Gli accordi economici nei campionati dilettantistici

Questa settimana riprendiamo un argomento assai noto tra i calciatori dilettanti, ovvero quello dello svincolo, trattando, in particolar modo, quanto stabilito dall’art. 107 NOIF il quale regolarizza il rapporto tra società ed atleti dilettanti. Si tratta essenzialmente di quei calciatori tesserati per le società dilettantistiche partecipanti ai campionati nazionali (Serie D) per i quali è 

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avvocato-nel-palloneQuesta settimana riprendiamo un argomento assai noto tra i calciatori dilettanti, ovvero quello dello svincolo, trattando, in particolar modo, quanto stabilito dall’art. 107 NOIF il quale regolarizza il rapporto tra società ed atleti dilettanti. Si tratta essenzialmente di quei calciatori tesserati per le società dilettantistiche partecipanti ai campionati nazionali (Serie D) per i quali è esclusa ogni forma di lavoro autonomo e subordinato.

I DOVERI NEI CONFRONTI DEI CLUB DI SERIE D – In più, la normativa attualmente applicata, determina precisi obblighi e doveri che i medesimi hanno nei confronti dei club di appartenenza. Infatti, gli atleti sono obbligati a partecipare alle gare ed agli allenamenti secondo le direttive dell’allenatore ed, inoltre, è previsto che l’accordo economico con la società (riconosciuto a livello legale e giuridico nonché sportivo in quanto da depositare presso gli uffici di competenza) non può essere superiore a 25.822 euro quale compenso globale lordo (solo per i tesserati di serie D)

ACCORDO ECONOMICO ANCHE IN ECCELLENZA E PROMOZIONE? – Peraltro, l’inserimento dell’art. 94 ter NOIF ha garantito una maggiore tutela a favore dei calciatori ma, ad oggi, la battaglia rimasta aperta è di riuscire ad estendere l’accordo economico anche a favore dei campionati di Eccellenza e Promozione almeno con la previsione di un minimo di 7.500 euro. Naturalmente, gli obblighi non ricadono solo sui tesserati ma anche e soprattutto sulle società le quali devono corrispondere al calciatore le somme stabilite nell’accordo economico. In caso contrario, il giocatore può rivolgersi alla CAE – Commissione Accordi Economici, per farsi riconoscere quanto pattuito. E’ proprio per questo motivo che, come Associazione Italiana Calciatori, ci stiamo muovendo per estendere l’accordo anche ai campionati sopra indicati riconoscendo cosi una tutela giuridico – sportiva a favore degli atleti che, attualmente, risultano scoperti.

LE LISTE DI SVINCOLO – La rinuncia del vincolo sportivo da parte della società, però, si configura attraverso l’inserimento del tesserato nelle c.d. “liste di svincolo”, modulo che da parte della società va inoltrato presso la segreteria Federale nel termine perentorio fissato dal Consiglio Federale all’inizio di ogni stagione calcistica. Passata tale scadenza è impossibile procedere allo svincolo del giocatore. Quindi, per le modalità di risoluzione del rapporto tra club dilettantistici impegnati nei campionati nazionali ed il calciatore, in merito allo scioglimento del vincolo, sarà fondamentale il consenso congiunto di entrambe le parti.

POCA TUTELA PER I DILETTANTI – Naturalmente, i dilettanti non avendo le medesime garanzie dei colleghi professionisti soffrono una minor tutela salvo per quanto riguarda l’ambito assicurativo e sanitario che, purtroppo, ancora oggi presentano ancora ampie lacune. Per evitare che, nel corso dell’anno si verifichino eventi o situazioni poco chiare e problematiche, sia i dirigenti delle società che i calciatori devono ad inizio anno affrontare con professionalità ed in maniera idonea il tesseramento e la stipula dell’accordo economico. Per questo risulta di primaria importanza farsi assistere sempre da un legale che abbia un quadro chiaro della situazione e che possa prevenire ipotetiche controversie. A volte, i semplici segretari dei club non bastano a colmare queste lacune.

Matteo Sperduti

(per maggiori chiarimenti o per una consulenza contattare il fiduciario A.I.C., Matteo Sperduti, al numero 3385459992 o all’indirizzo e-mail willsper55@libero.it)

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