Flessibilità o mobilità articolare

Un’ altra componente importante della prestazione motoria è la flessibilità, o mobilità articolare.Vengonio tuttora descritti due tipi di flessibilità: quella statica e quella dinamica. La flessibilità Statica: può essere definita come l’ ambito di movimento possibile intorno ad una articolazione. Essa può essere misurata con il Flessometro. Si parla di flessibilità statica perchè, al momento 

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Un’ altra componente importante della prestazione motoria è la flessibilità, o mobilità articolare.Vengonio tuttora descritti due tipi di flessibilità: quella statica e quella dinamica. La flessibilità Statica: può essere definita come l’ ambito di movimento possibile intorno ad una articolazione. Essa può essere misurata con il Flessometro. Si parla di flessibilità statica perchè, al momento della rilevazione effettiva del dato, non vi è alcun movimento articolare. L flessibilità dinamica: viene definita come l’ opposizione o la resistenza di una articolazione al movimento. In altre parole, las flessibilità dinamica riguarda le forze che si oppongono a che il movimento abbia luogo su qualsiasi piano diverso da quello proprio dell’ articolazione stessa. Questo tipo di mobilità articolare è più difficile da misurare e, per questa ragione, non è stato oggetto di molta attenzione nell’ ambito dell’ educazione fisica e dello sport. Sviluppo della flessibilità: La fless svolge un ruolo importante nella manifestazione di alcune abilità motorie. Inoltre essa svolge un ruolo importante anche nell’ ambito del benessere generale e della capacità fisica.

ESERCIZI DI FLESSIBILITA’ – I migliori esercizi da adottare per la flessibilità sono i cosidetti esercizi di stiramento(stretching). I metodi di stiramento: Gli esercizi di stiramento possono essere eseguiti in uno dei seguenti tre modo:1) staticamente, 2) ballisticamente e 3) con il sistema contrazione-rilasciamento. Lo stiramento statico comporta uno stiramento senza oscillazioni o forzature, seguito da una fase di mantenimento, per un dato periodo di tempo, della posizione finale raggiunta. Lo stiramento di tipo basllistico comporta oscillazioni o movimenti attivi (personalmente molto utilizzati), senza che venga mantenuta la pèosizione raggiunta. Lo stiramento con il sistema copntrazione-rilasciamemnto comporta un allungamento muscolare fino ai limiti dell’ ambito di movimento, l’ esecuzione di una contrazione statica, opponendosi ad una resistenza per qualche secondo, il successivo rilasciamento, seguito da una ulteriore fase di allungamento. Questo modo di fare viene definito metodo della facilitazione neuromuscolare propriocettiva, o metodo FNP. tutte e tre le suddette forma di stiramento determinano un miglioramento della flessibilità, ma il metodo statico sembra essere preferibile per alcuni motivi: minori pericoli di lesione tessutale, il suo dispendio energetico è minore e rende possibile la prevenzione La frequenza di un giusto programma di tipo statico dovrebbe essere da 2 a 5 giorni per settimana, con una durata da 15 a 60 minuti al giorno. La posizione di stiramento deve poter essere mantenuta per periodi di tempo sempre più lunghi a misura che il preogramma viene svolto. Per esempio si inizia con 20 secondi, mantenendo la posizione per 10 secondi in più dopo parecchie sedute, per arrivare finio ad un minuto. Fonte della ricerca:Le basi fisiologiche dell’ educazione fisica e dello sport” Fox Bowers Foss e un’ attenuazione del disagio del dolore muscolare

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