I talenti nostrani “rapiti” dalle società straniere…

Questa settimana vogliamo parlare di un grande problema che accomuna molte società calcistiche ed una pluralità di giovani calciatori. Infatti, attualmente, sempre più spesso i club stranieri “rapiscono” i talenti nostrani senza che le società, soprattutto dilettantistiche, possano opporsi. Gli ultimi casi verificatisi hanno messo in risalto che la tendenza, ormai consolidata, è quella che l’atleta 

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avvocato-nel-palloneQuesta settimana vogliamo parlare di un grande problema che accomuna molte società calcistiche ed una pluralità di giovani calciatori. Infatti, attualmente, sempre più spesso i club stranieri “rapiscono” i talenti nostrani senza che le società, soprattutto dilettantistiche, possano opporsi. Gli ultimi casi verificatisi hanno messo in risalto che la tendenza, ormai consolidata, è quella che l’atleta minorenne che lascia l’Italia sia destinato a ritornarvi dopo alcuni anni di esperienza, maturazione e valorizzazione economica.

COSA DICE LA LEGGE – Procedendo, però, all’analisi della legislazione in materia appare evidente che il nuovo Regolamento FIFA, nel disciplinare le modalità di rilascio del nulla osta al trasferimento (transfert internazionale) dispone che la Federazione di provenienza del calciatore possa opporsi esclusivamente in caso di controversia contrattuale tra il club ed il tesserato. Sulla base di tale principio, quando un giovane manifesta la volontà di andare a giocare all’estero, la società di appartenenza non può opporsi soprattutto quando il club destinatario abbia già pronto un contratto di lavoro.

…E QUANDO NON SI HA ANCORA 16 ANNI? – In merito al trasferimento degli atleti minori di anni 16, però, l’art. 19 del Regolamento sullo status e trasferimenti dei calciatori (“protezione dei minori”) consente il tesseramento solo ed esclusivamente se il calciatore è seguito in terra straniera dalla propria famiglia, la quale si trasferisce insieme con il medesimo per motivi indipendenti dall’ambito calcistico. Questo è l’unico requisito che è richiesto nel caso in esame e cioè che la famiglia si trasferisca in altro stato per motivi non collegati al calcio.

GLI OBBLIGHE DELLE SOCIETA’ ACQUIRENTI – Ad ogni buon conto, le società destinatarie devono garantire al ragazzo alcune condizioni minime tra le quali prima di tutta una formazione scolastica che permetterà al calciatore di maturare un’esperienza extra sportiva utile nel momento in cui deciderà di abbandonare lo sport; un’adeguata formazione calcistica e per ultimo le migliori condizioni di vita nella nuova struttura societaria e nella nuova città. Nel caso in cui un giocatore, minore di età, sia contattato da una società estera, queste sono le prime ed essenziali condizioni che genitori e legale rappresentante devono richiedere per l’effettiva ed idonea tutela del minore. Senza l’assicurazione di tali requisiti e condizioni meglio non far muovere il ragazzo in quanto si troverebbe senza tutela in un paese straniero. Sulla base di tale considerazione si consiglia sempre di far seguire tutta la trafila ad un avvocato che possa coadiuvare con il procuratore o l’agente (nel caso in cui la trattativa sia portata avanti da quest’ultimo) o con la società e che possa valutare tutti i relativi aspetti contrattuali.

COSA SUCCEDE NELLE SOCIETA’ DILETTANTISTICHE – In ambito dilettantistico, le società sono sicuramente la componente principalmente penalizzata da tutta la situazione come prospettata. Ciò perché l’interruzione da parte dell’atleta del rapporto con la società dilettantistica non integra gli estremi di violazione disciplinare essendo la normativa per i dilettanti fondata su principi di non vincolatività degli accordi. Infatti, su tale aspetto, la FIFA ha espressamente previsto la libertà di tesseramento del calciatore dilettante in favore di società affiliate ad una federazione estera, però, subordinando il passaggio all’ottenimento del transfert internazionale. L’aspetto da non sottovalutare è che, nel caso in cui il giocatore volesse ritornare in Italia, la società di provenienza avrebbe il “diritto di prelazione” e, quindi, il nuovo tesseramento andrebbe a favore della vecchia società italiana.

CONSIGLI PRATICI – Si consiglia anche alle stesse società calcistiche di farsi assistere da un legale per lo svolgimento della trattativa e, soprattutto, per il superamento di quei cavilli burocratici e contrattuali che di solito tendono a penalizzare i medesimi club sportivi.

Matteo Sperduti

(per maggiori chiarimenti o per una consulenza contattare il fiduciario A.I.C., Matteo Sperduti, al numero 3385459992 o all’indirizzo e-mail willsper55@libero.it)

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