A tutto… Pirozzi

Ermetico, ma già concentrato al massimo sull’obiettivo. Sergio Pirozzi non scherza quando si parla del suo Aprilia e del prossimo campionato di serie D che, volente o nolente, vedrà le sue rondinelle partire con i favori del pronostico. Non si sbilancia, come nella sua indole, il tecnico di Amatrice che di fare proclami, lui, fautore 

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Ermetico, ma già concentrato al massimo sull’obiettivo. Sergio Pirozzi non scherza quando si parla del suo Aprilia e del prossimo campionato di serie D che, volente o nolente, vedrà le sue rondinelle partire con i favori del pronostico. Non si sbilancia, come nella sua indole, il tecnico di Amatrice che di fare proclami, lui, fautore del lavoro e dell’abnegazione, non ne ha davvero nessuna intenzione. E guai a parlare di obiettivi, di promozione o di rosa di prim’ordine: “Il nostro obiettivo? La salvezza – ironizza il tecnico reatino, che poi corregge un po’ il tiro – Diciamo che, se l’anno scorso siamo arrivati settimi, questa volta puntiamo almeno al sesto posto”. Dal ritiro di Norcia, dove l’Aprilia si allena già da una settimana, sono arrivati però i primi spunti di riflessione. Primo fra tutti l’ottimo 0-0 (condito da due pali, uno di Branicki e l’altro di Foderaro) con cui l’Aprilia ha fermato l’Avellino – squadra ripescata in Lega Pro – nella prima uscita di questo pre-campionato. 

Mister, è soddisfatto di quanto hanno fatto vedere i suoi in questa prima parte di preparazione?
“Certamente. I ragazzi si stanno allenando tutti molto bene e nella partita contro l’Avellino ho visto già ottime cose. Tranne qualche acciacco qua e là, tutto procede per il meglio. Sto lavorando su due moduli in particolare: il 4-2-3-1 e il 4-3-3, due schieramenti che ritengo più adatti alla rosa di giocatori che abbiamo costruito”. 

A tal proposito, si ritiene soddisfatto del mercato, o serve ancora qualcosa?
“La società si è mossa molto bene. Ho fornito le caratteristiche dei giocatori che cercavo e devo dire, che sono stato soddisfatto. Il mercato, però, non è finito. Credo ci servano ancora due pedine, una in difesa e una in attacco”. 

L’anno scorso, prendendo la squadra in corsa, ha fatto molto bene portando l’Aprilia dalla zona retrocessione alle soglie dei playoff. Stavolta avrà l’opportunità di muovere i primi passi con la squadra già in estate: quanto è importante questo aspetto?
“Fondamentale direi. Posso impostare il lavoro come dico io e, grazie alla società che mi ha dato fiducia, potrò contare su una base solida con cui ho già lavorato nella passata stagione”. 

Guardando agli acquisti dell’Aprilia salta subito all’occhio un’ampio numero di giovani di Lega di ottima caratura. Il campionato lo vincerà chi avrà i ‘baby’ più forti?
“Il campionato lo vince l’insieme. I ragazzi che abbiamo scelto sono ottimi, questo è indubbio, ma serve tutta una serie di circostanze per vincere. Penso al gruppo, alla voglia di lavorare e di sacrificarsi per i compagni… senza tutto questo non si va da nessuna parte”. 

Quanti di questi giovani rimarrano in rosa?
“Tutti. Non ho voluto una rosa ampia proprio per evitare grosse sfoltite. Siamo andati sul sicuro e tutti i ragazzi che abbiamo scelto rimarrano con noi. Potranno essere tutti necessari alla causa”. 

La Lega Pro rimane il sogno nel cassetto del presidente Lazzarini, pensando soprattutto all’amarezza di quattro anni fa. L’Aprilia di Pirozzi potrà coronare questa cavalcata? Quali saranno le vostre avversarie?
Risponderò a questa domanda a metà maggio, a fine campionato. Ora non ha senso. Per quanto riguarda le avversarie, dobbiamo aspettare i raggruppamenti. In giro ci sono tante società che stanno allestendo degli squadroni”. 

Eppure la possibilità di fare il grande salto in Lega Pro c’erano già iadesso, pensando, ad esempio, al Latina, nono in classifica l’anno scorso e ora tra i professionisti. Quanto c’è di Pirozzi nella scelta da parte della società di non effettuare la domanda di ripescaggio?
“Io c’entro poco. La società è esperta e sa bene cosa fare. Il mio consiglio è stato quello di aspettare. Per andare tra i professionisti bisogna essere abituati a vincere. Abituare i giocatori, abituare la società e abituare i tifosi. Credo che si debba fare un passo alla volta, se no si corre il rischio di saltare per aria a metà stagione. Personalmente condivido a pieno la scelta della dirigenza: mai fare il passo più lungo della gamba”. 

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