Due nuovi stranieri per Latina

Sei sconfitte consecutive, il momento più buoi della fin qui breve storia nerazzurra in Legadue. L’Ab Latina, almeno allo stato attuale, ha smesso di lottare. Lo smalto di inizio anno, le vittorie con le dirette concorrenti per la salvezza e le sconfitte più che onorevoli con quintetti blasonati, sono soltanto vaghi ricordi autunnali. Il ko 

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eldridgeSei sconfitte consecutive, il momento più buoi della fin qui breve storia nerazzurra in Legadue. L’Ab Latina, almeno allo stato attuale, ha smesso di lottare. Lo smalto di inizio anno, le vittorie con le dirette concorrenti per la salvezza e le sconfitte più che onorevoli con quintetti blasonati, sono soltanto vaghi ricordi autunnali. Il ko con Brindisi è soltanto il più recente manifesto di un’urgenza: colmare il vuoto lasciato da Rivers e riprendere confidenza con la voglia di provarci, di non sentirsi piccoli piccoli dinanzi agli eventi di un campionato spietato e di livello. Da squadra a “una sola dimensione” con la presenza della nuova guardia della Benetton, Latina non si è saputa riciclare in un vero team, tecnicamente inferiore ad altri, ma pur comunque battagliero e capace di sopperire almeno con l’orgoglio all’addio della sua stella maggiore. La risposta ai problemi di Ciaboco può giungere solo da un mercato sostanzioso che non si fermi al solo nome di Ferrero, elemento inabile a dare una marcia in più alla più inguaiata delle neopromosse.

IL MERCATO – Sostituire Rivers e dare maggior peso al pacchetto lunghi: questi gli obiettivi a brevissimo termine per Latina. Al momento non circolano nomi attendibili, ma è certo che la guardia sarà un comunitario mentre sotto i tabelloni si proverà a portare al pala Bianchini uno statunitense di peso con molti punti nelle mani. Scelte che vanno a braccetto con il taglio certo di uno tra Dalipagic (il cui posto sarà preso dalla guardia) e/o Missere. Dilemma che sarà sciolto nei prossimi giorni dallo staff tecnico nerazzurro; l’ipotesi più gettonata è la rinuncia dell’apporto del figlio del grande Drazen ma occhio anche alla soluzione totale che vedrebbe unico straniero superstite il play Eldridge.

FISCHI DAL DESERTO – Oltre al mercato, in casa Latina tiene banco l’increscioso finale di match con Brindisi: squadra in campo che rinuncia a giocare, spettatori sugli spalti a fischiare dopo 40’ di silenzio, quasi si trovassero nella biblioteca comunale anziché al palazzetto dello sport. Giusto manifestare dissenso per risultati e prestazioni indecenti, sbagliato farlo però se non si è mai dato un vero sostegno alla squadra. Il carro dei vincitori dello scorso giugno non c’è più, adesso chi vuole può salire su quello delle lacrime e sudore per centrare una salvezza ancor più miracolosa di qualsiasi promozione.

Jonathan Gavin

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