Pagamenti e rimborsi: i problemi della remunerazione

Questa settimana riprendiamo un argomento assai noti tra i calciatori dilettanti ovvero quello della remunerazione. Uno dei problemi principali che viene affrontato sistematicamente, ogni anno, dalla maggior parte degli atleti si verifica quando la società, non avendo raggiunto il risultato prefissato all’inizio o non riuscendolo più ad ottenere, decide di non retribuire più i giocatori 

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avvocato-nel-palloneQuesta settimana riprendiamo un argomento assai noti tra i calciatori dilettanti ovvero quello della remunerazione.

Uno dei problemi principali che viene affrontato sistematicamente, ogni anno, dalla maggior parte degli atleti si verifica quando la società, non avendo raggiunto il risultato prefissato all’inizio o non riuscendolo più ad ottenere, decide di non retribuire più i giocatori dei rimborsi spesa. Ed i calciatori, in questo modo, si ritrova praticamente a giocare gratuitamente e pagare con le proprie tasche le spese effettuate per gli allenamenti e le partite.

INDENNITA’ E PREMI – Conviene rammentare che l’indennità pattuita inizialmente, la quale come detto in altro articolo dovrebbe essere messa nero su bianco attraverso un atto in forma scritta avente valore legale, deve essere corrisposta all’atleta indipendentemente dal risultato ottenuto dalla squadra. Solo gli eventuali premi stabiliti ad inizio anno tra società e calciatore possono, in caso di mancato raggiungimento del risultato previsto, non essere corrisposti al giocatore.

LA CLASSICA STRETTA DI MANO – A volte le società dimenticano tale condizione forti della circostanza che gli atleti non sono tutelati da atti scritti bensì gli accordi iniziali sono siglati, nella maggior parte dei casi, solo ed esclusivamente tramite una “stretta di mano” che non ha alcun valore legale. Però, se il mancato raggiungimento del risultato è dipeso da causa addebitabile solo alla società, in questo caso, il club nella figura del presidente o del delegato dovrà, comunque, retribuire al calciatore il premio pattuito inizialmente.

COSA DICE LA FIGC – Bisogna sottolineare che la retribuzione proporzionata e sufficiente prevista dall’art. 36 della Costituzione non può prescindere dalle qualità delle parti e dalle caratteristiche della prestazione. Questo perché tutti gli accordi che superano una certa cifra riconosciuta come parametro base per i rimborsi spese sono nulli e vietati dalle norme organizzative interne della F.I.G.C., quindi, il calciatore può essere sanzionato e cosi anche la società che, in proporzione, ci andrà a rimettere maggiormente.

TUTELARE E’ MEGLIO CHE CURARE – Quindi, non fidatevi di quelle società che affermano che le scritture private o gli accordi economici non hanno alcuna valenza giuridica. Infatti, se prodotti e redatti secondo le disposizioni di legge hanno valore e possono essere il mezzo attraverso il quale farsi riconoscere i propri diritti e le proprie retribuzioni. Per questo affidatevi sempre ad una persona di fiducia che conosce la normative e può tutelare i vostri diritti.

Si augura a tutti i calciatori, dirigenti, allenatori, società ed addetti ai lavori di trascorrere un felice Natale ed un lieto Nuovo Anno con la speranza che il 2010 sia per tutti un anno ricco di soddisfazioni sportive, di vittorie e di gioie per i risultati ottenuti.

Matteo Sperduti

(per maggiori chiarimenti o per una consulenza contattare il fiduciario A.I.C., Matteo Sperduti, al numero 3385459992 o all’indirizzo e-mail willsper55@libero.it)

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