La sentenza Bernard vs Olimpique Lione

Questa settimana, ci occupiamo di un argomento di rilevante importanza quale quello dell’indennità di formazione nel mondo sportivo seguente all’emissione, da parte della Corte di Giustizia Europea, della recente Sentenza Bernard (Causa Olympique Lyonnais v Olivier Bernard, Newcastle United FC). Infatti, i Giudici hanno stabilito il seguente principio: “…L’art. 45 TFUE non osta ad un 

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Questa settimana, ci occupiamo di un argomento di rilevante importanza quale quello dell’indennità di formazione nel mondo sportivo seguente all’emissione, da parte della Corte di Giustizia Europea, della recente Sentenza Bernard (Causa Olympique Lyonnais v Olivier Bernard, Newcastle United FC).

Infatti, i Giudici hanno stabilito il seguente principio: “…L’art. 45 TFUE non osta ad un sistema che, al fine di realizzare l’obiettivo di incoraggiare l’ingaggio e la formazione di giovani calciatori, garantisca alla società che ha curato la formazione un indennizzo nel caso in cui il giovane giocatore, al termine del proprio periodo di formazione, concluda un contratto come giocatore professionista in una società di un altro Stato membro, a condizione che tale sistema sia idoneo a garantire la realizzazione del detto obiettivo e non vada al di là di quanto necessario ai fini del suo conseguimento…Per garantire la realizzazione di tale obiettivo non è necessario un regime, come quello oggetto della causa principale, per effetto del quale un giocatore promessa il quale, al termine del proprio periodo di formazione, concluda un contratto come giocatore professionista con una società di un altro Stato membro si esponga alla condanna al risarcimento del danno determinato a prescindere dagli effettivi costi della formazione…”.

La sentenza sopra richiamata avrà sicuramente delle notevoli conseguenze sui vari regolamenti sportivi delle federazioni in relazione alla normativa riguardante i premi di formazione e preparazione.

Le questioni pregiudiziali analizzate nel procedimento che ha portato all’emissione di tale Sentenza e che la Corte medesima ha dovuto valutare sono state essenzialmente due:
1. Se il principio di libera circolazione dei lavoratori osti ad una disposizione di diritto nazionale in forza della quale un calciatore “primavera” che al termine del proprio periodo di formazione sottoscrive un contratto come calciatore professionista con una società di un altro Stato membro dell’UE si rende passibile di condanna ad un risarcimento dei danni;
2. In caso di risposta affermativa alla prima questione, se la necessità di incentivare il reclutamento e la formazione di giovani calciatori professionisti costituisca un obiettivo legittimo o una ragione imperativa di interesse generale tale da giustificare una siffatta restrizione.

La Corte di Giustizia Europea ha emesso un Comunicato Stampa n. 30/2010 in data 16.03.2010 nel quale ha specificato che le società calcistiche hanno il diritto di richiedere un’indennità di formazione per i giovani calciatori di cui abbiano curato la formazione sportiva nel caso in cui, i medesimi, vogliano concludere un contratto (il primo contratto) da professionisti con altra squadra di altro Stato membro dell’Unione Europea. I valori e gli importi di tale indennità devono essere determinati tenendo conto delle spese sostenute dalla società per la formazione del giovane calciatore professionista.

Tale conclusione stabilisce il principio secondo il quale i giovani calciatori non sono obbligati a stipulare il loro primo contratto da professionista con la società che ha curato la loro formazione o preparazione e non devono provvedere al risarcimento del danno nei confronti della stessa. Però, la Corte continua affermando che spetta alla società la richiesta di un’indennità di formazione nei confronti della squadra, anche di altro Stato membro dell’UE, con la quale il giovane calciatore stipula il suo primo contratto da professionista. Questo in ragione della libera circolazione dei lavoratori (ed in questo caso il calciatore professionista è considerato come lavoratore) ammette un sistema che garantisca alla società che ha curato la formazione dello stesso un indennizzo proprio in ragione dell’attività di formazione e preparazione svolta.

Fermo restando che l’obiettivo principale è quello di incoraggiare l’ingaggio e la formazione di giovani calciatori cresciuti nel vivaio ed evitare che i medesimi fuoriescano dal territorio dello Stato.

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