Il vincolo sportivo

Questa settimana riproponiamo la questione del vincolo sportivo in relazione alle problematiche che le società calcistiche potrebbero avere in caso di abolizione dello stesso. Infatti, i presidenti delle squadre dilettantistiche hanno posto all’attenzione degli organi competenti in materia il dilemma secondo il quale le stesse società non potrebbero sopravvivere senza questo importante istituto giuridico – 

Leggi tutto

Questa settimana riproponiamo la questione del vincolo sportivo in relazione alle problematiche che le società calcistiche potrebbero avere in caso di abolizione dello stesso. Infatti, i presidenti delle squadre dilettantistiche hanno posto all’attenzione degli organi competenti in materia il dilemma secondo il quale le stesse società non potrebbero sopravvivere senza questo importante istituto giuridico – sportivo quale è quello del “vincolo sportivo” che lega a loro i calciatori tesserati fino all’età di 25 anni. Facciamo un’analisi riprendendo anche gli studi effettuati dall’Associazione Italiana Calciatori e pubblicata sull’ultimo numero del “Calciatore”. In tutta Europa solo l’Italia e la Grecia prevedono ancora il “vincolo sportivo” fino all’età di 25 anni. In tutti gli altri Stati due sono le alternative o non c’è proprio alcun vincolo che lega i calciatori alle società, se non il semplice tesseramento annuale, oppure lo stesso è fissato alla soglia del 18 anno. In entrambi i casi non si registrano assolutamente fallimenti delle società cosi come,a l contrario, avviene in Italia. Nel nostro paese il vincolo esiste per un unico motivo ovvero un ritorno economico per dirigenti e club calcistici.

Le NOIF consento un’ampia tutela alle società della LND in quanto l’art. 99 prevede il c.d. “Premio di addestramento e formazione tecnica a favore della società presso la quale il calciatore ha svolto l’ultima attività dilettantistica”. Quindi, in caso di stipula del calciatore “non professionista” di un contratto da professionista, la società alla quale si è tesserato è OBBLIGATA a corrispondere alla società dilettantistica per la quale era precedentemente tesserato un premio economico. C’è una precisazione da fare, il premio non spetta qualora il calciatore, al momento della sottoscrizione del contratto da professionista, non sia più tesserato con la società dilettantistica. Naturalmente, il valore economico del Premio viene indicato da alcune tabelle previste e stabilite dalla Federazione. Inoltre, è previsto un “Premio alla Carriera” che permette alle società della LND e del Settore Giovanile di vedersi riconosciuto un compenso economico per ogni anno di formazione impartito ad un calciatore precedentemente tesserato come “giovane dilettante” o “giovane”.

IL RAFFRONTO CON L’EUROPA

1. GERMANIA – Esiste il c.d. Fondo di Solidarietà al quale tutte le società professionistiche sono tenute a corrispondere annualmente una cifra fissa per l’addestramento degli atleti realizzato nell’ambito dei vivai. E questo è assolutamente il mezzo che permette di remunerare le società per i costi sostenuti secondo il seguente principio: quando un club di Bundesliga o Zweite Bundesliga (Serie B) stipula un contratto da professionista ad un calciatore dilettante il club dal quale proviene il calciatore stesso ha diritto ad un indennizzo pari a 50.000 euro (Bundesliga) e 22.500 (Zweite Bundesliga). Inoltre un incentivo del 10% dell’intera somma per il club che lo ha tesserato precedentemente da almeno 3 anni.
2. INGHILTERRA – I club dilettantistici sono finanziati in vario modo:

– “Sport England” importo pari ad un milione di sterline annue che proviene dalla lotteria nazionale;

– “The football Foundation” ovvero un fondo alimentato dal Governo e dalla Premier League;

– Sponsor Privati che danno la loro denominazione al campionato (ad esempio Blue Square Premiership).

Il Regolamento FIFA art. 3 dell’ALLEGATO 4 è stato adottato da paesi come l’Olanda e la Francia che prevede che, quando un calciatore viene tesserato come Professionista per la prima volta, la società per la quale viene tesserato deve pagare l’indennità di formazione entro 30 giorni dal tesseramento e la somma da pagare viene calcolata pro-rata tenendo conto del periodo di formazione ricevuto dalla società dilettantistica.

Il regolamento FIFA non prevede alcun passaggio di denaro per i trasferimenti dei calciatori dilettanti mentre in Italia la mancanza della corresponsione del prezzo arbitrariamente fissato per il “cartellino” equivale alla privazione della libertà di tesseramento del calciatore.

Inoltre, a tutela delle società della LND è previsto il c.d. “Premio di Preparazione” art. 96 NOIF che stabilisce la corresponsione di una somma di denaro, secondo le tabelle come stabilite, a favore delle società per le quali il calciatore era stato precedentemente tesserato da parte delle società che lo tesserano come “giovane di serie”, “giovane dilettante” o “giovane professionista”. Vengono prese in considerazione le ultime due società titolari del vincolo sportivo. Alle stesse compete il premio per l’intero.

Ad ogni buon conto l,a normativa non è semplice, quindi, alle stesse società consiglio di farsi assistere da un legale che conosca adeguatamente la materia.

Lascia un commento