Le modalità di tesseramento

Questa settimana ci occupiamo delle modalità di tesseramento in ragione degli ultimi casi nei quali sono stati deferiti e squalificati dei calciatori causa irregolarità nel tesseramento stesso. L’ESEMPIO DALLA TOSCANA – Prendiamo ad esempio il caso di un calciatore tesserato con una società militante nel campionato di eccellenza toscano. Lo stesso calciatore sottoscrive la lista 

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Questa settimana ci occupiamo delle modalità di tesseramento in ragione degli ultimi casi nei quali sono stati deferiti e squalificati dei calciatori causa irregolarità nel tesseramento stesso.

L’ESEMPIO DALLA TOSCANA – Prendiamo ad esempio il caso di un calciatore tesserato con una società militante nel campionato di eccellenza toscano. Lo stesso calciatore sottoscrive la lista di trasferimento in data antecedente (17 settembre) la chiusura dei termini per il deposito del tesseramento previsti per il 18 settembre, ma la società lo invia un giorno dopo tale data (19 settembre). Dopo aver giocato 6 partite dall’ufficio tesseramenti del comitato regionale toscana, conseguentemente ad una denuncia anonima, arriva la revoca del tesseramento con effetto immediato. Successivamente arriva per il calciatore il deferimento e la fissazione dell’udienza davanti alla commissione disciplinare territoriale del comitato regionale toscana.

La difesa del calciatore presenta apposita memoria difensiva nella quale espone una serie di considerazioni per il proscioglimento del calciatore stesso.

Preliminarmente, si vuole sottolineare che l’iter seguito dal calciatore, in merito al suo passaggio a titolo temporaneo, appare corretto. Infatti, lo stesso aveva sottoscritto la stessa in data 17 settembre, quindi, nei termini previsti per il trasferimento. Quanto accaduto dopo la sua sottoscrizione non rientra nei doveri del calciatore dato che il medesimo non doveva accertarsi se la società avesse provveduto o meno a spedirla nei termini. Questa circostanza, secondo la difesa, appare scontata in quanto l’unico dovere del calciatore, previsto dalla normativa federale, è quello di informarsi ed accertarsi sul suo stato di tesseramento prima di firmare qualsiasi accordo. Tutte le altre incombenze, al contrario, ricadono da prassi ormai consolidata sulla società come previsto dall’art. 39 delle N.O.I.F. che stabilisce le modalità di tesseramento ovvero indica in questo modo: “…la richiesta di tesseramento è redatta su moduli forniti dalla F.I.G.C….debitamente sottoscritta dal calciatore…la richiesta di tesseramento deve essere corredata dal foglio di trasmissione con l’elenco dei tesserati richiesti ed inviata dalla società alla Lega, al Comitato, alla Divisione competente a mezzo di plico raccomandata con avviso di ricevimento…”. Quindi, le incombenze successive alla sottoscrizione spettano alla società stessa e non possono essere addebitate al calciatore il quale, una volta sottoscritta la lista di trasferimento (in data antecedente alla scadenza), aveva adempiuto ai suoi doveri e spettava alla società spedire la stessa nei termini previsti. Perciò, sulla base di tale aspetto il medesimo calciatore non poteva essere deferito per aver partecipato alle partite “senza averne titolo” e non deve essere sanzionato per la sua condotta che non risulta assolutamente irregolare.

LA TESI DIFENSIVA – Inoltre, secondo la difesa non era vero che il tesseramento non esisteva. Al contrario il tesseramento era stato semplicemente spedito fuori termine ed annullato solo successivamente in data 26 ottobre. Fino alla data di annullamento, il tesseramento risultava regolare e come tale il calciatore era tesserato per la società in questione. Viene contestato al calciatore la violazione dell’art. 10 comma 2 e 6 che fanno divieto al calciatore di partecipare alle partite di campionato “senza averne titolo”. In realtà, tale condizione “senza averne titolo” interviene solo successivamente alla comunicazione da parte del Comitato Regionale Toscana di annullamento, con effetto immediato, del tesseramento del calciatore. Tale comunicazione è stata effettuata attraverso telegramma del Comitato Regionale Toscana alla società di appartenenza solo in data 26 ottobre ed aveva sancito l’annullamento del tesseramento.

Quindi, si possono dedurre due considerazioni:

1. che il tesseramento del calciatore, avvenuto con sottoscrizione del medesimo in data 17 settembre, era regolare fino alla data di annullamento dello stesso – comunicazione del 26 ottobre – e, quindi, il calciatore poteva giustamente effettuare, in quanto tesserato ed avente “titolo”, le partite che sono state indicate nel deferimento;
2. che la dicitura “…annullamento con effetto immediato…” determinava l’annullamento dello stesso dalla data della comunicazione (26 ottobre) e non con effetto retroattivo, come avviene ai sensi dell’art. 42 N.O.I.F..

Quindi, per gli addebiti come contestati il calciatore secondo la difesa andava prosciolto poiché nell’intervallo intercorrente tra la richiesta di tesseramento ed il riscontro negativo di essa il calciatore aveva titolo abilitante per giocare le partite effettivamente disputate ed, a conforto di tale argomentazione, milita il disposto dell’art. 39 comma 3 delle NOIF secondo il quale una volta che sia pervenuta al competente Ufficio Tesseramenti la richiesta di tesseramento questa è efficace salvo successive revoche. In ragione di ciò la violazione da parte del calciatore si sarebbe venuta ad avere solo se avesse giocato successivamente alla comunicazione da parte del Comitato Regionale Toscana della revoca con effetto immediato del tesseramento a far data dal 26 ottobre.

Al contrario di quanto esposto dalla difesa del calciatore, la Commissione disciplinare territoriale ha emanato un comunicato ufficiale nel quale sanziona e squalifica il calciatore per la sanzione minima di 2 anni, come richiesto dalla Procura Federale. Fermo restando che la società si è assunta tutta la responsabilità della spedizione tardiva del tesseramento in questo modo liberando il calciatore da ogni concorso di responsabilità.

Il comunicato riporta le seguenti motivazione, assolutamente non condivise dalla difesa del calciatore.

Dall’esame degli atti di censimento reperiti presso il C.R.T. è indubbio che la Società ha utilizzato per un numero di gare notevole, complessivamente sei, il calciatore non in possesso di tesseramento valido. Infatti la relativa richiesta è stata inoltrata in data 19 settembre laddove il termine ultimo per la presentazione era scaduto il giorno 18 dello stesso mese, giorno feriale.

Inoltre, la commissione dispone che non poteva sottrarsi alla propria responsabilità il calciatore che avrebbe, comunque dovuto accertarsi di essere in possesso dei requisiti per partecipare alle gare, ovvero di conoscere nel particolare, per quale società dover disputare le gare e, come condotta di carattere generale, osservare rigorosamente tutta la normativa federale, come previsto dalle norme del C.G.S..(art.1, comma 1)

Circa le eccezioni “sull’annullamento” e sulla “ revoca” si fa rilevare alla difesa del calciatore che l’annullamento di un provvedimento ha efficacia retroattiva per cui al momento della disputa delle gare nelle file della società (dal 20 settembre al 25 ottobre) il calciatore risultava tesserato.

Tuttavia, in merito alla entità delle sanzioni il Collegio non puo’ sottacere che le richieste della Procura siano – in modo del tutto condivisibile – attestate sui minimi edittali; così come non si puo’ non rilevare come questo minimo edittale, nel caso di specie, appaia particolarmente severo e oltremodo afflittivo. D’altra parte è vero che, in via generale, le sanzioni degli Organi di Giustizia Sportiva vengono comminate secondo principi di equità, principi che però trovano i loro confini nei limiti, laddove previsti, minimi e massimi indicati dalle norme. Pertanto, pur nella consapevolezza che la giurisprudenza di grado superiore appaia orientata ad infliggere anche sanzioni in misura inferiore ai minimi edittali, ove espressamente previsti, il Collegio ritiene per proprio convincimento, e soprattutto per non sottrarsi al chiaro disposto normativo che non pare consentire deroghe, di applicare le sanzioni nella misura edittale minima prevista.

In ragione di quanto sopra riportato, si consiglia ad ogni calciatore di prestare attenzione alle modalità di effettuazione del tesseramento e di non lasciare in balia della società l’intero iter del tesseramento. Quindi, si consiglia di stare sempre attenti al rispetto dei termini e soprattutto di non giocare fin quando il tesseramento non viene regolarizzato al fine di non cadere in deferimenti e squalifiche che prevedono una sanzione minima molto alta.

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