La rivoluzione dopo il caso Sperduti

SI risolve con un esito positivo per il giocatore Matteo Sperduti e per il presidente Fabrizio Vittori della Nuova Circe, il ricorso verso la squalifica di un anno comminata dalla Federcalcio per rimborsi economici in cambio di prestazioni sportive. La squalifica per il calciatore, infatti, è stata ridotta a 6 mesi, mentre il presidente sarà 

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SI risolve con un esito positivo per il giocatore Matteo Sperduti e per il presidente Fabrizio Vittori della Nuova Circe, il ricorso verso la squalifica di un anno comminata dalla Federcalcio per rimborsi economici in cambio di prestazioni sportive. La squalifica per il calciatore, infatti, è stata ridotta a 6 mesi, mentre il presidente sarà squalificato un anno e dovrà pagare un’ammenda di 5000 euro. Ma la svolta sostanziale arriva dalla decisione del C.R. Lazio di fissare, proprio in seguito a questa sentenza, un tetto di 7500 euro di rimborso spese per i campionati dilettantistici, entro il quale il calciatore non sarà punibile con la squalifica. Insomma, una vera e propria rivoluzione all’interno della giungla incontrollata dei risarcimenti ai giocatori che nei campionati dilettantistici è diventata una corsa al rialzo. «Il Comitato Regionale Lazio ha giudicato, senza assolutamente astenersi, il sottoscritto andando nel primo procedimeno di proscioglimento per la clausola compromissoria ad esprimere un giudizio che non era di sua competenza, poi riportato direttamente nel secondo procedimento – spiega l’avvocato Matteo Sperduti – La Commissione disciplinare Nazionale ha, giustamente, riconosciuto un irregolarità in questo ed ha indicato le modalità in merito alla ricusazione ed astensione di un giudice nella procedura del diritto e della giustizia sportiva. Cosa mai accaduta prima che un giudice sportivo si esprimesse su tale punto. In merito agli accordi economici, a pag 2 la Commmissione Disciplinare Nazionale ha dichiarato che gli accordi economici aventi ad oggetto rimborsi spese rientranti nei confini determinati dalla relativa. In, normativa fiscale (entro cioè i 7500 euro) sono da considerare perfettamente leciti».
Insomma, una vera e proprio disciplina che mette ordine nell’annosa querelle dei rimborsi ai dilettanti. «La soddisfazione è tanta – commenta ancora Sperduti – E’ stato confermato un principio di fondamentale importanza, ovvero il riconoscimento di accordi economici anche a livello dilettantistico, dall’Eccellenza a tutte le categorie minori, purchè rientranti entro certi limiti. Adesso i calciatori devono spingere affinchè le società gli sottoscrivano gli accordi economici con oggetto rimbrosi spesa e rientranti nei 7500 euro. Metà squalifica si spiega invece perchè – continua Sperduti – in considerazione del fatto che il mio accordo, dal tenore letterale della parole usate in esso risulta caratterizzato dalla presenza di termini ed espressioni certamente non riconducibili al classico concetto di rimborso spese, non era totalmente conforme alla normativa federale. Voglio ringraziare, infine, l’avvocato Stefano Ciapanna per il grande lavoro svolto». Come prima mossa, l’AIC, di cui Sperduti è rappresentante legale, ha messo a punto una bozza di accordo economico che i calciatori si potranno far sottoscrivere dalle società. Con tale accordo i giocatori risulteranno effettivamente tutelati senza rischiare alcuna squalifica. I giocatori che ne avessero bisogno possono rivolgersi alo stesso avvocato Matteo Sperduti che fornirà la copia corretta dell’accordo economico da farsi sotoscrivere dalla società.
Gianpiero Terenzi

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