Il caso Pandev

Questa settimana vi faccio un bel regalo. In considerazione del fatto che, seppur dilettanti, siamo tutti attenti a quelle che sono le vicende che quotidianamente avvengono tra i professionisti, vi allego l’articolo uscito sul mensile “Il Calciatore” che tratta del lodo Pandev/S.S. Lazio, cosi ognuno potrà avere delle delucidazioni in merito al motivo della sentenza 

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avvocato-nel-palloneQuesta settimana vi faccio un bel regalo. In considerazione del fatto che, seppur dilettanti, siamo tutti attenti a quelle che sono le vicende che quotidianamente avvengono tra i professionisti, vi allego l’articolo uscito sul mensile “Il Calciatore” che tratta del lodo Pandev/S.S. Lazio, cosi ognuno potrà avere delle delucidazioni in merito al motivo della sentenza andata a favore dell’attuale giocatore dell’Inter.

ENTRIAMO NEL DETTAGLIO… – “Il consolidato indirizzo giurisprudenziale in tema didiritto a partecipare agli allenamenti ed alla preparazione precampionato con la prima squadra’ è stato confermato con la delibera Goran Pandev/S.S. Lazio del 23 dicembre 2009. Come noto, lo scorso settembre 2009 il calciatore si è rivolto al Collegio Arbitrale LNP/AIC per chiedere la risoluzione del contratto ex artt. 7 e 12 dell’Accordo Collettivo. Come abbiamo ampiamente riassunto nella cronistoria, prima ancora di poter arrivare ad un esame della vicenda, si è assistito al surreale tentativo della società di non arrivare, utilizzando ogni espediente, nemmeno alla costituzione del Collegio stesso.

L’ECCEZIONE PRESENTATA DALLA LAZIO – Di questo il lodo ha tenuto debito conto, ed è importante sottolineare che nelle motivazioni il Collegio ha opportunamente affrontato l’eccezione presentata dal club e con la quale il Presidente sorteggiato avv. Fezzi veniva ricusato in quanto a suo tempo indicato dall’Associazione Calciatori. Quindi, in via preliminare, il C.A. ha espresso le seguenti valutazioni:
a) innanzitutto, in pendenza di un’istanza di ricusazione non è previsto l’obbligo di sospendere il procedimento, che infatti è proseguito;
b) in secondo luogo, la nomina del Presidente è stata effettuata correttamente, in quanto l’art. 3 del Regolamento del C.A. prevede che le parti contraenti l’Accordo Collettivo (AIC e LNP), previa intesa sui nominativi, forniscano congiuntamente l’elenco dei Presidenti, e ciò senza limiti relativi al numero. Ciò significa che il numero suddetto è variabile e non predeterminato, che l’intesa si potrebbe in astratto raggiungere nei confronti di nominativi indicati anche da una sola componente, sempre ovviamente se LNP ed AIC fossero d’accordo, e che una volta nominati tutti i Presidenti sono da considerarsi sullo stesso piano. In proposito, il Regolamento del C.A. è chiarissimo: non fissa un numero standard di Presidenti sorteggiabili ma semmai il numero minimo, e cioè tre (art. 4.3.). Di conseguenza, la procedura attraverso la quale si è arrivati al sorteggio del Presidente Fezzi è da ritenersi del tutto regolare.

I FATTI – Affrontata questa importante questione preliminare, si entra nel merito. I fatti, supportati dalla ricostruzione operata in udienza e riscontrabili dall’escussione dei testimoni, appaiono chiari e consequenziali:
• il calciatore chiede di essere ceduto alla fine dello scorso campionato ma la società rifiuta e anzi propone un rinnovo del contratto in essere e avente scadenza giugno 2010;
• l’accordo non si trova e, allo scopo di forzare il calciatore ad accettare le proposte di rinnovo del club, a partire da metà agosto 2009 Pandev viene sistematicamente escluso agli allenamenti e di fatto emarginato, con alcuni compagni, dalla normale e completa attività svolta dalla prima squadra;
• l’esclusione dalle gare e dagli allenamenti emerge con chiarezza dalle testimonianze raccolte;
• in aggiunta, non viene più convocato per alcuna partita ufficiale e ciò senza alcuna valutazione da parte dell’allenatore che, d’altra parte, nell’escludere pregiudizialmente Pandev dal novero dei calciatori della prima squadra, si preclude volontariamente la possibilità di valutare lo stato di forma del calciatore.

LA POSIZIONE DI BALLARDINI  – A questo proposito è forse il caso di aprire una piccola parentesi: come ha scritto autorevolmente anche Gianni Mura su “La Repubblica”, va bene essere aziendalisti, ma c’è un limite a tutto e questo limite, nel caso dell’allenatore della Lazio, è stato ampiamente superato. Ciò è riscontrabile dalla lettura delle motivazioni del lodo, dove la scarsa congruità delle dichiarazioni dell’allenatore emerge con chiarezza fino a tramutarsi, quasi, in un autogol per la strategia difensiva del club. Infatti, sostenere che Pandev non ha partecipato volontariamente alle gare di Europa League, che le sue esclusioni sono dipese esclusivamente da scelte tecniche (cioè, perché calcisticamente scarso…) o etico/morali (?) ha dell’incredibile, ed infatti il Collegio ha valutato queste considerazioni come tali.

LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA – Di conseguenza, nel solco di una giurisprudenza più che consolidata, accertato che il calciatore non ha partecipato fin dal ritiro precampionato agli allenamenti con la prima squadra e che, nonostante la puntuale diffida, questa situazione si è protratta per i mesi di agosto, settembre e seguenti in aperta violazione degli artt. 7.1. “in ogni caso il calciatore ha il diritto di partecipare agli allenamenti e alla preparazione precampionato con la prima squadra” e 7.2. A.C. “il calciatore deve partecipare… a tutte le gare ufficiali ed amichevoli… tanto in Italia quanto all’estero”, il Collegio ha accolto la richiesta del calciatore ed ha quindi dichiarato risolto il contratto con la S.S. Lazio e condannato la stessa al risarcimento del danno nella misura minima (e standard) prevista dall’Accordo Collettivo.

Matteo Sperduti

(per maggiori chiarimenti o per una consulenza contattare il fiduciario A.I.C., Matteo Sperduti, al numero 3385459992 o all’indirizzo e-mail willsper55@libero.it)

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