La nazionale come simbolo di unità

Questa settimana affrontiamo il tema dell’identità di un popolo a livello sportivo che si manifesta attraverso la propria nazionale. Abbiamo avuto a Latina la nazionale Under 19 di calcio ed abbiamo riscontrato quanto, bambini ed adulti, siano attratti dalla maglia azzurra. Inoltre, ci stiamo avvicinando ai Mondiali ed il tifo aumenta. Partiamo dall’affermazione di Eric 

Leggi tutto

avvocato-nel-palloneQuesta settimana affrontiamo il tema dell’identità di un popolo a livello sportivo che si manifesta attraverso la propria nazionale. Abbiamo avuto a Latina la nazionale Under 19 di calcio ed abbiamo riscontrato quanto, bambini ed adulti, siano attratti dalla maglia azzurra. Inoltre, ci stiamo avvicinando ai Mondiali ed il tifo aumenta. Partiamo dall’affermazione di Eric J. Hobsbawm: “Per la maggior parte dei cittadini persino l’identificazione collettiva con il proprio paese si verifica oggi più facilmente attraverso gli sport nazionali, attraverso squadre o simboli non politici, piuttosto che attraverso le istituzioni statali”.

LA NAZIONALE UNISCE – Si può tranquillamente affermare che lo sport di vertice, il cui impatto comunicativo sull’opinione pubblica è esaltato dalla diffusione della televisione, contribuisce non poco alla riqualificazione dell’immagine. Un ruolo ancora più unificante, in questa particolare storia «nazionale», è esercitato dalla rappresentativa nazionale di calcio. Infatti, oggi «gli unici luoghi in cui sventolano con genuino entusiasmo le bandiere nazionali sono ormai soltanto gli stadi – almeno nel nostro paese» e, sotto tale profilo, la bandiera è intesa come emblema dei contenuti politico-sociale sui quali si riconosce la gran parte dei cittadini.

IL RUOLO DELLO STATO… – In tal modo lo Stato, per mezzo del Coni, ha avuto cura nella promozione dello sport di vertice, nell’ottica della rappresentativa interna ed esterna della nazione. Lo Stato, difatti, fornisce allo sport una serie di aiuti a carattere organizzativo e di diffusione, fino ad arrivare all’impiego dell’apparato diplomatico, garantisce la sicurezza nelle manifestazioni sportive a maggiore flusso di partecipanti, assicura agevolazioni fiscali e creditizie, conferisce onorificenze sportive, invia telegrammi di auguri in caso di successi sportivi di rilievo e i suoi rappresentanti presenziano gli avvenimenti sportivi di maggior rilievo internazionale. Le istituzioni sportive da loro canto, sono riconoscenti allo Stato e tale forma di riconoscenza, a sua volta, trova la manifestazione più evidente nella regola relativa alla composizione delle rappresentative nazionali in base alla quale i membri di queste ultime devono possedere la cittadinanza dello Stato al quale appartiene la relativa federazione sportiva.
In particolare, lo sport di vertice, nei quali i cittadini elaborano processi identificativi, trasmette, a sua volta, tale identificazione nella nazione, portando così a rinforzare un sentimento di appartenenza alla Repubblica.
E’ l’essenza dello sport moderno, per dirla con altre parole, che nella sua proiezione massima afferma il senso di appartenenza ad una nazione.

…E QUELLO DELLO SPORT – Ci sembra che le virtù che si vorrebbero attribuire allo sport hanno, rispetto allo sport preso in se stesso, un carattere contingente. Indubbiamente lo sport può essere il veicolo di un’azione morale a patto che una simile funzione gli venga imposta. Non vogliamo negare che lo sport sia strumento prezioso per la trasmissione di determinati valori a condizione però di essere guidato, di venire utilizzato come mezzo, di essere assunto come metodo di affermazione di essi. Alla base c’è la persona come tale e la sua dignità, in quanto appartenente al genere umano e indipendentemente dall’adesione a questa o quella fede, religione, stirpe, comunità politica.

IL FAIR PLAY – Tutto questo, indubitabilmente, è identità la quale trova il suo fondamento, essenzialmente, nel fair play. Ogni sport che, solamente, abbia cessato di essere un fair play perde la sua identità. Il fair play, cioè il gioco condotto secondo le regole ma anche nel metro di un fondamentale spirito di lealtà individuale, deve far leva soprattutto su valori astratti, non concreti; formali o procedurali, non materiali. Fair play è locuzione che non ha bisogno di traduzione, i protagonisti delle competizioni sportive e i milioni (e anche miliardi) di spettatori che le seguono in televisione comprendono il suo significato allo stesso modo. Questi caratteri astratti e formali del fair play, essenziali per chi ci crede, nello sport sono fragili e, per questo, c’è da temere la condotta di chi altera artificialmente le proprie capacità fisiche. Si consideri anche che lo sport è anzitutto un fenomeno a carattere “relazionale”: la partecipazione a una squadra, la correttezza, il rispetto degli altri, l’osservanza delle regole del gioco ecc. non possono vivere se non accettati in una rete di rapporti in cui ciascuno è disposto a dare agli altri quel che pretende per se stesso. In sintesi: l’identità fondata sul fair play richiede un’elevata misura di responsabilità nei confronti della dimensione istituzionale del fenomeno sportivo ed il compito principale che lo sport è chiamato ad adempiere nell’Unione europea è proprio quello di difendere l’identità sportiva costruita intorno al fondamento del fair play.

COSA DICE LA COMUNITA’ EUROPEA – Ricordiamo, per concludere, che il capo III del trattato sulla Comunità europea diventa “TITOLO IX” e alla fine della denominazione “Istruzione, formazione professionale e gioventù” viene aggiunto “e sport”. Infatti, il nuovo articolo 149 del trattato sulla Comunità, per quel che riguarda lo sport recita che «L’Unione contribuisce alla promozione dei profili europei dello sport, tenendo conto delle sue specificità, delle sue strutture fondate sul volontariato e della sua funzione sociale e educativa»; l’azione della Comunità è intesa «a sviluppare la dimensione europea dello sport, promuovendo l’imparzialità e l’apertura nelle competizioni sportive e la cooperazione tra gli organismi responsabili dello sport proteggendo l’integrità fisica e morale degli sportivi, in particolare dei più giovani tra di essi». Tale previsione normativa contiene indubbiamente potenzialità positive se saranno adeguatamente sfruttate e ciò può avvenire solo se queste novità saranno colte e adempiute da poteri politici.

Matteo Sperduti

(per maggiori chiarimenti o per una consulenza contattare il fiduciario A.I.C., Matteo Sperduti, al numero 3385459992 o all’indirizzo e-mail willsper55@libero.it)

Lascia un commento