La regolamentazione nei vivai

L’articolo di questa settimana si occupa prevalentemente dei vivai delle squadre e dei bambini che, amanti del calcio, da piccoli muovono i primi passi in questo mondo cosi fantastico e con la passione che solo i più piccoli sanno manifestare con spontaneità e la voglia esclusiva di correre dietro ad una palla. Infatti, il periodo 

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L’articolo di questa settimana si occupa prevalentemente dei vivai delle squadre e dei bambini che, amanti del calcio, da piccoli muovono i primi passi in questo mondo cosi fantastico e con la passione che solo i più piccoli sanno manifestare con spontaneità e la voglia esclusiva di correre dietro ad una palla. Infatti, il periodo temporale compreso tra i 5 e gli 8 anni per ogni bambino è fondamentale in quanto fulcro della crescita degli stessi e pilastro dello sviluppo psico – motorio.

L’attività calcistica per i giovani giocatori compresi tra i 5 ed i 16 anni viene gestita dal ramo della Federcalcio denominato, per l’appunto, “Settore Giovanile e Scolastico”. Inoltre, le attività dedicate alla promozione e didattica proprio per i ragazzi compresi in questa fascia di età viene definita come “Attività di base”, abbracciando tutte le categorie suddivise in: Piccoli Amici, Pulcini ed Esordienti.

La categoria dei Piccoli Amici che comprende i calciatori e le calciatrici dai 5 agli 8 anni ha carattere ufficiale ed è obbligatoria per tutte le Scuole Calcio con obbligo per le società di partecipare alle manifestazioni organizzate dalla Lega Nazionale Dilettanti. Le attività poste in essere sono prevalentemente quelle ludiche che consentono ai bambini – giovani calciatori – di potersi esprimere non solo attraverso delle “partitelle” tra le varie società ma anche con giochi e proposte tecniche che garantiscono un graduale apprendimento di quelle che sono le condotte basilari che ciascun giocatore deve tenere in campo.

La partita, naturalmente, resta e resterà sempre il punto di arrivo di ogni calciatore ed anche gli stessi istruttori devono comprendere che, solo attraverso la “messa in campo” dei bambini, si possono trasmettere agli stessi sia la formazione tecnico/tattica (sviluppando gli aspetti intellettivi e strategici) sia il modo di affrontare la gara, di rapportarsi con arbitro ed avversari nonché il comportamento leale e corretto da tenere durante l’incontro. Anche perché il gioco del calcio garantisce la formazione sociale dei bambini e sviluppa quelle che sono le abilità sociali e relazionali: rispetto delle regole, collaborazione, rispetto dei compagni e degli avversari. Sembrano cose da poco ma in realtà solo in questo modo si formano i piccoli calciatori e gli istruttori devono essere da esempio per i bambini che gestiscono. Infatti, i bambini concepiscono e comprendono l’insieme del complesso sistema di regole da rispettare anche se non ne comprendono il significato e lo rispetta solo per evitare una punizione. Gli stessi piccoli calciatori hanno un senso profondo della giustizia e dell’ingiustizia ma lo affrontano in maniera individuale e vanno formati come tali.

L’allenatore o istruttore ha l’obbligo di conseguire il “patentino” ovvero l’abilitazione rilasciata dal Settore Tecnico per esercitare il ruolo appena richiamato in squadre che militano nei campionati giovanili.

Relativamente, poi, all’attività di base si distinguono tre diversi aspetti:
1.“Scuole Calcio Qualificate” le quali hanno l’obbligo di tesserare il numero minimo di 3 allenatori qualificati iscritti presso l’Albo del Settore Tecnico FIGC nei ruoli di Allenatore di base o Istruttore Giovani Calciatori, di 1°, 2° o 3° categoria. Ogni allenatore deve essere destinato ad una delle 3 categorie sopra richiamate (Primi Calci, Pulcini ed Esordienti) ai quali si aggiungono anche gli Istruttori di scuola calcio che devono, comunque, essere abilitati ad operare in tali settori e che abbiano partecipato ai corsi CONI-FIGC;
2.“Scuole Calcio generiche” (non qualificate) l’obbligo è di tesserare minimo n. 2 allenatori di base iscritti all’Albo del Settore Tecnico;
3.“Centri Calcistici di base” (Società che partecipano all’attività ufficiale senza possedere i requisiti delle Qualificate e delle Scuole Calcio) non hanno alcun obbligo ma è sempre raccomandato avere istruttori che hanno partecipato ai corsi del CONI-FIGC.

In merito ai Corsi di Istruttori di base del CONI – FIGC sono organizzati dal Settore Giovanile e Scolastico in collaborazione con il Settore Tecnico FIGC e con il CONI. Vengono organizzati su base provinciale e sono aperti a tutte le persone che hanno compiuto almeno il 18° anno di età con lezioni di 85 ore complessive nelle quali vengono fornite le informazioni di base indispensabili per l’effettuazione dell’attività con i piccoli giocatori. Le lezioni sono tenute da “Addetti ai lavori” ognuno competente per la propria specifica attività (tra i quali anche il sottoscritto quale rappresentante dell’Associazione Italiana Calciatori).

Occorre ricordare che i giovani calciatori sono dei “Piccoli Amici” non sono atleti in formato ridotto ma bambini che partecipano all’allenamento con la voglia matta di giocare ed il gioco (all’esterno della casa e dei luoghi chiusi) è sempre il viatico migliore per evitare che i bambini siano bombardati dai divertimenti tecnologici che li rendono sedentari fin da piccoli. Garantiamo, quindi, ai giovani calciatori di perseguire il loro sogno ovvero di diventare campioni ma, soprattutto, di crescere rapportandosi con altri bambini e con il mondo esterno e reale.

Matteo Sperduti

(per maggiori chiarimenti o per una consulenza contattare il fiduciario A.I.C., Matteo Sperduti, al numero 3385459992 o all’indirizzo e-mail willsper55@libero.it)

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