Zaza, l’extraterrestre dell’Atletico Littoria

Non capita tutti i giorni di vedere giocatori che vanno a cercarsi il pallone nelle retrovie e poi, come un fulmine, trasformano quella palla in gol. Nell’Atletico Littoria però c’è un fenomeno che fa sognare tutti e sta portando una squadra, costruita da tifosi, al sogno del salto di categoria. Da gennaio è arrivato in 

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Non capita tutti i giorni di vedere giocatori che vanno a cercarsi il pallone nelle retrovie e poi, come un fulmine, trasformano quella palla in gol. Nell’Atletico Littoria però c’è un fenomeno che fa sognare tutti e sta portando una squadra, costruita da tifosi, al sogno del salto di categoria. Da gennaio è arrivato in nerazzurro e per lui parla chiaro lo score: 15 presenze 23 gol. Lui è Fabio Zaza ed è chiaramente un giocatore di altra categoria ma che ha messo comunque da parte l’orgoglio ed è sceso dalla serie D in Terza categoria per l’amore di questo sport ma anche di questa città, ci vuole umiltà per passare dalla vetrina del campionato dilettanti ai campi di periferia di Terza categoria. Strani gli ultimi anni del ventunenne di Latina (nato però a Pompei). Dieci anni nel Bologna, due nella primavera ed il sogno magari di poter far parte della prima squadra e di poter cominciare una carriera nei professionisti. Poi quel maledetto 1 aprile 2008, il ginocchio gli esce fuori durante un allenamento ed è costretto all’operazione. Da lì il prestito al Castel San Pietro in serie D dove Zaza conquista il quarto posto, a suon di grandi giocate ma soprattutto di continuità (24 le sue presenze totali). Il tutto condito dal torneo di Viareggio di nuovo con il Bologna. Dopo l’esperienza in giallorosso il sogno di poter diventare protagonista nel suo Latina. L’Us Latina appena promosso in serie D punta subito al salto di categoria, un’occasione d’oro per il talento di Pompei, arrivato al Francioni con la possibiltà di giocarsi sul campo la promozione nei professionisti.

L’ADDIO AL LATINA – Già dal ritiro estivo però mister Sibilia decide di puntare su qualcun altro ed alla fine arriva l’improvviso divorzio: «Non posso nascondere di esserci rimasto male – afferma proprio Fabio Zaza – venido da un ottimo campionato ed ero felice di poter giocare nella squadra della mia città. Purtroppo quando il mister mi ha detto che per problemi tattici non ci sarebbe stato spazio per me ho deciso di andare via. Io comunque sin da piccolo ho sempre avuto grande rispetto e grande stima per tutti gli allenatori che ho avuto. Non mi piace discutere le scelte del tecnico, se mister Sibilia ha preso quelle decisioni avrà avuto i suoi motivi». Dopo il suo addio in nerazzurro c’è stato il ritorno a Castel San Pietro anche se stavolta la stagione non è proprio positiva e per problemi societari decide di andare via di nuovo. Ricomincia a gennaio la sua stagione ma non più nei Dilettanti, nemmeno in Eccellenza ma addirittura nell’Atletico Littoria, la squadra dei tifosi che milita nel campionato di Terza categoria. «Quando ho scelto di giocare per la squadra dei tifosi della mia città – prosegue Zaza – non ho pensato che stavo scendendo di così tante categorie, è stata una scelta fatta con il cuore. Ho avuto la fortuna di conoscere un gruppo straordinario, composto da persone vere che mi hanno colpito in positivo sin dal primo giorno. Giocare per i tifosi della mia città per me è davvero un vero onore. Qui si tratta di un tifo fuori dalla norma, quando la domenica indosso quella maglietta mi dimentico di giocare in Terza proprio grazie a loro. In casa o in trasferta, di mattina o pomeriggio, sole o pioggia sono sempre stati con noi, il vero dodicesimo uomo in campo. Per una squadra nata grazie ai sacrifici di un gruppo di amici, già il secondo posto in classifica è un grande risultato. Il merito va tutto ai miei compagni di squadra e ai tifosi. Ora abbiamo la possibilità di fare i playoff e sappiamo che possiamo vincerli». Certo per Fabio Zaza questa sarà solo una bella pagina da ricordare per sempre nella sua carriera. «L’anno prossimo – riprende il talento pontino – vorrei tornare a giocare in categorie superiori, il sogno nel cassetto resta il Latina e vedere in curva tutti gli amici che ho conosciuto in questa esperienza. Sicuramente questi mesi mi hanno migliorato in tutti i sensi, sono certo che questo mi servirà in futuro». Già perchè a 21 anni hai ancora tutta la vita, ma soprattutto tutta la carriera, davanti a te anche se potrebbe esserci un ostacolo per un classe ‘89 come lui, i giovani di lega. Restano l’ago della bilancia delle società di serie D e forse questo potrebbe essere il suo ultimo anno da under. «So che potrei non essere più giovane di lega ma sono contento di questo. Per i giovani bravi può essere penalizzante questa regola perchè passi sempre per quello che deve giocare per forza. Ho 21 anni e penso che sia solo uno stimolo in più avere la possibilità di giocarmi il posto con gente più grande di me. Nel calcio non conta l’età, conta quello che dimostri in quel rettangolo di gioco».

Stefano Scala

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