Bindi: “Forse ero antipatico a qualcuno”

Una notizia arrivata non senza sorprese attraverso un comunicato alquanto telegrafico: «La società F.C. Rondinelle rende noto di aver sollevato dall’incarico l’allenatore della prima squadra, Massimo Bindi». Non si scende, dunque, nei particolari delle motivazioni che hanno spinto la dirigenza delle Rondinelle ad esonerare l’ormai ex tecnico biancoazzurro. Nulla di ufficiale, solo voci trapelate dall’ambiente, 

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bindiUna notizia arrivata non senza sorprese attraverso un comunicato alquanto telegrafico: «La società F.C. Rondinelle rende noto di aver sollevato dall’incarico l’allenatore della prima squadra, Massimo Bindi». Non si scende, dunque, nei particolari delle motivazioni che hanno spinto la dirigenza delle Rondinelle ad esonerare l’ormai ex tecnico biancoazzurro. Nulla di ufficiale, solo voci trapelate dall’ambiente, che avevano evidenziato un certo malumore all’interno dello spogliatoio. Cosa che, ad ogni modo, Bindi continua ad escludere con fermezza:

NON CAPISCO I MOTIVI – “Non penso proprio che ci siano stati motivi di carattere ambientale alla base del mio esonero – spiega Bindi – I giocatori, interpellati dalla società nella serata di giovedì, avevano negato qualsiasi malumore nel rapporto con il sottoscritto, fatta eccezione per un paio di giocatori che non sono stati certo educati nei comportamenti. Escludo, inoltre, anche motivazioni di ordine prettamente tecnico. Nessuno è venuto da me per criticare il mio operato: gli obiettivi erano quelli di una comoda salvezza, obiettivi avremmo portato certamente a compimento anche grazie agli ultimi arrivi su mia segnalazione, a differenza di quanto accaduto ad inizio stagione. Anche sul modo con cui mi è stato comunicato il tutto, poi, ci sarebbe molto da discutere: una chiamata telefonica di venti secondi in cui non mi è stata data alcuna motivazione plausibile. A questo punto, evidentemente, devo pensare che forse iniziavo ad essere antipatico a qualcuno”.

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