Cinque per il vertice, bagarre Coppa Lazio

DOPO tredici giornate sembra proprio che la lotta per il titolo sia ormai delineata: raccolte al vertice della classifica nel giro di otto punti, Sermoneta, San Michele, Sa.Ma.Gor., Hermada e Cedial Lido dei Pini sono le cinque pretendenti ad un posto nel campionato di Promozione 2011/12. I capitolini sono stati gli ultimi ad andare in 

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DOPO tredici giornate sembra proprio che la lotta per il titolo sia ormai delineata: raccolte al vertice della classifica nel giro di otto punti, Sermoneta, San Michele, Sa.Ma.Gor., Hermada e Cedial Lido dei Pini sono le cinque pretendenti ad un posto nel campionato di Promozione 2011/12.
I capitolini sono stati gli ultimi ad andare in vacanza per via del match di recupero vinto a Lenola mercoledì scorso. Grazie ai tre punti conquistati contro i rossoverdi, i ragazzi di mister Panicci sono saliti a quota ventiquattro e si giocheranno praticamente tutto nelle ultime due giornate del girone di andata, quando affronteranno Hermada e Sermoneta.

IL LIDO DEI PINI C’E’ – Il Lido dei Pini, comunque, al pari delle prime tre della classe, fa parte del gruppo delle favorite sin dalla scorsa estate, mentre l’Hermada è partito a fari spenti, salvo dimostrare nel giro di poco di potersela giocare alla pari con tutti. La formazione di Dario Lauretti, infatti, ha pareggiato contro Sa.Ma.Gor. e Sermoneta, e si è imposta contro il San Michele: trascinati dal duo Del Monte-Colafrancesco, i rossoblu hanno totalizzato venticinque punti, sette in meno della capolista. Non si può certo dire che il distacco sia facilmente colmabile, soprattutto in considerazione del fatto che chi insegue non ha possibilità d’errore e nella fattispecie bisogna attendere un passo falso di ben tre squadre, ma è altrettanto vero che il secondo posto è a soli tre punti ed eliminando certi passaggi a vuoto, come quelli avuti contro squadre più indietro in classifica, l’Hermada potrà tranquillamente chiudere la stagione sul podio.

LA CAPOLISTA SERMONETA – Chi invece fin qui ha avuto un percorso netto è la capolista Sermoneta. Alla vigilia della stagione tutti gli addetti ai lavori erano pronti a scommettere che con così tante squadre in grado di competere per il titolo, il campionato non avrebbe avuto un padrone assoluto come lo era stato il Borgo Flora nella stagione passata. E invece, l’undici di Marco Campagna ha impresso un ritmo forsennato al suo cammino, chiudendo l’anno al comando solitario della classifica del girone «G»: due punti e mezzo a partita di media, trentadue punti conquistati su un totale di trentanove, miglior rendimento esterno con quindici punti su diciotto e secondo miglior andamento casalingo con diciassette punti su ventuno, sono i dati che fotografano chiaramente la superiorità dimostrata fin qui dai gialloblu. Ma al di là dei numeri e dello stesso primato, il vero motivo per cui nell’entourage lepino c’è da essere contenti è l’atteggiamento con cui De Simone e soci interpretano le gare: a prescindere che si tratti di un impegno casalingo o della più insidiosa delle trasferte, infatti, il Sermoneta gioca con la maturità e la personalità tipiche della squadre leader. E ora che è stato ulteriormente arricchito il parco attaccanti con l’arrivo di Ezio Vecchio e il recupero di Alessandro Coia, la squadra di Marco Campagna sembra avere tutto per continuare a guidare la carovana fino all’ultimo.

OUTSIDER SAN MICHELE – L’unica squadra che per ora è riuscita ad infliggere un dispiacere al Sermoneta è il San Michele. Proprio contro la capolista, infatti, l’undici di Roberto Giovannelli ha raccolto una delle sette vittorie interne consecutive inanellate dall’inizio della stagione. Il «Comunale» di via Ungaretti è stato un autentico fortino: chiunque è passato da quelle parti ha dovuto pagare dazio ad una squadra tra le più forti sul piano fisico e che fa del pressing, dell’organizzazione tattica e delle ripartenze fulminee, le sue armi vincenti. Al San Michele è tutt’altro che semplice fare gol, come dimostrano le otto reti subite, delle quali due sono state quelle ininfluenti incassate nelle partite vinte contro Virtus Lenola e Virtus Pomezia e tre tutte insieme sono arrivate nella sconfitta di Borgo Hermada. Nelle restanti dieci partite, quindi, i gialloverdi hanno incassato soltanto tre reti, tra cui due sono costate al San Michele ben quattro punti perché arrivate nei pareggi esterni con Airone Ardea e Cedial Lido dei Pini. E’ proprio nel rendimento esterno, infatti, che Palmacci e compagni devono migliorare per poter dire la loro fino in fondo. Il confronto tra il numero di punti conquistati in casa, ventuno, e quelli raccolti fuori, sette, non regge assolutamente, per cui per azzerare la distanza dalla vetta Giovannelli dovrà correggere innanzitutto questo difetto.

IL FORTINO DELLA SAMAGOR – Staccata di un solo punto dal San Michele c’è la Sa.Ma.Gor. La formazione di Gennaro Ciaramella è partita subito forte conquistando tredici punti nelle prime cinque giornate di campionato. Poi ha rallentato, raccogliendo quattordici punti nelle otto uscite successive. D’accordo che Lampacrescia è il portiere meno battuto del torneo (solo sette reti al passivo), a testimonianza che il reparto guidato da Luceri e Prosseda sta confermando le aspettative, ma in attacco i conti non tornano: con diciotto gol realizzati, la Sa.Ma.Gor. ha solo il settimo attacco del girone, ben lontano dai ventinove centri del Latina Scalo e troppo poco per una squadra che punta a vincere il campionato. Se poi si tiene conto che ben quattro di questi diciotto gol sono stati segnati in una sola volta al Tor San Lorenzo, viene fuori che i ragazzi di mister Ciaramella sono riusciti ad andare a bersaglio soltanto quattordici volte in dodici partite. Nei tre scontri diretti con Hermada, Sermoneta e San Michele, in cui peraltro è arrivato un solo punto, i gialloblu sono andati in rete solo in un’occasione, per cui è palese che a partire dal 9 gennaio occorrerà rivedere più di un qualcosa in fase di costruzione per consentire agli attaccanti di fare il loro dovere.
Simone D’Arpino

LA QUESTIONE COPPA LAZIO – Ammesso che il punteggio ottenuto dalla seconda classificata sia sufficiente per il salto di categoria attraverso il meccanismo dei ripescaggi, i posti buoni per partecipare alla Coppa Lazio 2011/12 vanno dal terzo al quinto. E, a quanto pare, saranno un affare a quattro tra le tre squadre che resteranno a bocca asciutta dalla lotta per le prime due piazze e il Montello, presentatosi ai blocchi di partenza della stagione con propositi di vittoria, ma, almeno per il momento, tagliato fuori dalla corsa per il titolo: dieci punti da recuperare ad un Sermoneta che viaggia così forte sembrano tanti e troppe sono le squadre, ben cinque, su cui fare la rincorsa. Per lo stesso motivo anche il secondo posto, che comunque dista sei lunghezze, sembra difficile da raggiungere. Tuttavia, nell’entourage borghigiano sono tutti convinti di poter ribaltare la situazione. Per riuscirci Perica e soci dovranno vincere entrambi gli scontri diretti che li attendono nelle prime due giornate del 2011, quando si ritroveranno di fronte prima il San Michele e poi la Sa.Ma.Gor.: se dovessere arrivare sei punti allora i biancocelesti tornerebbero in corsa almeno per la piazza d’onore, altrimenti dovranno accontentarsi di competere per la Coppa Lazio. Insomma per Latina Scalo Cimil, Atletico Bainsizza, Sonnino, Monte San Biagio e Virtus Pomezia, solo per citare alcune delle squadre per cui la qualificazione alla Coppa Lazio 2011/12 costituisce il classico sogno (della stagione) nel cassetto, il discorso si complica. E non poco, visto che la classifica parla chiaro. Il campionato, infatti, allo stato attuale, è letteralmente diviso in due: da una parte ci sono le prime sei, partite per puntare in alto e finora capaci di viaggiare ad un ritmo piuttosto sostenuto, mentre dall’altra c’è il resto della compagnia, che invece non è riuscito a tenere il passo. I sei punti di differenza tra la sesta piazza, occupata appunto dall’undici di Gianluca Campo, e la settima posizione, condivisa da Virtus Pomezia, Latina Scalo, Atletico Bainsizza ed R11 Latina, inquadrano perfettamente la differenza dei valori in campo. Naturalmente, dovendosi ancora disputare diciassette incontri per un totale di cinquantuno punti in palio, ogni scenario è possibile, ma l’impressione emersa in questi primi tredici turni di campionato è che le prime sei squadre della graduatoria abbiano davvero qualcosa in più rispetto alle avversarie, che dovranno faticare, e soprattutto sperare, per cercare di recuperare terreno. Le inseguitrici, almeno quelle che hanno messo la Coppa Lazio tra gli obiettivi ad inizio stagione, dovranno comunque crederci fino a che la matematica lo consentirà e non farsi scappare l’occasione di approfittare di eventuali flessioni di chi sta più avanti perché a quel punto il rimpianto sarebbe tanto.

LA LOTTA SALVEZZA – Classifica alla mano, coinvolge attualmente sei squadre, dall’undicesimo posto di Sonnino e Monte San Biagio a quota tredici, alla sedicesima piazza del Tor San Lorenzo di Silvio Abate, che con i suoi cinque punti è ovviamente la squadra che più di ogni altra rischia di tornare in Seconda Categoria. Nell’entourage romano, tuttavia, sono convinti che con gli innesti effettuati nel corso del mercato di riparazione la situazione nel 20111 possa migliorare. Naturalmente, Latina Scalo, Atletico Bainsizza, Virtus Pomezia ed R11 Latina, tutte appaiate a quota sedici, pur avendo ampiamente dimostrato di possedere quel qualcosa in più rispetto alle squadre che le inseguono, non devono commettere l’errore di abbassare la guardia, visto e considerato che con solo tre lunghezze di vantaggio sulla zona calda c’è il rischio, sbagliando due gare di seguito, anche solo pareggiandole, di ritrovarsi immischiati nella bagarre. Cinque punti più avanti rispetto al Tor San Lorenzo c’è l’Airone Ardea, che ha chiuso l’anno non certo in modo felice con tre sconfitte di fila. Dodici, invece, sono i punti sin qui messi in cascina da Atletico Nettuno e Virtus Lenola. La compagine capitolina è in piena crisi di risultati, come dimostra il solo pareggio arrivato nelle ultime sei giornate di campionato. L’undici di Francesco Pecchia, invece, deve migliorare il rendimento esterno per uscire dal pantano, dato che in casa, tutto sommato, i punti arrivano. Un punto più avanti ci sono Monte San Biagio e Sonnino. Partite entrambe per competere per ben altre posizioni, le squadre di Bartolomeo e Baroni hanno disputato un girone d’andata certamente al di sotto delle potenzialità dei rispettivi organici, per cui sono chiamate a disputare una seconda parte di stagione di ben altro livello e salvare in questo modo la stagione.

Simone D’Arpino

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