La resistenza lattacida

Oggi affrontiamo un discorso molto in voga sul quale personalmente “spendo” molto tempo nella ricerca di nuove situazioni e nuove esercitazioni. E’, a mio modo di vedere, una delle qualità principali, sulle quali lavorare per ottimizzare la prestazione atletica di un calciatore La resistenza lattacida può essere definita: “l’ energia che un atleta può produrre 

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Oggi affrontiamo un discorso molto in voga sul quale personalmente “spendo” molto tempo nella ricerca di nuove situazioni e nuove esercitazioni. E’, a mio modo di vedere, una delle qualità principali, sulle quali lavorare per ottimizzare la prestazione atletica di un calciatore La resistenza lattacida può essere definita: “l’ energia che un atleta può produrre attaverso il meccanismo anaerobico”(Vecchiet) oppure ” la capacità di sopportare, il piu a lungo possibile, quantità di lattato superiori a quelle di soglia” (Cannavacciuolo). Le definizioni possono essere diverse , a seconda delle caratteristiche dello sforzo richiesto dalla prestazione(principio della specificità). Quando gli sforzi massimali, o comunque a velocità elevate, si ripetono senza osservare un completo recupero tra le ripetizioni, l’ impegno metabolico è retto dalla glicolisi anaerobica, con formazione di acido lattico. L’ impegno cardiaco nella prestazione di resistenza lattacida è diretto verso valori medio-alti, che oscillano tra le 160/180 pulsazioni al minuto(puls./min.) ma a volte possono superare anche questo limite. Per incrementare questa qualità possono essere utilizzate sia distanze medio-brevi che medio-lunghe con metodo continuo o frazionato. Le distanze medio-lunghe non sono consigliate nell’ allenamento calcistico anche se distanze come i 300mt alla massima velocità( utilizzata settimanalmente dal sottoscritto) aiutano notevolmente al miglioramento della qualità. Le distanze brevi o medio-brevi rispondo invece alle esigenze della prestazioen calcistica. Il metodo più utilizzato risulta essere quello frazionato, massimale, breve econ recuperi parziali.

Modificazioni fisiologiche prodotte da stimoli lattacidi:

-migliore funzionalità del sistema cardiocicolatorio e respiratorio
-maggior assorbimento di O2 (ossigeno)
-maggiore capacità di produrre lattato e di smaltirlo più velocemente

modificazioni organiche durante una prestazione lattacida:
-aumento degli atti respiratori
-aumento delle pulsazioni cardiache
-aumento della temperatura corporea
-vasodilatazione periferica
-aumento progressivo del “lattato” nei muscoli in attività e nel sangue
In conclusione vorrei semplicemente consigliare ai miei colleghi preparatori di utilizzare
sempre di piu, o sempre meglio!!, i metodi di allenamento per migliorare la resistenza lattacida.

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