se si lavora bene, qualcosa si produce e si raccoglie. Comunque aspettiamo la fine dei campionati: vedremo cosa avremo conquistato e metteremo in pratica i progetti già elaborati per ogni categoria. Mi piace poter concludere la conversazione con questa massima che ci accompagnerà ancora ‘I sogni non svaniscono, finché le persone non li abbandonano’».

Ago Madonna

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