Lo sfogo di Capitani

Nemmeno il tempo di gioire per la finale di Coppa Italia raggiunta che il presidente della Vigor Cisterna Domenico Capitani è in fiume in piena, obiettivo? La gente di Cisterna. “Tanti sacrifici, tanta sofferenza – dichiara il numero uno biancazzurro – non so davvero se valga la pena sostenerli ancora. Abbiamo raggiunto una finale ambitissima 

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capitaniNemmeno il tempo di gioire per la finale di Coppa Italia raggiunta che il presidente della Vigor Cisterna Domenico Capitani è in fiume in piena, obiettivo? La gente di Cisterna. “Tanti sacrifici, tanta sofferenza – dichiara il numero uno biancazzurro – non so davvero se valga la pena sostenerli ancora. Abbiamo raggiunto una finale ambitissima che potrebbe aprirci le porte anche a un insperato salto di categoria, senza contare la possibilità di mettere in bacheca un trofeo prestigioso. Stiamo cercando di rinforzare la squadra per allestire un organico competitivo , eppure dalla città non abbiamo ricevuto alcuna gratificazione. A parte Olivieri e qualche altro amico nessuno si è degnato mai di venirci incontro. Anzi, quando arriviamo noi si paga in anticipo…evidentemente certa classe imprenditoriale non ha ancora capito che il calcio non è solo un divertimento ma ha una precisa funzione sociale. Il nostro settore giovanile educa e partecipa alla formazione di centinaia di ragazzini.

L’INVITO AL FLAMINIO – Al Flaminio voglio vedere cinquemila persone, voglio vedere quell’attaccamento ai colori che manca da troppo tempo. La maglia di questa squadra non è dei giocatori e neanche del presidente, la maglia è di Cisterna e della sua gente. In città lo devono capire perché stiamo sostenendo sacrifici impensabili, la squadra è costretta a giocare senza pubblico, in un campo che non è il nostro. E a parte un pugno di fedelissimi, Cisterna non ci segue. Ecco, la finale rappresenta un crocevia, voglio capire se la gente ci segue altrimenti ne prenderò atto e trarrò le mie decisioni.

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