Aprilia, quale identità?

Dentro la crisi dell’Aprilia. Due punti in tre partite, ma soprattutto a preoccupare sono le zero vittorie ottenute sinora dalla squadra di mister Sergio Pirozzi, che si tratti di partite amichevoli, di Coppa Italia o campionato. Insomma, la tanto agognata ricerca di un’identità da dare alle rondinelle non è ancora arrivata. E nemmeno, a quanto 

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Dentro la crisi dell’Aprilia. Due punti in tre partite, ma soprattutto a preoccupare sono le zero vittorie ottenute sinora dalla squadra di mister Sergio Pirozzi, che si tratti di partite amichevoli, di Coppa Italia o campionato. Insomma, la tanto agognata ricerca di un’identità da dare alle rondinelle non è ancora arrivata. E nemmeno, a quanto pare, una forma atletica accettabile che possa consentire ai biancoazzurri di centrare risultati di rilievo. Una cosa che, alla vigilia della quarta giornata di campionato e dopo un mese dall’inizio ufficiale della stagione agonistica, deve far riflettere.
La sconfitta subita contro il Selargius, comunque, sembra aver lasciato i suoi strascichi, con Pirozzi che, a detta dei soliti ben informati, ha rassegnato le dimissioni alla dirigenza al termine del match. Dimissioni respinte immediatamente al mittente e fiducia incondizionata al tecnico che ha voluto dare un chiaro segnale nel tentativo di smuovere l’ambiente.

QUALI I PROBLEMI? – Ma quali sono i problemi a monte di questa squadra? Ancora difficile da capire. Contro il Selargius, ultimo in classifica e ancora a secco di gol, almeno fino a domenica, ne sono emersi parecchi. In particolare a dover preoccupare è la difficoltà del tecnico di trovare il giusto assetto, almeno dalla cintola in su. Risultato? Un Aprilia con scarse capacità di andare al tiro e quasi incapace di imbastire una manovra non prevedibile e che non si basi soltanto sulla forza fisica di Piotr Branicki, chiamato ad un enorme mole di lavoro fatto di protezione palla e scarico per l’inserimento dei centrocampisti.
Qualcosa non sta funzionando, quindi, con la squadra che sembra scollata e ancora alla ricerca del giusto amalgama. Per capire le difficoltà di Pirozzi, comunque,

basta andare ad analizzare le formazioni scelte nelle 4 uscite ufficiali giocate finora tra campionato e Coppa Italia. Tolti alcuni punti fermi, come Branicki in avanti, Giacalone davanti la difesa e Franzese a centrocampo, Pirozzi ha infatti praticamente sempre cambiato l’assetto.

TANTI CAMBI DI FORMAZIONE – All’esordio in Coppa contro l’Anziolavinio, la regia era stata affidata a Pietrucci (Giacalone doveva essere ancora acquistato) e Franzese, mentre alle spalle di Branicki il trio Sias, Palma e Foderaro. Si cambia già contro il Monterotondo. Fuori Pietrucci (che poi entrerà e segnerà il gol del pareggio) e dentro Giacalone. Bocciato anche Palma, a cui viene preferito a Fratangeli (uno dei migliori) nel 4-1-4-1 completato da Sias e Foderaro sui lati. Si cambia, ma obbligatoriamente per la squalifica di Giacalone, contro il Fidene. Torna Pietrucci, mentre il resto rimane invariato. Ma il gol, una volta ancora, arriva dalla panchina, ovvero da quel Siclari che negli scorci concessi nelle precedenti uscite aveva mostrato capacità di creare superiorità numerica. Pirozzi se ne accorge e gli dà fiducia dal primo minuto, domenica, contro il Selargius, stravolgendo gran parte della squadra. Torna Palma al posto dell’ottimo Foderaro e per il problema dei giovani di Lega, Fratangeli va in panchina. Sulla linea dei centrali viene arretrato Sias, salvo poi cambiare in corsa con l’ingresso di Foderaro, e Pietrucci. Insomma, l’Aprilia cerca ancora un’identità.

Gianpiero Terenzi

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