Il labirinto delle sponsorizzazioni…

Questa settimana facciamo un po’ di chiarezza sulle sponsorizzazioni sportive per quanto riguarda le società dilettantistiche in quanto, seguendo le ultime regolamentazioni, potrebbero nascere una serie di dubbi sulla corretta applicazione delle norme che disciplinano il rapporto tra le Associazioni Sportive Dilettantistiche e le imprese sponsorizzatrici. LA SENTENZA – La sentenza della Cassazione n. 9567 

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avvocato-nel-palloneQuesta settimana facciamo un po’ di chiarezza sulle sponsorizzazioni sportive per quanto riguarda le società dilettantistiche in quanto, seguendo le ultime regolamentazioni, potrebbero nascere una serie di dubbi sulla corretta applicazione delle norme che disciplinano il rapporto tra le Associazioni Sportive Dilettantistiche e le imprese sponsorizzatrici.

LA SENTENZA – La sentenza della Cassazione n. 9567 del 23 aprile 2007 chiarisce che le spese di pubblicità sono costituite dai costi sostenuti per pubblicizzare prodotti, marchi e l’attività svolta dall’impresa e la comunicazione pubblicitaria ha come obiettivo il raggiungimento di interlocutori interessati ad acquisire il prodotto offerto. Naturalmente, non è certo il numero dei tifosi che produce più o meno gli effetti positivi di marketing per una società sportiva bensì il messaggio del valore culturale e sociale che si vuole comunicare alla collettività nonché l’apprezzamento che la stessa può avere in relazione al prodotto sponsorizzato. Quindi, anche i club più piccoli (partecipanti alle categorie inferiori dei Campionati Dilettanti) possono avere un grande introito dalla pubblicità e dalle sponsorizzazioni se utilizzano i giusti strumenti atti a garantire un richiamo di immagine.

NORME DA RISPETTARE – Però, ci sono delle normative da rispettare e la burocrazia in certi casi non fa sconti. Infatti, le vigenti disposizioni fiscali sono talmente chiare che non hanno bisogno di alcun commento soprattutto in relazione alla circostanza che il corrispettivo in denaro in favore di una associazione sportiva dilettantistica costituisce per il soggetto erogante, fino ad un importo annuo complessivo non superiore ad euro 200.000,00, spese di pubblicità volte alla promozione dell’immagine o dei prodotti del medesimo soggetto erogante mediante una specifica attività del beneficiario.

IL DILEMMA IVA – In ambito IVA, la società erogante non ha mai l’obbligo di fatturare con IVA ma se ne ricorrono le condizioni la relativa ricevuta deve essere assoggettata ad imposta di bollo e l’imposta liquidata è detraibile al 100% cosi come la spesa di sponsorizzazione e pubblicità è deducibile al medesimo valore. Mentre, per la società dilettantistica l’erogazione è liberale ed è sempre considerata fuori dal campo di applicazione dell’imposta.

INFORMARSI SULLE NORMATIVE – A completamento del quadro appena prospettato bisogna evidenziare che le società dilettantistiche e le imprese devono sempre informarsi sulla continua e costante evoluzione della normativa in materia in considerazione del fatto che i controlli si stanno facendo più frequenti da parte degli organi appositi. Quindi, per evitare di incappare in sanzioni sportive e, soprattutto, penali conviene farsi assistere da un legale che sappia come muoversi in questo labirinto fatto apposta per tendere tranelli.

Matteo Sperduti

(per maggiori chiarimenti o per una consulenza contattare il fiduciario A.I.C., Matteo Sperduti, al numero 3385459992 o all’indirizzo e-mail willsper55@libero.it)

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