Quando l’arbitro commette un “errore tecnico”…

Questa settimana ci occupiamo di un caso più unico che raro ovvero della ripetizione di una gara per errore tecnico dell’arbitro. Non capita mai che una partita sia ripetuta poichè l’arbitro, nel proprio referto, ammette di aver commesso un errore, però il regolamento parla chiaro, nel caso in cui ciò avvenga la gara deve essere 

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avvocato-nel-palloneQuesta settimana ci occupiamo di un caso più unico che raro ovvero della ripetizione di una gara per errore tecnico dell’arbitro. Non capita mai che una partita sia ripetuta poichè l’arbitro, nel proprio referto, ammette di aver commesso un errore, però il regolamento parla chiaro, nel caso in cui ciò avvenga la gara deve essere assolutamente rigiocata.

UN CASO REALE – Prendiamo ad esempio la gara del Campionato di Promozione Campano tra le squadre del Comprensorio Valdianese – Bellizzi Atletico 158 svoltasi il 23 febbraio del 2008. Come tutti ben conosciamo, prima della gara l’arbitro provvede alla identificazione dei calciatori e dei tesserati presenti nella distinta. Però, nella fattispecie in esame il medesimo non ammetteva alla partecipazione della partita due calciatori della squadra Bellizzi Atletico 158 motivandola con l’indicazione che il documento personale dei due giocatori, rilasciato dalla FIGC, era scaduto da alcuni mesi. Infatti, il tesserino aveva scadenza la data del 21 novembre 2007. Peraltro, calciatori non avevano a portata di mano altro documento di identità ed erano distanti da casa per poterlo andare a prendere. Cosi, il direttore di gara non li ammette in distinta e la società è costretta a toglierli dalla stessa.

L’OSTINAZIONE DEL DIRETTORE DI GARA – A seguito di tale decisione dell’arbitro, naturalmente, la squadra subiva un notevole danno psicologico poiché privata, per un motivo insolito, dell’apporto di due calciatori. Inoltre lo stesso arbitro si rifiutava di sottoscrivere la riserva che gli aveva sottoposto la società Bellizzi Atletico 158, contravvenendo in questo modo all’art. 71 Norme Organizzative Interne della FIGC (NOIF) che prevede l’identificazione del medesimo calciatore. Infatti, la tessera plastificata rilasciata dal Comitato Regionale della Campania, anche se scaduta di soli tre mesi, ha comunque valore e deve essere considerata documento valido per l’identificazione, considerando anche la circostanza che la documentazione, allegata dalla società reclamante per il rilascio delle tessere plastificate, è disponibile presso il Comitato Regionale di appartenenza. Pertanto, il giudice di gara avrebbe potuto sanare la situazione allegando, al referto di gara, la dichiarazione del dirigente accompagnatore ufficiale attestante l’identità dei due atleti. Inoltre la Guida pratica dell’Associazione Italiana Arbitri al punto 10 della regola 3 prescrive che il calciatore deve “comunque essere ammesso al gioco”, salvo poi verificare in sede istruttoria, successiva alla gara, l’identità dello stesso.

IL PERCHE’ DELLA RIPETIZIONE – Dopo la fase istruttoria, la Commissione Disciplinare territoriale presso il Comitato Regionale Campania in modo alquanto coraggioso e saggio ha emesso, nella riunione del 21 aprile 2008, provvedimento sul reclamo avverso la gara del campionato di Promozione Comprensorio Valdianese – Bellizzi Atletico 158 presentato da quest’ultima società. La decisione in oggetto ammette l’errore tecnico arbitrale non riconosciuto dal Giudice Sportivo, disponendo in questo modo la ripetizione della partita in quanto la mancata partecipazione alla partita di due elementi ha causato un enorme danno alla società reclamante. Inoltre, ammetteva che la data del rilascio delle due tessere, non lontana nel tempo, doveva far presumere che fosse garantita la precisa identificazione dei due calciatori.

UN PROVVEDIMENTO INCONSUETO – Il provvedimento adottato, ovvero sconfessare un arbitro che non ammette l’errore tecnico è sempre difficile, può rientrare in ambito analogico nella fattispecie dell’art. 1 del codice di giustizia sportiva allorquando fa riferimento alla ”lealtà sportiva” e tale è da considerarsi la soluzione proposta. Però, nel caso in esame, come si può notare era indispensabile conoscere la normativa nei minimi particolari e non solo quella riguardante l’organizzazione della Federazione ma anche quella applicata agli stessi direttori di gara. Sulla base di tale considerazione, appare evidente che le società, da sole, non possono provvedere a colmare “l’ignoranza normativa” in materia, ma devono sempre farsi assistere da un legale che abbia una visione più ampia della questione.

Matteo Sperduti

(per maggiori chiarimenti o per una consulenza contattare il fiduciario A.I.C., Matteo Sperduti, al numero 3385459992 o all’indirizzo e-mail willsper55@libero.it)

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